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mercoledì 23 luglio 2014
Walther Kurt Josef Nehring
Walther Kurt Josef Nehring (Stretzin, 15 agosto 1892 – Düsseldorf, 20 aprile 1983) è stato un generale tedesco, ufficiale della Wehrmacht, esperto di guerra con mezzi corazzati, distintosi alla testa di reparti di panzer su molti teatri di guerra della seconda guerra mondiale.
domenica 20 luglio 2014
Eduard von Böhm-Ermolli
Eduard von Böhm-Ermolli (Ancona, 12 febbraio 1856 – Troppavia, 9 dicembre 1941) è stato un generale austro-ungarico, durante la Prima guerra mondiale raggiunse il grado di feldmaresciallo nell'esercito austro-ungarico. Fu proclamato inoltre feldmaresciallo onorario durante il periodo nazista.
Ferdinand Schörner
Ferdinand Schörner (Monaco di Baviera, 12 giugno 1892 – Monaco di Baviera, 2 luglio 1973) è stato un generale tedesco, prestò servizio nella prima e nella seconda guerra mondiale.
Nominato Feldmaresciallo nell’aprile del 1945, poco prima della capitolazione del Terzo Reich, fu designato nel testamento di Hitler quale ultimo Comandante in capo dell’Esercito tedesco.
Nominato Feldmaresciallo nell’aprile del 1945, poco prima della capitolazione del Terzo Reich, fu designato nel testamento di Hitler quale ultimo Comandante in capo dell’Esercito tedesco.
Ernst Bernhard Wilhelm Busch
Ernst Bernhard Wilhelm Busch (Essen, 6 luglio 1885 – Aldershot, 17 luglio 1945) è stato un generale tedesco.
Busch nacque ad Essen, in Germania; suo padre era un colonnello dell'esercito tedesco, poi deputato per il Partito Conservatore al Reichstag. Busch fu educato all'accademia militare di Groß Lichterfelde, dalla quale uscì sottotenente di cavalleria; entrò nell'esercito tedesco nel 1904 e partecipò alla prima guerra mondiale combattendo sul fronte orientale, prima in servizio attivo poi venne assegnato allo stato maggiore del generale Friedrich von Bock und Polach.
Dopo la guerra Busch fu ufficiale nella Baltisches Landswehr gestita dal generale von der Goltz e fu compagno di Georg Baron Manteuffel-Szoege e Sigismind von Radecki, e poi ufficiale nell'esercito controrivoluzionario del generale Maercker e partecipò alla repressione dei moti spartachisti; nel 1908 era stato promosso tenente, nel 1916 capitano e nel 1928 maggiore. Nel 1925 passò in fanteria gli venne assegnato l'incarico di ispettore dei trasporti di truppe e cinque anni dopo fu nominato tenente colonnello del 9º Reggimento Fanteria.
All'inizio della seconda guerra mondiale prese parte all'invasione della Polonia al comando di un corpo d'armata inquadrato nella 14. Armee del generale Wilhelm List, mentre nel 1940 durante la campagna di Francia assunse il comando della 16. Armee che svolse un ruolo importante nella schiacciante vittoria tedesca. Dopo il successo del Terzo Reich in occidente venne insignito della Croce di Cavaliere della Croce di ferro.
Busch mantenne il comando della 16. Armee anche all'inizio prese dell'Operazione Barbarossa e guidò le sue truppe, dipendenti dal Gruppo d'armate Nord del feldmaresciallo Wilhelm von Leeb, all'avanzata verso Leningrado. Le truppe di Busch marciarono con successo fino all'altopiano del Valdaj a sud del lago Ilmen dove però dovettero arrestarsi all'inizio dell'inverno del 1941 a causa della crescente resistenza dell'Armata Rossa, dell'esaurimento delle risorse e dei rigori del rigido clima russo. La controffensiva sovietica del gennaio 1942 mise in grande difficoltà Busch; la 16. Armee rischiò di essere travolta e una parte delle forze, sei divisioni del II corpo d'armata, venne accerchiata nella cosiddetta sacca di Demjansk. Da febbraio 1942 al marzo 1943 Busch diresse la sua armata in aspri combattimenti per evitare uno sfondamento e cercare di riaprire i collegamenti con le truppe accerchiate a Demjansk che organizzarono una tenace resistenza e respinsero tutti i tentativi sovietici di schiacciare la sacca. Nel maggio 1942 i tedeschi riaprirono precarie vie di comunicazione con Demjansk ma fu solo nel febbraio 1943 che iniziò l'"operazione Ziethen", l'evacuazione della sacca di Demjansk attraverso il cosiddetto "corridoio di Ramuševo"; la ritirata si concluse con successo e le truppe si ricongiunsero con il grosso dell'armata di Busch. Per la tenacia e la determinazione dimostrata durante la lunga battaglia difensiva, Busch fin dal 31 gennaio 1943 era stato promosso feldmaresciallo, nello stesso giorno in cui Adolf Hitler aveva nominato allo stesso grado supremo anche i generali Friedrich Paulus, Ewald von Kleist e Maximilian von Weichs.
Comandò il Gruppo d'armate Centro sul fronte orientale ma, dopo la disastrosa sconfitta subito durante l'operazione Bagration sferrata dall'Armata Rossa a partire dal 22 giugno 1944, fu sostituito dal feldmaresciallo Walther Model. Busch, contrastato dall'avanzata dei britannici di Montgomery si arrese al gruppo d'armata britannico del nordovest il 3 marzo 1945 e venne internato nel campo di prigionia di Aldershot, in Inghilterra. Morì a causa di un colpo apoplettico il 17 luglio dello stesso anno e fu sepolto al "Cannock Chase German War Cemetery" nello Staffordshire.
Busch nacque ad Essen, in Germania; suo padre era un colonnello dell'esercito tedesco, poi deputato per il Partito Conservatore al Reichstag. Busch fu educato all'accademia militare di Groß Lichterfelde, dalla quale uscì sottotenente di cavalleria; entrò nell'esercito tedesco nel 1904 e partecipò alla prima guerra mondiale combattendo sul fronte orientale, prima in servizio attivo poi venne assegnato allo stato maggiore del generale Friedrich von Bock und Polach.
Dopo la guerra Busch fu ufficiale nella Baltisches Landswehr gestita dal generale von der Goltz e fu compagno di Georg Baron Manteuffel-Szoege e Sigismind von Radecki, e poi ufficiale nell'esercito controrivoluzionario del generale Maercker e partecipò alla repressione dei moti spartachisti; nel 1908 era stato promosso tenente, nel 1916 capitano e nel 1928 maggiore. Nel 1925 passò in fanteria gli venne assegnato l'incarico di ispettore dei trasporti di truppe e cinque anni dopo fu nominato tenente colonnello del 9º Reggimento Fanteria.
All'inizio della seconda guerra mondiale prese parte all'invasione della Polonia al comando di un corpo d'armata inquadrato nella 14. Armee del generale Wilhelm List, mentre nel 1940 durante la campagna di Francia assunse il comando della 16. Armee che svolse un ruolo importante nella schiacciante vittoria tedesca. Dopo il successo del Terzo Reich in occidente venne insignito della Croce di Cavaliere della Croce di ferro.
Busch mantenne il comando della 16. Armee anche all'inizio prese dell'Operazione Barbarossa e guidò le sue truppe, dipendenti dal Gruppo d'armate Nord del feldmaresciallo Wilhelm von Leeb, all'avanzata verso Leningrado. Le truppe di Busch marciarono con successo fino all'altopiano del Valdaj a sud del lago Ilmen dove però dovettero arrestarsi all'inizio dell'inverno del 1941 a causa della crescente resistenza dell'Armata Rossa, dell'esaurimento delle risorse e dei rigori del rigido clima russo. La controffensiva sovietica del gennaio 1942 mise in grande difficoltà Busch; la 16. Armee rischiò di essere travolta e una parte delle forze, sei divisioni del II corpo d'armata, venne accerchiata nella cosiddetta sacca di Demjansk. Da febbraio 1942 al marzo 1943 Busch diresse la sua armata in aspri combattimenti per evitare uno sfondamento e cercare di riaprire i collegamenti con le truppe accerchiate a Demjansk che organizzarono una tenace resistenza e respinsero tutti i tentativi sovietici di schiacciare la sacca. Nel maggio 1942 i tedeschi riaprirono precarie vie di comunicazione con Demjansk ma fu solo nel febbraio 1943 che iniziò l'"operazione Ziethen", l'evacuazione della sacca di Demjansk attraverso il cosiddetto "corridoio di Ramuševo"; la ritirata si concluse con successo e le truppe si ricongiunsero con il grosso dell'armata di Busch. Per la tenacia e la determinazione dimostrata durante la lunga battaglia difensiva, Busch fin dal 31 gennaio 1943 era stato promosso feldmaresciallo, nello stesso giorno in cui Adolf Hitler aveva nominato allo stesso grado supremo anche i generali Friedrich Paulus, Ewald von Kleist e Maximilian von Weichs.
Comandò il Gruppo d'armate Centro sul fronte orientale ma, dopo la disastrosa sconfitta subito durante l'operazione Bagration sferrata dall'Armata Rossa a partire dal 22 giugno 1944, fu sostituito dal feldmaresciallo Walther Model. Busch, contrastato dall'avanzata dei britannici di Montgomery si arrese al gruppo d'armata britannico del nordovest il 3 marzo 1945 e venne internato nel campo di prigionia di Aldershot, in Inghilterra. Morì a causa di un colpo apoplettico il 17 luglio dello stesso anno e fu sepolto al "Cannock Chase German War Cemetery" nello Staffordshire.
Maximilian von Weichs
Maximilian von Weichs (Dessau, 12 novembre 1881 – Burg Rösberg, 27 giugno 1954) è stato un generale (feldmaresciallo) tedesco durante la seconda guerra mondiale.
Il generale Maximilian von Weichs (al centro con gli occhiali), insieme al generale Johannes Blaskowitz (a destra), nell'ottobre del 1939 a Varsavia
Figlio di un colonnello di nobili origini, nel 1900 si arruolò nella cavalleria bavarese, e fu inquadrato nel 2º reggimento. Nel 1910 frequentò l'accademia militare e, durante la prima guerra mondiale, ricoprì incarichi di stato maggiore nell'ambito di una divisione di cavalleria bavarese. Nel 1927 divenne ufficiale di stato maggiore, mentre nel 1930 ottenne il grado di colonnello.
Nel 1933 fu promosso generale e gli fu assegnato il comando della 3ª divisione di cavalleria, che divenne poi nel 1935 la prima formazione corazzata della Wehrmacht: la 1. Panzer-Division. Dal 1938 divenne comandante del XIII Corpo d'armata, che guidò in Austria durante l'Anschluss, in Cecoslovacchia e successivamente nell'ambito della campagna di Polonia. Durante la campagna di Francia guidò la 9ª Armata, sostituendo il generale Johannes Blaskowitz.
Nel luglio del 1940 fu insignito della Croce di Cavaliere e comandò le truppe tedesche in Jugoslavia durante l'operazione 25; nell'estate del 1941 gli fu assegnato il comando della 2ª Armata, impegnata in Unione Sovietica nell'ambito dell'operazione Barbarossa, dove ebbe una parte importante, insieme al II Gruppo Corazzato, comandato dal generale Heinz Guderian, nella chiusura da nord della grande sacca di Kiev, e, nell'ambito dell'operazione Tifone, nelle operazioni nel settore di Vjaz'ma; nel mese di novembre, prima del contrattacco sovietico che impedì l'occupazione di Mosca, si ammalò, non rientrando in servizio fino al mese di gennaio del 1942.
Durante la seconda offensiva estiva fu posto il 13 luglio 1942 al comando dell'Heeresgruppe B e diresse le operazioni lungo il Don e Stalingrado che si prolungarono con esito alterno fino all'autunno. L'Heeresgruppe B fu attaccato dall'Armata Rossa a partire dal 19 novembre 1942; l'operazione Urano provocò il crollo delle truppe rumene schierate sul Don e il catastrofico accerchiamento della 6. Armee del generale Friedrich Paulus in combattimento a Stalingrado.
Von Weichs, colto di sorpresa e mancando di riserve mobili, non fu in grado di controllare la situazione; egli ritenne opportuno inizialmente consigliare lo sganciamento dell'armata a Stalingrado e appoggiò le richieste del generale Paulus a favore di un'immediata ritirata; in un secondo momento peraltro, von Weichs accettò passivamente le decisioni di Hitler che imponevano la resistenza sul posto e la formazione di una grande sacca e lasciò al generale Paulus tutta la responsabilità delle scelte finali. Il 27 novembre 1942 ricevette l'ordine di cedere il comando delle truppe tedesco-rumene nel settore di Stalingrado e del basso Don al feldmaresciallo Erich von Manstein, comandante del nuovo Heeresgruppe Don mentre egli mantenne la responsabilità delle difese dell'Asse nel settore del medio e alto Don fino a Voronež.
Mentre il feldmaresciallo von Manstein tentava senza successo di accorrere in soccorso dell'armata del generale Paulus accerchiata nella sacca di Stalingrado, von Weichs dovette affrontare le nuove poderose offensive dell'Armata Rossa nel settore del Don che provocarono nuovi cedimenti del fronte dell'Asse e la progressiva distruzione di gran parte delle forze del Heeresgruppe B. Il 16 dicembre 1942 iniziò l'operazione Piccolo Saturno nel settore del medio Don difeso soprattutto dal corpo di spedizione italiano che venne travolto e ripiegò in rotta; dopo aver tamponato con espedienti di fortuna lo sfondamento, von Weichs venne attaccato più a nord nella zona difesa dalle truppe ungheresi e dal corpo alpino italiano; l'offensiva Ostrogorzk-Rossoš iniziò il 12 gennaio 1943 e si concluse in pochi giorni con una nuova disfatta e la drammatica ritirata dei superstiti. Infine il 24 gennaio 1942 l'Armata Rossa attaccò anche più a nord e sferrò l'offensiva Voronež-Kastornoe contro le ultime forze efficienti del Heeresgruppe B di von Weichs; i tedeschi rischiarono una nuova catastrofe e la 2. Armee dovette battere in ritirata per evitare di essere completamente accerchiata. Con quest'ultima battaglia l'Heeresgruppe B era praticamente scomparso e venne ufficialmente sciolto il 12 febbraio 1943; le truppe superstiti vennero assegnate al Heeresgruppe Süd del feldmaresciallo von Manstein e al Heeresgruppe Mitte del feldmaresciallo Günther von Kluge. Von Weichs, che il 31 gennaio 1943 era stato promosso nonostante le sconfitte al grado supremo di feldmaresciallo insieme ai generali Paulus, Ewald von Kleist e Ernst Busch, venne richiamato e fece una visita di congedo ad Hitler nella primavera 1943.
Nel luglio 1943 fu nominato comandante dell'Heeresgruppe F, di stanza in Grecia e Jugoslavia, e ne guidò la ritirata nel 1944.
All'inizio della primavera del 1945 venne congedato e, dopo la fine del conflitto, fu arrestato dalle truppe americane e, nell'ambito dei processi di Norimberga, imputato di crimini di guerra, ma, a causa delle sue precarie condizioni di salute, gli fu evitata la detenzione. Morì a Burg Rösberg, vicino a Bonn, nel 1954.
Il generale Maximilian von Weichs (al centro con gli occhiali), insieme al generale Johannes Blaskowitz (a destra), nell'ottobre del 1939 a Varsavia
Figlio di un colonnello di nobili origini, nel 1900 si arruolò nella cavalleria bavarese, e fu inquadrato nel 2º reggimento. Nel 1910 frequentò l'accademia militare e, durante la prima guerra mondiale, ricoprì incarichi di stato maggiore nell'ambito di una divisione di cavalleria bavarese. Nel 1927 divenne ufficiale di stato maggiore, mentre nel 1930 ottenne il grado di colonnello.
Nel 1933 fu promosso generale e gli fu assegnato il comando della 3ª divisione di cavalleria, che divenne poi nel 1935 la prima formazione corazzata della Wehrmacht: la 1. Panzer-Division. Dal 1938 divenne comandante del XIII Corpo d'armata, che guidò in Austria durante l'Anschluss, in Cecoslovacchia e successivamente nell'ambito della campagna di Polonia. Durante la campagna di Francia guidò la 9ª Armata, sostituendo il generale Johannes Blaskowitz.
Nel luglio del 1940 fu insignito della Croce di Cavaliere e comandò le truppe tedesche in Jugoslavia durante l'operazione 25; nell'estate del 1941 gli fu assegnato il comando della 2ª Armata, impegnata in Unione Sovietica nell'ambito dell'operazione Barbarossa, dove ebbe una parte importante, insieme al II Gruppo Corazzato, comandato dal generale Heinz Guderian, nella chiusura da nord della grande sacca di Kiev, e, nell'ambito dell'operazione Tifone, nelle operazioni nel settore di Vjaz'ma; nel mese di novembre, prima del contrattacco sovietico che impedì l'occupazione di Mosca, si ammalò, non rientrando in servizio fino al mese di gennaio del 1942.
Durante la seconda offensiva estiva fu posto il 13 luglio 1942 al comando dell'Heeresgruppe B e diresse le operazioni lungo il Don e Stalingrado che si prolungarono con esito alterno fino all'autunno. L'Heeresgruppe B fu attaccato dall'Armata Rossa a partire dal 19 novembre 1942; l'operazione Urano provocò il crollo delle truppe rumene schierate sul Don e il catastrofico accerchiamento della 6. Armee del generale Friedrich Paulus in combattimento a Stalingrado.
Von Weichs, colto di sorpresa e mancando di riserve mobili, non fu in grado di controllare la situazione; egli ritenne opportuno inizialmente consigliare lo sganciamento dell'armata a Stalingrado e appoggiò le richieste del generale Paulus a favore di un'immediata ritirata; in un secondo momento peraltro, von Weichs accettò passivamente le decisioni di Hitler che imponevano la resistenza sul posto e la formazione di una grande sacca e lasciò al generale Paulus tutta la responsabilità delle scelte finali. Il 27 novembre 1942 ricevette l'ordine di cedere il comando delle truppe tedesco-rumene nel settore di Stalingrado e del basso Don al feldmaresciallo Erich von Manstein, comandante del nuovo Heeresgruppe Don mentre egli mantenne la responsabilità delle difese dell'Asse nel settore del medio e alto Don fino a Voronež.
Mentre il feldmaresciallo von Manstein tentava senza successo di accorrere in soccorso dell'armata del generale Paulus accerchiata nella sacca di Stalingrado, von Weichs dovette affrontare le nuove poderose offensive dell'Armata Rossa nel settore del Don che provocarono nuovi cedimenti del fronte dell'Asse e la progressiva distruzione di gran parte delle forze del Heeresgruppe B. Il 16 dicembre 1942 iniziò l'operazione Piccolo Saturno nel settore del medio Don difeso soprattutto dal corpo di spedizione italiano che venne travolto e ripiegò in rotta; dopo aver tamponato con espedienti di fortuna lo sfondamento, von Weichs venne attaccato più a nord nella zona difesa dalle truppe ungheresi e dal corpo alpino italiano; l'offensiva Ostrogorzk-Rossoš iniziò il 12 gennaio 1943 e si concluse in pochi giorni con una nuova disfatta e la drammatica ritirata dei superstiti. Infine il 24 gennaio 1942 l'Armata Rossa attaccò anche più a nord e sferrò l'offensiva Voronež-Kastornoe contro le ultime forze efficienti del Heeresgruppe B di von Weichs; i tedeschi rischiarono una nuova catastrofe e la 2. Armee dovette battere in ritirata per evitare di essere completamente accerchiata. Con quest'ultima battaglia l'Heeresgruppe B era praticamente scomparso e venne ufficialmente sciolto il 12 febbraio 1943; le truppe superstiti vennero assegnate al Heeresgruppe Süd del feldmaresciallo von Manstein e al Heeresgruppe Mitte del feldmaresciallo Günther von Kluge. Von Weichs, che il 31 gennaio 1943 era stato promosso nonostante le sconfitte al grado supremo di feldmaresciallo insieme ai generali Paulus, Ewald von Kleist e Ernst Busch, venne richiamato e fece una visita di congedo ad Hitler nella primavera 1943.
Nel luglio 1943 fu nominato comandante dell'Heeresgruppe F, di stanza in Grecia e Jugoslavia, e ne guidò la ritirata nel 1944.
All'inizio della primavera del 1945 venne congedato e, dopo la fine del conflitto, fu arrestato dalle truppe americane e, nell'ambito dei processi di Norimberga, imputato di crimini di guerra, ma, a causa delle sue precarie condizioni di salute, gli fu evitata la detenzione. Morì a Burg Rösberg, vicino a Bonn, nel 1954.
Georg Karl Friedrich Wilhelm von Küchler
Georg Karl Friedrich Wilhelm von Küchler (Hanau, 30 maggio 1881 – Garmisch-Partenkirchen, 25 maggio 1968) è stato un generale tedesco. Durante la seconda guerra mondiale raggiunse il grado di feldmaresciallo.
Durante la campagna di Polonia comandò la Terza Armata. Il 22 settembre 1939 organizzò la cerimonia funebre per Werner von Fritsch; in questa occasione pronunciò un discorso con cui deprecava le circostanze in cui la dirigenza nazista aveva allontanato quest'ultimo dal comando delle Forze armate (Scandalo Fritsch-Blomberg). Per questo motivo Küchler fu sollevato dal comando della Terza Armata, ma per intervento di Walther von Brauchitsch poco tempo dopo gli fu assegnato il comando della Diciottesima Armata, che guidò alla conquista dei Paesi Bassi.
Küchler comandò la Diciottesima Armata anche durante l'operazione Barbarossa, finché il 17 gennaio 1942, in seguito alle dimissioni del Feldmaresciallo von Leeb, rilevò il comando dell'intero Gruppo d'Armate Nord. Küchler rimase in carica fino al 29 gennaio 1944, quando fu esonerato a causa della rottura dell'accerchiamento di Leningrado da parte delle forze armate sovietiche.
Fino alla fine della guerra non ricevette nessun altro incarico.
Dopo la guerra, nel processo che coinvolse tutto il Comando supremo della Wehrmacht, fu condannato a 20 anni di reclusione, ridotti poi a dodici; ne scontò effettivamente 4, tra il 1949 e il 1953.
Durante la campagna di Polonia comandò la Terza Armata. Il 22 settembre 1939 organizzò la cerimonia funebre per Werner von Fritsch; in questa occasione pronunciò un discorso con cui deprecava le circostanze in cui la dirigenza nazista aveva allontanato quest'ultimo dal comando delle Forze armate (Scandalo Fritsch-Blomberg). Per questo motivo Küchler fu sollevato dal comando della Terza Armata, ma per intervento di Walther von Brauchitsch poco tempo dopo gli fu assegnato il comando della Diciottesima Armata, che guidò alla conquista dei Paesi Bassi.
Küchler comandò la Diciottesima Armata anche durante l'operazione Barbarossa, finché il 17 gennaio 1942, in seguito alle dimissioni del Feldmaresciallo von Leeb, rilevò il comando dell'intero Gruppo d'Armate Nord. Küchler rimase in carica fino al 29 gennaio 1944, quando fu esonerato a causa della rottura dell'accerchiamento di Leningrado da parte delle forze armate sovietiche.
Fino alla fine della guerra non ricevette nessun altro incarico.
Dopo la guerra, nel processo che coinvolse tutto il Comando supremo della Wehrmacht, fu condannato a 20 anni di reclusione, ridotti poi a dodici; ne scontò effettivamente 4, tra il 1949 e il 1953.
Wilhelm List
Wilhelm List (Oberkirchberg, 14 maggio 1880 – Garmisch, 16 agosto 1971) è stato un generale (feldmaresciallo) tedesco durante la Seconda guerra mondiale.
Nato a Oberkirchberg nei pressi di Württemberg nel 1880, combatté come soldato nell'Esercito tedesco durante la Prima guerra mondiale, al termine della quale entrò a far parte del Freikorps, un corpo di polizia politica creato tra il 1918 e il 1919 dalla destra parlamentare con il compito di reprimere qualsiasi rivolta che potesse destabilizzare l'operato del Reichstag. Rimase sempre nella Reichswehr e nel 1930 venne nominato Generale di divisione e messo a capo della scuola di fanteria di Dresda.
Nel 1935 fu nominato comandante del 4. Corpo d'armata dal generale Fedor von Bock e benché non concordasse con alcune decisioni di Hitler non commise mai alcuna azione che avrebbe potuto compromettere la sua carriera militare, tanto da non protestare, nel 1938, contro l'allontanamento dalla Wehrmacht, fondato su false accuse, di Werner von Blomberg e Werner von Fritsch.
Dopo l'Anschluss fu inviato a Vienna come comandante dell'esercito stanziato in Austria e l'anno seguente prese parte all'invasione della Cecoslovacchia. Nel settembre del 1939 guidò la 14. Armata durante la campagna di Polonia sotto il generale Gerd von Rundstedt e prese possesso di Cracovia e Leopoli; nella successiva missione in Francia nel 1940 contribuì allo sfondamento del fronte nemico sulla Mosa invadendo, inoltre, il Lussemburgo con dei mezzi corazzati.
Hitler fu molto soddisfatto dei risultati conseguiti da List, tanto da promuoverlo Feldmaresciallo il 19 luglio 1940. Gli venne affidata l'invasione della Jugoslavia e della Grecia e riuscì a sfondare la linea Metaxas; rimase nei Balcani fino a ottobre del 1941, quando venne congedato.
Richiamato in servizio nel luglio del 1942, gli fu assegnato il comando del Gruppo d'armate A incaricato di invadere il Caucaso e prendere possesso dei preziosi pozzi petroliferi della zona. Dopo alcuni brillanti successi e una veloce avanzata iniziale, le truppe di List dovettero rallentare la marcia a causa delle difficoltà logistiche, dell'insufficienza di mezzi e della crescente resistenza dell'Armata Rossa. Entrato in contrasto con Hitler per alcuni dettagli tattici e ritenuto responsabile del mancato raggiungimento degli obiettivi previsti, il 9 settembre 1942 venne destituito dal Führer, nonostante le proteste mosse dai generali Franz Halder e Alfred Jodl.
Fino alla fine della guerra si ritirò nella sua casa a Garmisch-Partenkirchen. Dopo la fine del conflitto venne processato a Norimberga e condannato all'ergastolo nel febbraio del 1948. Liberato nel dicembre del 1952 per gravi motivi di salute, morì il 17 agosto 1971 a Garmisch.
Nato a Oberkirchberg nei pressi di Württemberg nel 1880, combatté come soldato nell'Esercito tedesco durante la Prima guerra mondiale, al termine della quale entrò a far parte del Freikorps, un corpo di polizia politica creato tra il 1918 e il 1919 dalla destra parlamentare con il compito di reprimere qualsiasi rivolta che potesse destabilizzare l'operato del Reichstag. Rimase sempre nella Reichswehr e nel 1930 venne nominato Generale di divisione e messo a capo della scuola di fanteria di Dresda.
Nel 1935 fu nominato comandante del 4. Corpo d'armata dal generale Fedor von Bock e benché non concordasse con alcune decisioni di Hitler non commise mai alcuna azione che avrebbe potuto compromettere la sua carriera militare, tanto da non protestare, nel 1938, contro l'allontanamento dalla Wehrmacht, fondato su false accuse, di Werner von Blomberg e Werner von Fritsch.
Dopo l'Anschluss fu inviato a Vienna come comandante dell'esercito stanziato in Austria e l'anno seguente prese parte all'invasione della Cecoslovacchia. Nel settembre del 1939 guidò la 14. Armata durante la campagna di Polonia sotto il generale Gerd von Rundstedt e prese possesso di Cracovia e Leopoli; nella successiva missione in Francia nel 1940 contribuì allo sfondamento del fronte nemico sulla Mosa invadendo, inoltre, il Lussemburgo con dei mezzi corazzati.
Hitler fu molto soddisfatto dei risultati conseguiti da List, tanto da promuoverlo Feldmaresciallo il 19 luglio 1940. Gli venne affidata l'invasione della Jugoslavia e della Grecia e riuscì a sfondare la linea Metaxas; rimase nei Balcani fino a ottobre del 1941, quando venne congedato.
Richiamato in servizio nel luglio del 1942, gli fu assegnato il comando del Gruppo d'armate A incaricato di invadere il Caucaso e prendere possesso dei preziosi pozzi petroliferi della zona. Dopo alcuni brillanti successi e una veloce avanzata iniziale, le truppe di List dovettero rallentare la marcia a causa delle difficoltà logistiche, dell'insufficienza di mezzi e della crescente resistenza dell'Armata Rossa. Entrato in contrasto con Hitler per alcuni dettagli tattici e ritenuto responsabile del mancato raggiungimento degli obiettivi previsti, il 9 settembre 1942 venne destituito dal Führer, nonostante le proteste mosse dai generali Franz Halder e Alfred Jodl.
Fino alla fine della guerra si ritirò nella sua casa a Garmisch-Partenkirchen. Dopo la fine del conflitto venne processato a Norimberga e condannato all'ergastolo nel febbraio del 1948. Liberato nel dicembre del 1952 per gravi motivi di salute, morì il 17 agosto 1971 a Garmisch.
Wilhelm Ritter von Leeb
Wilhelm Ritter von Leeb (Landsberg am Lech, 5 settembre 1876 – Füssen, 29 aprile 1956) è stato un generale tedesco durante la seconda guerra mondiale.
Von Leeb era alto ufficiale già al tempo dell'estromissione dei generali Werner von Blomberg e Werner von Fritsch dai quadri dirigenti dell'Esercito: fu tra coloro che il nuovo capo dell'OKH, Walther von Brauchitsch, sollevò dal comando nell'ambito della successiva epurazione dei vertici delle forze armate, voluta da Adolf Hitler e mirata ad allontanare dai posti chiave tutti gli antichi collaboratori di Blomberg e Fritsch. Ma Hitler aveva troppo bisogno dei membri della vecchia guardia del corpo degli ufficiali, perciò non stupisce che poco dopo von Leeb, come molti altri epurati, venisse richiamato in servizio in vista della guerra.
Benché ostile al regime nazista e alla sua politica espansionista, von Leeb accettò di tornare al proprio posto: ma, scettico circa la possibilità di una vittoria a occidente e contrario all'attacco contro gli stati neutrali, prima che s'iniziasse l'offensiva compilò un memorandum in cui si pronunciava a favore della pace, esortando Hitler a non commettere lo stesso errore commesso dal kaiser Guglielmo II venticinque anni prima, aggredendo il Belgio non belligerante.
Scoppiato poi il conflitto, nella Campagna di Francia von Leeb fu a capo del Gruppo d'armate C, composto di 17 divisioni. Il 14 giugno 1940 attaccò direttamente la linea Maginot, dopo che Heinz Guderian aveva già iniziato delle operazioni alle spalle della fortificazione. Come molti altri generali, venne messo a parte del "Rapporto X" - nome in codice con cui si designava il complotto, in cui era coinvolto un gran numero di generali, volto a rovesciare Hitler e il suo regime - ma scelse di non aderire.
Il 19 luglio 1940 in seguito alla schiacciante vittoria nella campagna di Francia, cui aveva dato un determinante contributo, venne nominato Feldmaresciallo. Nella successiva campagna di Russia, gli fu affidato il comando del Gruppo d'armate Nord, con l'obiettivo di prendere Leningrado partendo dalla Prussia Orientale. Quando quest'obiettivo fu fallito, espresse il parere - condiviso dal Feldmaresciallo Gerd von Rundstedt - che fosse necessario ripiegare e attestarsi sul fronte polacco. Hitler, invece, decise di effettuare una diversione per puntare decisamente sul Caucaso.
Leeb, sfiduciato circa l'esito di quell'attacco, che a suo dire era solo un'offensiva senza speranze, non volle assumersi la responsabilità di una disfatta certa e chiese di essere sollevato dall'incarico. Come notò il generale Günther Blumentritt, probabilmente egli, ostile più che mai a Hitler, fu felice di avere un pretesto per dare le dimissioni: non gli sarebbe stato possibile dimettersi senza una ragione che soddisfacesse il Führer. Ritiratosi a vita privata, morì a Füssen il 29 aprile 1956.
Von Leeb era alto ufficiale già al tempo dell'estromissione dei generali Werner von Blomberg e Werner von Fritsch dai quadri dirigenti dell'Esercito: fu tra coloro che il nuovo capo dell'OKH, Walther von Brauchitsch, sollevò dal comando nell'ambito della successiva epurazione dei vertici delle forze armate, voluta da Adolf Hitler e mirata ad allontanare dai posti chiave tutti gli antichi collaboratori di Blomberg e Fritsch. Ma Hitler aveva troppo bisogno dei membri della vecchia guardia del corpo degli ufficiali, perciò non stupisce che poco dopo von Leeb, come molti altri epurati, venisse richiamato in servizio in vista della guerra.
Benché ostile al regime nazista e alla sua politica espansionista, von Leeb accettò di tornare al proprio posto: ma, scettico circa la possibilità di una vittoria a occidente e contrario all'attacco contro gli stati neutrali, prima che s'iniziasse l'offensiva compilò un memorandum in cui si pronunciava a favore della pace, esortando Hitler a non commettere lo stesso errore commesso dal kaiser Guglielmo II venticinque anni prima, aggredendo il Belgio non belligerante.
Scoppiato poi il conflitto, nella Campagna di Francia von Leeb fu a capo del Gruppo d'armate C, composto di 17 divisioni. Il 14 giugno 1940 attaccò direttamente la linea Maginot, dopo che Heinz Guderian aveva già iniziato delle operazioni alle spalle della fortificazione. Come molti altri generali, venne messo a parte del "Rapporto X" - nome in codice con cui si designava il complotto, in cui era coinvolto un gran numero di generali, volto a rovesciare Hitler e il suo regime - ma scelse di non aderire.
Il 19 luglio 1940 in seguito alla schiacciante vittoria nella campagna di Francia, cui aveva dato un determinante contributo, venne nominato Feldmaresciallo. Nella successiva campagna di Russia, gli fu affidato il comando del Gruppo d'armate Nord, con l'obiettivo di prendere Leningrado partendo dalla Prussia Orientale. Quando quest'obiettivo fu fallito, espresse il parere - condiviso dal Feldmaresciallo Gerd von Rundstedt - che fosse necessario ripiegare e attestarsi sul fronte polacco. Hitler, invece, decise di effettuare una diversione per puntare decisamente sul Caucaso.
Leeb, sfiduciato circa l'esito di quell'attacco, che a suo dire era solo un'offensiva senza speranze, non volle assumersi la responsabilità di una disfatta certa e chiese di essere sollevato dall'incarico. Come notò il generale Günther Blumentritt, probabilmente egli, ostile più che mai a Hitler, fu felice di avere un pretesto per dare le dimissioni: non gli sarebbe stato possibile dimettersi senza una ragione che soddisfacesse il Führer. Ritiratosi a vita privata, morì a Füssen il 29 aprile 1956.
mercoledì 16 luglio 2014
Von Kleist
Paul Ludwig Ewald von Kleist (Braunfels an der Lahn, 8 agosto 1881 – Vladimir, 15 ottobre 1954) è stato un generale tedesco, feldmaresciallo durante la seconda guerra mondiale.
Di famiglia aristocratica di antiche tradizioni militari, era figlio di Christof Hugo von Kleist.
Venne avviato fin da giovanissimo alla carriera militare. Il 13 marzo 1900 entrò come alfiere (Fahnenjunker) nel 3º Reggimento reale di artiglieria da campagna, presso il quale, il 18 agosto dell'anno successivo, venne nominato sottotenente (Leutnant). Aiutante di battaglione nel 1904 e di reggimento nel 1907, nel 1908 entrò nella scuola di cavalleria di Hannover. Promosso tenente (Oberleutnant) il 27 gennaio 1910, il 1º ottobre dello stesso anno si diplomò presso l'Accademia di guerra (Kriegsakademie). Nel 1911 von Kleist venne nominato ufficiale di Stato maggiore presso il 14º Reggimento di cavalleria.
Promosso capitano (Hauptmann) il 22 marzo 1914, poco dopo lo scoppio della Prima guerra mondiale, venne trasferito il 19 dicembre presso il 1º Reggimento Ussari, e il 17 ottobre 1915 presso l'85ª Divisione di fanteria. Aiutante di brigata dal 1º giugno 1916, il 29 ottobre successivo divenne ufficiale addetto agli armamenti del XVII Corpo d'armata, incarico che lasciò il 1º giugno 1917 per frequentare, dapprima i corsi della Scuola di artiglieria di Wahn, poi per assumere l'incarico di capo di Stato Maggiore della divisione di cavalleria Guardie, infine per divenire capo di Stato maggiore generale della 225ª Divisione di fanteria, incarico che mantenne sino al novembre del 1918.
Dopo l'armistizio, von Kleist rimase in servizio nella Reichswehr e, fra il 1919 e il 1923, rimase presso il 13º Reggimento di cavalleria, venendo successivamente trasferito, come istruttore tattico, alla Scuola di cavalleria di Hannover. Tenente colonnello (Oberstleutnant) nel 1926, il 1º marzo dell'anno successivo passò allo Stato maggiore della 2ª Divisione di cavalleria, del quale divenne il capo il 1º aprile 1928. Trasferito alla 3ª Divisione il 1º febbraio 1929 divenne colonnello (Oberst), e due anni dopo ricevette il primo comando presso il 9º Reggimento di fanteria, seguito da quello della 2ª Divisione di cavalleria, il 1º febbraio 1932, dalla promozione a generale di brigata (Generalmajor), il 1º ottobre 1932, a tenente generale (Generalleutnant), il 1º ottobre 1933 e a General der Kavallerie il 1º agosto 1936.
Il 28 febbraio 1938 venne congedato a causa della sua ostilità al regime nazista, ma nell'agosto del 1939 venne richiamato direttamente da Hitler e posto a capo del XXXII Corpo d'armata impegnato nell'invasione della Polonia.
Comandante del Panzergruppe Kleist dal 29 febbraio 1940 (unità comprendente cinque divisioni corazzate di Heinz Guderian e tre divisioni motorizzate di Georg-Hans Reinhardt) guidò tale unità durante la campagna di Francia, fungendo da punta avanzata nella penetrazione nelle Ardenne, operazione per la quale venne promosso generale d'armata (Generaloberst). Nel 1941 ricevette il comando del I. Panzergruppe impegnato nell'invasione della Jugoslavia, e successivamente inquadrato nel Gruppo d'armate Sud del feldmaresciallo von Rundstedt sul Fronte orientale.
Impegnate in Ucraina, le Panzer-Divisionen del generale von Kleist (cinque divisioni corazzate con oltre 800 carri armati), dovettero fronteggiare la dura opposizione delle potenti riserve meccanizzate sovietiche, riuscendo infine a sbaragliare questa aspra resistenza (battaglia di Dubno). Nelle settimane successive von Kleist partecipò alle importanti battaglie di accerchiamento di Uman e Kiev, mentre, in ottobre, sempre alla testa del suo raggruppamento corazzato (ora ridenominato 1. Panzerarmee), partecipò alla cattura di Rostov e alle battaglie nel settore di Stalino e del bacino del Donetz. Nell'estate 1942, guidò la marcia nel Kuban e l'avanzata nel Caucaso nel quadro dell'Operazione Blu; le sue forze corazzate raggiunsero la linea del Terek ma non riuscirono a superare la resistenza sovietica.
Dopo l'operazione Urano, Hitler decise di cedere il controllo del Gruppo d'armate A e di assegnare il comando a von Kleist che divenne quindi responsabile, dal 21 novembre 1942, di tutte le truppe tedesche in combattimento nel Caucaso. Il 31 gennaio 1943 venne promosso feldmaresciallo insieme ai generali Friedrich Paulus, Maximilian von Weichs ed Ernst Busch.
La sua Panzerarmee divenne famosa per la lettera K dipinta in rilievo bianco nelle torrette dei carri armati.
Il 30 marzo 1944 venne bruscamente congedato, insieme a von Manstein, per le sue posizioni ormai chiaramente anti-hitleriane, trascorrendo nell'ombra l'ultimo anno di guerra.
Dopo la caduta di Berlino venne fatto prigioniero ed estradato dapprima in Jugoslavia, dove venne condannato per crimini di guerra, e poi in Unione Sovietica, dove morì, presso il campo di prigionia di Vladimir, capitale dell'omonimo Oblast', un carcere per criminali pericolosi (vi vennero reclusi, tra gli altri, il pilota statunitense Gary Francis Powers, di un aereo spia USA Lockheed U-2, abbattuto nel 1960, e il figlio di Stalin, Vasily Dzhugashvili), comunemente conosciuto come "Vladimirsky Centrale", a circa 160 chilometri a nord-est di Mosca, il 15 ottobre 1954.
Di famiglia aristocratica di antiche tradizioni militari, era figlio di Christof Hugo von Kleist.
Venne avviato fin da giovanissimo alla carriera militare. Il 13 marzo 1900 entrò come alfiere (Fahnenjunker) nel 3º Reggimento reale di artiglieria da campagna, presso il quale, il 18 agosto dell'anno successivo, venne nominato sottotenente (Leutnant). Aiutante di battaglione nel 1904 e di reggimento nel 1907, nel 1908 entrò nella scuola di cavalleria di Hannover. Promosso tenente (Oberleutnant) il 27 gennaio 1910, il 1º ottobre dello stesso anno si diplomò presso l'Accademia di guerra (Kriegsakademie). Nel 1911 von Kleist venne nominato ufficiale di Stato maggiore presso il 14º Reggimento di cavalleria.
Promosso capitano (Hauptmann) il 22 marzo 1914, poco dopo lo scoppio della Prima guerra mondiale, venne trasferito il 19 dicembre presso il 1º Reggimento Ussari, e il 17 ottobre 1915 presso l'85ª Divisione di fanteria. Aiutante di brigata dal 1º giugno 1916, il 29 ottobre successivo divenne ufficiale addetto agli armamenti del XVII Corpo d'armata, incarico che lasciò il 1º giugno 1917 per frequentare, dapprima i corsi della Scuola di artiglieria di Wahn, poi per assumere l'incarico di capo di Stato Maggiore della divisione di cavalleria Guardie, infine per divenire capo di Stato maggiore generale della 225ª Divisione di fanteria, incarico che mantenne sino al novembre del 1918.
Dopo l'armistizio, von Kleist rimase in servizio nella Reichswehr e, fra il 1919 e il 1923, rimase presso il 13º Reggimento di cavalleria, venendo successivamente trasferito, come istruttore tattico, alla Scuola di cavalleria di Hannover. Tenente colonnello (Oberstleutnant) nel 1926, il 1º marzo dell'anno successivo passò allo Stato maggiore della 2ª Divisione di cavalleria, del quale divenne il capo il 1º aprile 1928. Trasferito alla 3ª Divisione il 1º febbraio 1929 divenne colonnello (Oberst), e due anni dopo ricevette il primo comando presso il 9º Reggimento di fanteria, seguito da quello della 2ª Divisione di cavalleria, il 1º febbraio 1932, dalla promozione a generale di brigata (Generalmajor), il 1º ottobre 1932, a tenente generale (Generalleutnant), il 1º ottobre 1933 e a General der Kavallerie il 1º agosto 1936.
Il 28 febbraio 1938 venne congedato a causa della sua ostilità al regime nazista, ma nell'agosto del 1939 venne richiamato direttamente da Hitler e posto a capo del XXXII Corpo d'armata impegnato nell'invasione della Polonia.
Comandante del Panzergruppe Kleist dal 29 febbraio 1940 (unità comprendente cinque divisioni corazzate di Heinz Guderian e tre divisioni motorizzate di Georg-Hans Reinhardt) guidò tale unità durante la campagna di Francia, fungendo da punta avanzata nella penetrazione nelle Ardenne, operazione per la quale venne promosso generale d'armata (Generaloberst). Nel 1941 ricevette il comando del I. Panzergruppe impegnato nell'invasione della Jugoslavia, e successivamente inquadrato nel Gruppo d'armate Sud del feldmaresciallo von Rundstedt sul Fronte orientale.
Impegnate in Ucraina, le Panzer-Divisionen del generale von Kleist (cinque divisioni corazzate con oltre 800 carri armati), dovettero fronteggiare la dura opposizione delle potenti riserve meccanizzate sovietiche, riuscendo infine a sbaragliare questa aspra resistenza (battaglia di Dubno). Nelle settimane successive von Kleist partecipò alle importanti battaglie di accerchiamento di Uman e Kiev, mentre, in ottobre, sempre alla testa del suo raggruppamento corazzato (ora ridenominato 1. Panzerarmee), partecipò alla cattura di Rostov e alle battaglie nel settore di Stalino e del bacino del Donetz. Nell'estate 1942, guidò la marcia nel Kuban e l'avanzata nel Caucaso nel quadro dell'Operazione Blu; le sue forze corazzate raggiunsero la linea del Terek ma non riuscirono a superare la resistenza sovietica.
Dopo l'operazione Urano, Hitler decise di cedere il controllo del Gruppo d'armate A e di assegnare il comando a von Kleist che divenne quindi responsabile, dal 21 novembre 1942, di tutte le truppe tedesche in combattimento nel Caucaso. Il 31 gennaio 1943 venne promosso feldmaresciallo insieme ai generali Friedrich Paulus, Maximilian von Weichs ed Ernst Busch.
La sua Panzerarmee divenne famosa per la lettera K dipinta in rilievo bianco nelle torrette dei carri armati.
Il 30 marzo 1944 venne bruscamente congedato, insieme a von Manstein, per le sue posizioni ormai chiaramente anti-hitleriane, trascorrendo nell'ombra l'ultimo anno di guerra.
Dopo la caduta di Berlino venne fatto prigioniero ed estradato dapprima in Jugoslavia, dove venne condannato per crimini di guerra, e poi in Unione Sovietica, dove morì, presso il campo di prigionia di Vladimir, capitale dell'omonimo Oblast', un carcere per criminali pericolosi (vi vennero reclusi, tra gli altri, il pilota statunitense Gary Francis Powers, di un aereo spia USA Lockheed U-2, abbattuto nel 1960, e il figlio di Stalin, Vasily Dzhugashvili), comunemente conosciuto come "Vladimirsky Centrale", a circa 160 chilometri a nord-est di Mosca, il 15 ottobre 1954.
martedì 15 luglio 2014
L'Heereswaffenamt
Heereswaffenamt (talvolta scritto WaffenAmt, abbreviato in WaA) è il nome che aveva nella Germania tra le due guerre mondiali l'agenzia per gli armamenti dell'esercito del Reich, organizzata in un centro per la ricerca e lo sviluppo del potenziale bellico - armi, munizioni e forze militari.
Fondata l'8 novembre 1919 come Waffenamt, cambiò nome il 5 maggio 1922 in Heereswaffenamt.
È l'ente che rilasciò il brevetto di fabbricazione della pistola Walther P38.
Waffenamt codes è il nome dato ai visti di verifica rilasciati al termine delle ispezioni dei materiali[1],
Il compito di sovrintendere al gigantesco processo di riarmo della Germania alla vigilia della seconda guerra mondiale fu affidato all'Heeresabnahmestelle, una sezione dell'esercito conosciuta anche come Abnahme e creata in funzione dell'Heereswaffenamt.
Nell'anno 1940 l'Abnahme contava venticinquemila effettivi, suddivisi in cinque dipartimenti e sedici aree di ispezione, integrati da personale locale selezionato appositamente e assegnato all'assistenza degli ispettori della Waffenamt durante la verifica dei manufatti. A metà del 1944 circa ottomila degli ispettori Abnahme furono disimpegnati dall'agenzia per essere inviati sui fronti di guerra.
Responsabile della verifica e dell'accettazione di ogni tipo di arma, equipaggiamento, munizioni pronti per essere distribuiti alla Wehrmacht era l'Heeres-Abnahmewesen. I test sui materiali venivano condotti secondo dettagliati protocolli preparati dai diversi dipartimenti Waffenprufamter (WaPruf) e denominati Technische Lieferbedingungen (TLs).
Già all'inizio del 1935, con il passaggio dalla Reichswehr alla Wehrmacht, gli ufficiali Waffenamt addetti alle ispezioni nel quadro del programma di riarmo venivano sottoposti ad un particolare programma di qualificazione tecnica.
Quando la fase finale del programma di riarmo giunse al suo culmine, i dipartimenti di ispezione della Waffenamt iniziarono a operare capillarmente sul territorio posizionandosi in ciascuna azienda bellica attiva in Germania e i cui titolari vennero sollecitati ad incrementare la produzione industriale.
In vista del nuovo impegno produttivo fu organizzato a beneficio degli industriali del settore un corso di quattro settimane all'Heereswaffenmeisterschule, vera e propria scuola per costruttori di strumenti bellici. Al termine del corso aveva luogo un test al quale erano sottoposti gli ispettori tecnici che potevano, superandolo, migliorare la propria posizione gerarchica e raggiungere il grado di Oberleutnant (tenente). L'approssimarsi (anno 1939) dell'inizio del conflitto mondiale garantì loro un'anticipata chiusura del training ed una promozione al rango di ispettore tecnico di prima classe, equivalente al grado di Hauptmann (capitano).
Direttori del Heereswaffenamtes:
Ludwig Wurtzbacher (Generalleutnant), 1919–1925
Freiherr Erich von Botzheim (Generalmajor), 1926
Max Ludwig (Generalleutnant), 1926–1930
Alfred von Vollard-Bockelberg (Generalleutnant), 1931–1933
Kurt Liese, 1. Dezember 1933 – 28. Februar 1938
Karl Becker, 1. März 1938 – 8. April 1940
Emil Leeb, 16. April 1940 – 1. Februar 1945
Walter Buhle, 1. Februar 1945 – 8. Mai 1945
Fondata l'8 novembre 1919 come Waffenamt, cambiò nome il 5 maggio 1922 in Heereswaffenamt.
È l'ente che rilasciò il brevetto di fabbricazione della pistola Walther P38.
Waffenamt codes è il nome dato ai visti di verifica rilasciati al termine delle ispezioni dei materiali[1],
Il compito di sovrintendere al gigantesco processo di riarmo della Germania alla vigilia della seconda guerra mondiale fu affidato all'Heeresabnahmestelle, una sezione dell'esercito conosciuta anche come Abnahme e creata in funzione dell'Heereswaffenamt.
Nell'anno 1940 l'Abnahme contava venticinquemila effettivi, suddivisi in cinque dipartimenti e sedici aree di ispezione, integrati da personale locale selezionato appositamente e assegnato all'assistenza degli ispettori della Waffenamt durante la verifica dei manufatti. A metà del 1944 circa ottomila degli ispettori Abnahme furono disimpegnati dall'agenzia per essere inviati sui fronti di guerra.
Responsabile della verifica e dell'accettazione di ogni tipo di arma, equipaggiamento, munizioni pronti per essere distribuiti alla Wehrmacht era l'Heeres-Abnahmewesen. I test sui materiali venivano condotti secondo dettagliati protocolli preparati dai diversi dipartimenti Waffenprufamter (WaPruf) e denominati Technische Lieferbedingungen (TLs).
Già all'inizio del 1935, con il passaggio dalla Reichswehr alla Wehrmacht, gli ufficiali Waffenamt addetti alle ispezioni nel quadro del programma di riarmo venivano sottoposti ad un particolare programma di qualificazione tecnica.
Quando la fase finale del programma di riarmo giunse al suo culmine, i dipartimenti di ispezione della Waffenamt iniziarono a operare capillarmente sul territorio posizionandosi in ciascuna azienda bellica attiva in Germania e i cui titolari vennero sollecitati ad incrementare la produzione industriale.
In vista del nuovo impegno produttivo fu organizzato a beneficio degli industriali del settore un corso di quattro settimane all'Heereswaffenmeisterschule, vera e propria scuola per costruttori di strumenti bellici. Al termine del corso aveva luogo un test al quale erano sottoposti gli ispettori tecnici che potevano, superandolo, migliorare la propria posizione gerarchica e raggiungere il grado di Oberleutnant (tenente). L'approssimarsi (anno 1939) dell'inizio del conflitto mondiale garantì loro un'anticipata chiusura del training ed una promozione al rango di ispettore tecnico di prima classe, equivalente al grado di Hauptmann (capitano).
Direttori del Heereswaffenamtes:
Ludwig Wurtzbacher (Generalleutnant), 1919–1925
Freiherr Erich von Botzheim (Generalmajor), 1926
Max Ludwig (Generalleutnant), 1926–1930
Alfred von Vollard-Bockelberg (Generalleutnant), 1931–1933
Kurt Liese, 1. Dezember 1933 – 28. Februar 1938
Karl Becker, 1. März 1938 – 8. April 1940
Emil Leeb, 16. April 1940 – 1. Februar 1945
Walter Buhle, 1. Februar 1945 – 8. Mai 1945
L'OKH
L'Oberkommando des Heeres (OKH) era il Comando supremo dell'Esercito tedesco (Heer) dal 1936 al 1945. In teoria l'OKH era subordinato all'Oberkommando der Wehrmacht (OKW), tuttavia, in realtà, dopo il 1941 l'OKW assunse il comando delle operazioni sul Fronte Occidentale, mentre l'OKH la guida del Fronte Orientale.
Esistevano inoltre l'Oberkommando der Marine (OKM) e l'Oberkommando der Luftwaffe (OKL) per la Marina e l'Aeronautica, che teoricamente erano subodinate all'OKW, ma in realtà erano del tutto indipendenti.
I Comandanti dell'Esercito (Oberbefehlshaber des Heeres, abbreviato OBdH) dopo la reintroduzione delle leva obbligatoria il 1º marzo 1935 e per tutta la durata della Seconda guerra mondiale furono:
dal 1935 al 1938, Generaloberst Werner von Fritsch;
dal 1938 al 19 dicembre 1941, Generalfeldmarschall Walther von Brauchitsch;
dal 19 dicembre 1941 al 30 aprile 1945, Führer Adolf Hitler;
dal 30 aprile 1945 al 8 maggio 1945, Generalfeldmarschall Ferdinand Schörner.
Come imponevano le tradizioni militari tedesche non era direttamente l'OBdH a pianificare le operazioni militari; queste attitivà erano subordinate al Capo dello Stato Maggiore, che era de facto la più importante figura dell'esercito tedesco.
Comandanti dello Stato Maggiore Generale dell'esercito durante la seconda guerra mondiale:
dal 1º ottobre 1933 al 31 ottobre 1938, Generaloberst Ludwig Beck
dal 1º settembre 1938 al 24 settembre 1942, Generaloberst Franz Halder;
dal 24 settembre 1942 al 10 giugno 1944, Generaloberst Kurt Zeitzler;
dal 10 giugno 1944 al 21 luglio 1944, Generalleutnant Adolf Heusinger;
dal 21 luglio 1944 al 28 marzo 1945, Generaloberst Heinz Guderian;
dal 1º aprile 1945 al 30 aprile 1945, General der Infanterie Hans Krebs.
Con la decisione di Hitler di assumere il comando supremo dell'esercito, il 19 dicembre 1941, l'importanza del Comandante dello Stato Maggiore Generale venne sempre meno man mano che la guerra avanzava.
Esistevano inoltre l'Oberkommando der Marine (OKM) e l'Oberkommando der Luftwaffe (OKL) per la Marina e l'Aeronautica, che teoricamente erano subodinate all'OKW, ma in realtà erano del tutto indipendenti.
I Comandanti dell'Esercito (Oberbefehlshaber des Heeres, abbreviato OBdH) dopo la reintroduzione delle leva obbligatoria il 1º marzo 1935 e per tutta la durata della Seconda guerra mondiale furono:
dal 1935 al 1938, Generaloberst Werner von Fritsch;
dal 1938 al 19 dicembre 1941, Generalfeldmarschall Walther von Brauchitsch;
dal 19 dicembre 1941 al 30 aprile 1945, Führer Adolf Hitler;
dal 30 aprile 1945 al 8 maggio 1945, Generalfeldmarschall Ferdinand Schörner.
Come imponevano le tradizioni militari tedesche non era direttamente l'OBdH a pianificare le operazioni militari; queste attitivà erano subordinate al Capo dello Stato Maggiore, che era de facto la più importante figura dell'esercito tedesco.
Comandanti dello Stato Maggiore Generale dell'esercito durante la seconda guerra mondiale:
dal 1º ottobre 1933 al 31 ottobre 1938, Generaloberst Ludwig Beck
dal 1º settembre 1938 al 24 settembre 1942, Generaloberst Franz Halder;
dal 24 settembre 1942 al 10 giugno 1944, Generaloberst Kurt Zeitzler;
dal 10 giugno 1944 al 21 luglio 1944, Generalleutnant Adolf Heusinger;
dal 21 luglio 1944 al 28 marzo 1945, Generaloberst Heinz Guderian;
dal 1º aprile 1945 al 30 aprile 1945, General der Infanterie Hans Krebs.
Con la decisione di Hitler di assumere il comando supremo dell'esercito, il 19 dicembre 1941, l'importanza del Comandante dello Stato Maggiore Generale venne sempre meno man mano che la guerra avanzava.
L'OKW
L'Oberkommando der Wehrmacht o OKW era il comando supremo delle forze armate tedesche durante la seconda guerra mondiale.
Nel 1935, il Ministero della Difesa riprese la sua vecchia denominazione di Ministero della Guerra (tedesco: Reichskriegsministerium); al nuovo ministero furono affidate le responsabilità di coordinare l’organizzazione delle forze armate tedesche (Wehrmacht) e di conciliare le operazioni militari con le necessità politiche, economiche e di propaganda della guerra moderna. Furono parallelamente istituiti gli Stati Maggiori delle tre armi che costituivano la Wehrmacht: Esercito (Oberkommando des Heeres), Marina (Oberkommando der Marine) e Aviazione (Oberkommando der Luftwaffe).
Nonostante questa riorganizzazione, mancava però ancora un vero e proprio Stato Maggiore Generale congiunto delle tre armi. Sotto la guida del Feldmaresciallo Werner von Blomberg (Ministro della Guerra e Comandante in capo della Wehrmacht) si avviarono così i primi tentativi di costituire uno Stato Maggiore Generale sovraordinato alle tre armi; particolarmente attivo in questo settore fu il Wehrmachtamtes, l’ufficio ministeriale preposto al coordinamento della Wehrmacht, guidato prima da Walter von Reichenau e successivamente da Wilhelm Keitel. Il Wehrmachtamtes fu dotato di un piccolo gruppo di ufficiali con funzioni di collegamento con gli Stati Maggiori.
All'OKW spettava principalmente la direzione strategica della guerra, con l’incarico di trasformare le indicazioni di Hitler in ordini e direttive militari per i comandi delle tre armi ad esso formalmente sottoposte:
La struttura dell'OKW fu divisa in quattro macro sottosezioni. La prima e la più rilevante di questa fu l'Ufficio Comando e Operazioni, che si occupava della pianificazione delle operazioni della Wehrmacht e della trasmissione degli ordini di Hitler per i comandi delle tre armi. A capo di questa struttura fu posto il generale Alfred Jodl, il cui ruolo fu sostanzialmente equiparabile a quello di un Capo di Stato Maggiore.
Le rimanenti tre sezioni erano quelle legate ai servizi di intelligence (Abwehr), ai rifornimenti e alle altre questioni organizzative relative alla Wehrmacht.
L'OKW non si affermò mai quindi come il vero Stato Maggiore Generale delle forze armate tedesche, rimanendo spesso in contrasto con i vertici dell'Esercito. In una sola occasione questo comando seppe muoversi effettivamente come una struttura congiunta delle tre armi: si trattò dell'operazione Weserübung, la conquista della Danimarca e della Norvegia. Tale operazione fu completamente pianificata e diretta dall'OKW, secondo il piano messo a punto dal Capo dell'Ufficio Comando e Operazioni generale Alfred Jodl.
Con il prosieguo della guerra e l'avvio delle ostilità contro l'Unione Sovietica, si determinò un'ulteriore frattura nella direzione del conflitto in seno ai comandi militari tedeschi: l'OKH conservò il comando e la pianificazione delle operazioni sul fronte orientale, mentre l'OKW assunse la direzione del conflitto negli altri teatri operativi. Una tale situazione non fu determinata da una specifica direttiva; fu più invece una linea che emerse de facto per assecondare la visione di Hitler circa la direzione delle operazioni militari.
In questo contesto le responsabilità militari vennero divise tra i due Stati Maggiori; tuttavia una simile spartizione finì col danneggiare una visione unitaria dello sforzo bellico da parte dei comandi militari, favorendo al contempo l'emergere di visioni legate alle esigenze dei singoli fronti e accentuando, così, il ruolo di Hitler quale unico elemento di raccordo sulla conduzione della guerra.
Per coordinare le operazioni della Wehrmacht nei teatri di guerra assegnati all'OKW, furono istituiti dei comandi speciali che avrebbero diretto le operazioni in base alle direttive di Hitler e dell'OKW. Nel 1942 questi incarichi di comando erano tre:
Come da disposizioni testamentarie di Hitler, il comando supremo della Wehrmacht restò in capo al Reichspräsident Dönitz. La maggior parte degli alti comandi militari vennero confermati nei loro ruoli: il Feldmaresciallo Wilhelm Keitel e il Colonnello generale Alfred Jodl rimasero così rispettivamente Comandante e Capo di stato maggiore dell’OKW.
Data la particolare situazione venutasi a creare nella catena di comando dell’OKH, con il nuovo Comandante in capo designato dal Führer (Feldmaresciallo Ferdinand Schörner) isolato nella sacca di Praga e il Capo di stato maggiore (Generale Hans Krebs) morto suicida a Berlino, Dönitz affidò ad interim la guida dell’Esercito all’OKW. Fu così che alla guida di ciò che rimaneva dell’Esercito tedesco fu dapprima posto il Feldmaresciallo Keitel, che mantenne questo incarico fino al suo arresto il 13 maggio 1945, e poi il Colonnello generale Jodl, che rimase in carica fino allo scioglimento del Governo di Flensburg.
Toccò agli esponenti dell’OKW firmare l’Atto di resa incondizionata del Terzo Reich, lo strumento che pose formalmente fine alla seconda guerra mondiale in Europa. La scelta di far firmare questo documento dai rappresentanti del comando supremo della Wehrmacht fu fortemente voluta da parte degli Alleati; in tal modo si voleva infatti evitare che in futuro circoli nazionalisti e militari avessero potuto riproporre il mito della pugnalata alle spalle come al termine della prima guerra mondiale.
Istituzione
Sin dalla nascita del Terzo Reich, le forze armate tedesche rappresentarono un centro di potere difficile da assoggettare per il nuovo regime nazista. I vertici dell'Esercito tedesco, in particolare, costituivano per ragioni storiche una struttura di grande autorevolezza e prestigio, difficilmente controllabile da parte del nuovo regime.Nel 1935, il Ministero della Difesa riprese la sua vecchia denominazione di Ministero della Guerra (tedesco: Reichskriegsministerium); al nuovo ministero furono affidate le responsabilità di coordinare l’organizzazione delle forze armate tedesche (Wehrmacht) e di conciliare le operazioni militari con le necessità politiche, economiche e di propaganda della guerra moderna. Furono parallelamente istituiti gli Stati Maggiori delle tre armi che costituivano la Wehrmacht: Esercito (Oberkommando des Heeres), Marina (Oberkommando der Marine) e Aviazione (Oberkommando der Luftwaffe).
Nonostante questa riorganizzazione, mancava però ancora un vero e proprio Stato Maggiore Generale congiunto delle tre armi. Sotto la guida del Feldmaresciallo Werner von Blomberg (Ministro della Guerra e Comandante in capo della Wehrmacht) si avviarono così i primi tentativi di costituire uno Stato Maggiore Generale sovraordinato alle tre armi; particolarmente attivo in questo settore fu il Wehrmachtamtes, l’ufficio ministeriale preposto al coordinamento della Wehrmacht, guidato prima da Walter von Reichenau e successivamente da Wilhelm Keitel. Il Wehrmachtamtes fu dotato di un piccolo gruppo di ufficiali con funzioni di collegamento con gli Stati Maggiori.
Funzioni
Nonostante i desideri di Adolf Hitler e di altri ufficiali, l'OKW non riuscì ad affermarsi come un vero e proprio Stato Maggiore Generale: il suo organico fu sempre molto limitato, mentre la responsabilità di pianificazione operativa rimase per lo più in capo all’Oberkommando des Heeres.All'OKW spettava principalmente la direzione strategica della guerra, con l’incarico di trasformare le indicazioni di Hitler in ordini e direttive militari per i comandi delle tre armi ad esso formalmente sottoposte:
- OKH (Oberkommando des Heeres) - Heer (Esercito)
- OKM (Oberkommando der Marine) - Kriegsmarine (Marina militare)
- OKL (Oberkommando der Luftwaffe) - Luftwaffe (Aviazione).
Linea di comando
Il comandante in capo della Wehrmacht sin dal 1938 era il Führer in persona; tale situazione lo poneva necessariamente anche al vertice dell'OKW. Tuttavia venne lo stesso nominato un Capo del Comando supremo della Wehrmacht, così da fornire un riferimento per le questioni amministrative e burocratiche legate alla struttura dell'OKW: tale incarico fu affidato al generale Wilhelm Keitel che lo mantenne fino alla fine del conflitto.La struttura dell'OKW fu divisa in quattro macro sottosezioni. La prima e la più rilevante di questa fu l'Ufficio Comando e Operazioni, che si occupava della pianificazione delle operazioni della Wehrmacht e della trasmissione degli ordini di Hitler per i comandi delle tre armi. A capo di questa struttura fu posto il generale Alfred Jodl, il cui ruolo fu sostanzialmente equiparabile a quello di un Capo di Stato Maggiore.
Le rimanenti tre sezioni erano quelle legate ai servizi di intelligence (Abwehr), ai rifornimenti e alle altre questioni organizzative relative alla Wehrmacht.
L'OKW in guerra
Allo scoppio della guerra la struttura bicefala del vertice delle forze armate tedesche si palesò pienamente: da un lato la pianificazione strategica dal conflitto era gestita personalmente da Hitler (con il supporto dello staff dell'OKW); dall'altro la pianificazione operativa rimase ancora saldamente in mano all'Oberkommando des Heeres.L'OKW non si affermò mai quindi come il vero Stato Maggiore Generale delle forze armate tedesche, rimanendo spesso in contrasto con i vertici dell'Esercito. In una sola occasione questo comando seppe muoversi effettivamente come una struttura congiunta delle tre armi: si trattò dell'operazione Weserübung, la conquista della Danimarca e della Norvegia. Tale operazione fu completamente pianificata e diretta dall'OKW, secondo il piano messo a punto dal Capo dell'Ufficio Comando e Operazioni generale Alfred Jodl.
Con il prosieguo della guerra e l'avvio delle ostilità contro l'Unione Sovietica, si determinò un'ulteriore frattura nella direzione del conflitto in seno ai comandi militari tedeschi: l'OKH conservò il comando e la pianificazione delle operazioni sul fronte orientale, mentre l'OKW assunse la direzione del conflitto negli altri teatri operativi. Una tale situazione non fu determinata da una specifica direttiva; fu più invece una linea che emerse de facto per assecondare la visione di Hitler circa la direzione delle operazioni militari.
In questo contesto le responsabilità militari vennero divise tra i due Stati Maggiori; tuttavia una simile spartizione finì col danneggiare una visione unitaria dello sforzo bellico da parte dei comandi militari, favorendo al contempo l'emergere di visioni legate alle esigenze dei singoli fronti e accentuando, così, il ruolo di Hitler quale unico elemento di raccordo sulla conduzione della guerra.
Per coordinare le operazioni della Wehrmacht nei teatri di guerra assegnati all'OKW, furono istituiti dei comandi speciali che avrebbero diretto le operazioni in base alle direttive di Hitler e dell'OKW. Nel 1942 questi incarichi di comando erano tre:
- Oberbefehlshaber West, ossia il comandante in capo per il fronte occidentale, assegnato al Feldmaresciallo Gerd von Rundstedt;
- Oberbefehlshaber Süd, ossia il comandante in capo per i fronti meridionali (Africa e Italia), assegnato al Feldmaresciallo Albert Kesselring;
- Oberbefehlshaber Südost, ossia il comandante in capo per il fronte balcanico, assegnato al Generale della Luftwaffe Alexander Löhr.
La resa tedesca
Dopo la caduta di Berlino e il suicidio di Hitler, il nuovo Presidente del Reich l’Ammiraglio Karl Dönitz cercò di istituire un nuovo governo, con l’obiettivo di giungere a un accordo di pace con gli Alleati.Come da disposizioni testamentarie di Hitler, il comando supremo della Wehrmacht restò in capo al Reichspräsident Dönitz. La maggior parte degli alti comandi militari vennero confermati nei loro ruoli: il Feldmaresciallo Wilhelm Keitel e il Colonnello generale Alfred Jodl rimasero così rispettivamente Comandante e Capo di stato maggiore dell’OKW.
Data la particolare situazione venutasi a creare nella catena di comando dell’OKH, con il nuovo Comandante in capo designato dal Führer (Feldmaresciallo Ferdinand Schörner) isolato nella sacca di Praga e il Capo di stato maggiore (Generale Hans Krebs) morto suicida a Berlino, Dönitz affidò ad interim la guida dell’Esercito all’OKW. Fu così che alla guida di ciò che rimaneva dell’Esercito tedesco fu dapprima posto il Feldmaresciallo Keitel, che mantenne questo incarico fino al suo arresto il 13 maggio 1945, e poi il Colonnello generale Jodl, che rimase in carica fino allo scioglimento del Governo di Flensburg.
Toccò agli esponenti dell’OKW firmare l’Atto di resa incondizionata del Terzo Reich, lo strumento che pose formalmente fine alla seconda guerra mondiale in Europa. La scelta di far firmare questo documento dai rappresentanti del comando supremo della Wehrmacht fu fortemente voluta da parte degli Alleati; in tal modo si voleva infatti evitare che in futuro circoli nazionalisti e militari avessero potuto riproporre il mito della pugnalata alle spalle come al termine della prima guerra mondiale.
Struttura di comando dell'OKW
- Führer e comandante in capo della Wehrmacht: Adolf Hitler
- Capo del Comando Supremo della Wehrmacht (OKW): Feldmaresciallo Wilhelm Keitel
- Capo del Wehrmachtführungsstabes (Ufficio Comando e Operazioni o WFSt) della Wehrmacht: Colonnello Generale Alfred Jodl
- Tenente Colonnello Eckhard Christian (dal 25/8 al 31/10 1943)
- Tenente Colonnello Heinz Waizenegger (dal 1/11/1943 al 28/2/1945)
- Tenente Colonnello Hermann Brudermuller (dal 1/3/1945)
- Capitano Heinz Waizenegger (fino al 31/10/1943)
- Maggiore Herbert Buchs (dal 1/11/1943)
- Tenente Generale Walter Warlimont (fino al 5/8/1944)
- Tenente Generale August Winter (dal 15/11/1944)
- Colonnello Horst Treusch von Buttlar-Brandenfels (fino al 8/1944)
- Tenente Colonnello Wilhelm Meyer-Detring
- Capitano di fregata Wolf Junge (fino al 24/8/1943)
- Capitano di fregata Heinz Assmann (dal 25/8/1943)
- Tenente Colonnello Boehm-Tettelbach
- Tenente Generale Walter Buhle
martedì 8 luglio 2014
Walther Model
Walter Model (Genthin, 24 gennaio 1891 – Duisburg, 21 aprile 1945) è stato ungenerale (feldmaresciallo) tedesco. È considerato uno tra i più energici e combattivi generali tedeschi della seconda guerra mondiale, particolarmente abile nella tattica difensiva.
Molto apprezzato dallo stesso Adolf Hitler, che lo definì in più occasioni "il mio miglior feldmaresciallo", Model si distinse prima alla testa di unità corazzate e poi al comando di armate e gruppi d'armate sia all'est che all'ovest, dove mise in mostra grande determinazione e notevoli capacità operative riuscendo in numerose circostanze a risolvere favorevolmente situazioni di grave difficoltà per il fronte tedesco. Negli ultimi giorni della guerra, circondato con le sue truppe nella sacca della Ruhr, preferì suicidarsi per non cadere prigioniero del nemico.
Von Kluge
Kluge, Hans Günther von. - Generale tedesco (Poznań 1882 - Metz 1944); comandante delle truppe che occuparono la Renania nel 1936, poi di quelle che invasero il "corridoio" polacco (1939), indi comandante d'armata in Francia e (1941) in Russia. Nel luglio 1944 sostituì von Rundstedt nel comando in capo del fronte occidentale; nell'ottobre, sospettato di aver preso parte all'attentato del 20 luglio contro Hitler, si uccise.
Erwin Von Witzleben
Feldmaresciallo tedesco (Breslavia 1881 - Berlino 1944). Durante la seconda guerra mondiale, nel corso dell'offensiva tedesca a occidente (maggio 1940), comandò la 1ª armata che operava fra Reno e Mosella. Al termine di tale campagna fu promosso feldmaresciallo e, dopo qualche mese, lasciò il servizio attivo. Ostile al regime nazista, aderì alla congiura militare che culminò con l'attentato a Hitler a Rastenburg (20 luglio 1944): in caso di successo avrebbe assunto il comando della Wehrmacht. Arrestato, fu processato e giustiziato.
Karl-Heinrich Stulpnagel
Generale tedesco (Darmstadt 1886 - Berlino 1944), cugino di Otto. Quartiermastro generale e sottocapo di SM dell'esercito nel 1938, comandò il II corpo d'armata contro la Francia nel 1940 e presiedette la commissione di armistizio franco-tedesca di Wiesbaden. Posto alla testa della 17ª armata operante sul fronte russo meridionale nel 1941, l'anno seguente sostituì il cugino Otto al comando delle truppe d'occupazione tedesche in Francia. Nel 1943 aderì al gruppo di congiurati che mirava all'eliminazione di Hitler. Convinto della riuscita dell'attentato contro il Führer a Rastenburg (20 luglio 1944), nel pomeriggio di tale giorno fece arrestare lo SM delle SS di Parigi. Venuto a conoscenza del fallimento del tentativo di colpo di Stato, cercò di togliersi la vita presso Verdun. Rimasto cieco, fu condotto a Berlino e impiccato il 30 agosto 1944. Nel comando di Parigi gli succedette il generale von Choltitz.
Hans Von Seeckt
Seeckt (Hans von), generale tedesco (Schleswig 1866 - Berlino 1936). Discendente da famiglia di illustri tradizioni militari, durante la prima guerra mondiale fu capo di SM di diverse grandi unità sul fronte orientale sotto A. von Mackensen e, con tale incarico, preparò la battaglia di sfondamento condotta a Gorlice (maggio 1915) dall'11ª armata. Nello stesso anno cooperò alla campagna di Serbia; alla fine del 1917 fu nominato capo di SM dell'esercito turco. Dopo l'11 novembre 1918 fu a capo della commissione incaricata di discutere le condizioni di armistizio. Nel novembre 1919 fu nominato capo della commissione preparatoria dell'esercito di pace, embrione del nuovo SM tedesco. A von Seeckt spettò il compito di risollevare le sorti militari della Germania, superando le limitazioni all'armamento imposte dal trattato di pace. Nel periodo travagliato 1920-1923 mantenne l'esercito estraneo alla politica e nell'inverno 1923-1924 ebbe dal governo poteri speciali divenendo arbitro delle sorti della Germania. Ritornata la calma, si dedicò esclusivamente al potenziamento dell'esercito, addestrandolo alla guerra di movimento, istruendo segretamente gli ufficiali nelle mansioni di SM (mascherato con il nome di Truppenamt), e tenne contatti con l'esercito sovietico. Nel 1926 fu costretto a dimettersi per aver invitato il figlio del Kronprinz ad assistere alle manovre. Continuò tuttavia la sua opera a favore dell'esercito con numerosi scritti, fra i quali si ricordano Pensieri di un soldato(1928) e Moltke, un esempio (1931). Nel 1930 fu eletto deputato; rieletto nel 1932, parteggiò per Hitler, in cui vedeva il restauratore della Germania. In questo periodo fu per qualche tempo in Cina per riorganizzarvi l'esercito, mentre in Germania non ebbe più incarichi di rilievo.
Karl Rudolf Gerd Von Rundstedt
Feldmaresciallo tedesco (Aschersleben, Halle, 1875 - Hannover 1953). Discendente da una nobile famiglia prussiana, combatté su vari fronti durante la prima guerra mondiale e nel 1918 fece parte della missione tedesca in Turchia. Ufficiale di SM, discepolo di von Seeckt, dopo la disfatta della Germania si dedicò all'organizzazione della Reichswehr. Promosso generale nel 1927, fu nominato da von Papen comandante militare di Berlino e represse le agitazioni in Prussia (1932). Nel 1936 Rundstedt fu posto a capo del 1º gruppo di regioni militari, e nel 1938 si ritirò dal servizio. Uomo di notevole prestigio e preparazione, nel 1939 fu richiamato e durante la campagna di Polonia ebbe il comando del gruppo d'armate sud, schierate nel settore centromeridionale, che egli guidò con grande abilità avanzando rapidamente fino a Varsavia. Nel maggio 1940 fu alla testa del gruppo d'armate A durante la campagna di Francia e operò attaccando nel settore delle Ardenne; per la sua magistrale condotta strategica delle operazioni ricevette il bastone di feldmaresciallo (luglio 1940). Nella prima fase della campagna contro l'URSS, iniziata nel giugno 1941, guidò il gruppo d'armate sud che attaccarono in Ucraina conquistando Kiev e Charkov. Venuto in contrasto con Hitler sulla condotta delle operazioni dopo la breve occupazione di Rostov (novembre 1941), il mese seguente si dimise. Nell'aprile 1942 gli venne tuttavia affidato il comando del fronte occidentale in Francia dove svolse un'abile politica nei confronti dei rappresentanti del governo di Vichy e sovrintese all'apprestamento delle difese del "vallo atlantico". Dopo lo sbarco alleato in Normandia nel giugno 1944, cercò inutilmente di arrestare l'avanzata angloamericana e il mese seguente fu sostituito da von Kluge. La situazione per i Tedeschi era tuttavia molto difficile e Rundstedt, godendo ancora di alto prestigio presso Hitler, riassunse in settembre il comando del fronte occidentale, guidando nominalmente l'ultima grande offensiva della Wehrmacht nelle Ardenne, nel dicembre 1944. (In realtà l'offensiva fu opera di Model giacché Rundstedt era scettico sui suoi risultati.) Ceduto il comando a Kesselring (febbraio 1945), il feldmaresciallo venne catturato dagli Americani nel maggio e consegnato agli Inglesi. Dopo essere stato trasferito prima a Norimberga, poi a Londra e infine ad Amburgo, nel 1949 venne liberato per ragioni di salute. È considerato uno dei massimi condottieri tedeschi della seconda guerra mondiale.
Erwin Johannes Rommel
Feldmaresciallo tedesco (Heidenheim, Württemberg, 1891 - Herrlingen, Ulma, 1944). Combatté durante la prima guerra mondiale sul fronte francese (1914-1915) e al comando di reparti da montagna, sui fronti romeno (1916-1917) e italiano (1917), dove si distinse a monte Mataiur durante l'offensiva di Caporetto. Istruttore dal 1935 presso l'accademia militare di Potsdam, nel 1937 pubblicò un trattato di tattica, La fanteria avanza (Infanterie greift an), che richiamò l'attenzione dello stesso Hitler. Trasferito alla scuola di Wiener Neustadt nel 1938 l'anno dopo fu promosso generale e assegnato allo SM del comando supremo del Führer. Comandante della 7ª Panzerdivision nel febbraio 1940, diede prova delle sue non comuni qualità nel corso della campagna di Francia, quando alla testa della sua divisione entrata in linea a sud di Liegi il 10 maggio, superò la Mosa, puntò su Cambrai, poi su Arras e il 12 giugno raggiunse la Manica a Saint- Valery-en-Caux, proseguendo infine su Cherbourg. Per tale fulminea avanzata la sua fu chiamata la "divisione fantasma". Quando Hitler decise di inviare reparti tedeschi in aiuto alle forze italiane costrette a ritirarsi in Africa settentrionale fino a El-Agheila, dopo la prima offensiva britannica (iniziata nel dicembre 1940), nominò Rommel comandante del corpo di spedizione, denominato Afrikakorps Raggiunto il fronte (febbraio 1941), il 24 marzo Rommel passò all'attacco portando le truppe dell'Asse fino al settore del passo Halfaya, oltre Bardia (aprile). Durante due anni di lotta accanita nel Deserto Libico, in difficili condizioni climatiche e logistiche, Rommel dimostrò di possedere doti di comando superiori, audacia, genialità tattica, eccezionale resistenza fisica. Sempre presente in linea in mezzo ai suoi soldati, pronto a cogliere la minima occasione favorevole, esercitò l'azione di comando con un'immediatezza fino allora sconosciuta, basandosi sulla sorpresa. Posto nominalmente alle dipendenze del comandante superiore italiano in Africa settentrionale, prima Italo Gariboldi e nel luglio 1941 Ettore Bastico, ebbe soprattutto con quest'ultimo numerosi contrasti. In realtà Rommel, che aveva alle sue dirette dipendenze anche unità italiane (dall'estate 1941 era comandante di un'armata corazzata, di cui l'Afrikakorps faceva parte), agì sempre indipendentemente. Passato nuovamente all'offensiva nel maggio 1942 nel settore Ain el-Gazala - Bir Hakeim, travolse il fronte avversario, prese Tobruk (21 giugno) e alla fine del mese si attestò nel settore di El-Alamein, venendo promosso feldmaresciallo. La fulminea avanzata aveva però creato gravi difficoltà logistiche e l'offensiva si esaurì. Rientrato in settembre in Germania per un periodo di riposo, fu sostituito dal generale Stumme, ma subito dopo l'inizio degli attacchi inglesi (24 ottobre) rientrò al fronte.
Walter Von Reichenau
Feldmaresciallo tedesco (Karlsruhe 1884 - in volo 1942). Figlio di un diplomatico, partecipò alla prima guerra mondiale. Capo di SM di Blomberg a Königsberg nel 1930, fu poi chiamato al ministero della Reichswehr, di cui diresse il Wehrmachtsamt (incaricato del coordinamento dell'azione delle forze armate). Sostituito da Keitel nel 1934, ebbe in seguito alcuni comandi territoriali. Ambizioso e fervido sostenitore del regime nazista, mantenne ottimi rapporti con Hitler che gli affidò il comando della 10ª armata durante la campagna di Polonia (settembre 1939). Con questa armata, che faceva parte del gruppo sud al comando di von Rundstedt, operando dalla Slesia verso la media Vistola Reichenau raggiunse i sobborghi di Varsavia dopo aver spezzato la resistenza polacca. Fu poi, sul fronte occidentale, alla testa della 6ª armata, compresa nel gruppo di armate B del generale von Bock, e condusse le vittoriose operazioni nella zona di Maastricht e di Eben- Emael, entrando per primo a Bruxelles. Dopo essere stato promosso feldmaresciallo nel luglio 1940 comandò la stessa grande unità sul fronte orientale nel 1941 (settore meridionale), partecipando alla battaglia che portò alla presa di Kiev e più tardi alla conquista di Charkov. Nel dicembre dello stesso anno sostituì von Rundstedt al comando del gruppo di armate sud; colpito da paralisi a Poltava nel gennaio 1942, morì mentre veniva trasportato in volo in Germania.
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