LEGGE PER LA PROTEZIONE DEL SANGUE E DELL'ONORE TEDESCO
15 Settembre 1935
Il Reichstag fermamente convinto che la purezza del sangue tedesco sia essenziale per il futuro del popolo tedesco e ispirato dalla inflessibile volontà di salvaguardare il futuro della nazione Germanica, ha unanimemente deciso l'emanazione della seguente legge:
Articolo I
1. I matrimoni tra ebrei e cittadini di sangue tedesco o affini sono proibiti. I matrimoni contratti in violazione della presente legge sono nulli anche se per eludere questa legge venissero contratti all'estero.
2. Le procedure legali per l'annullamento possono essere iniziate soltanto dalla Procura di Stato.
Articolo II
Le relazioni extraconiugali tra ebrei e cittadini di sangue tedesco o affini sono proibite.
Articolo III
Agli ebrei non è consentito impiegare come domestiche donne di sangue tedesco o affini di età inferiore ai 45 anni.
Articolo IV
1. Agli ebrei è vietato esporre la bandiera nazionale del Reich o i suoi colori.
2. Agli ebrei è consentita l'esposizione dei colori giudaici. L'esercizio di questo diritto è tutelato dallo Stato.
Articolo V
1. Chiunque violi il divieto previsto dall'Articolo I sarà condannato ai lavori forzati.
2. Chiunque violi il divieto previsto dall'Articolo II sarà condannato al carcere o ai lavori forzati.
3. Chiunque violi i divieti previsti dall'Articolo III e dall'Articolo IV sarà punito con un anno di carcere o con una ammenda, oppure con entrambe le sanzioni.
Articolo VI
Il Ministro degli Interni del Reich, in accordo con il Vice Führer e il Ministro della Giustizia del Reich, emaneranno i regolamenti e le procedure amministrative necessarie per l'applicazione della legge.
Articolo VII
La legge entrerà in vigore il giorno successivo alla sua promulgazione ad eccezione dell'Articolo III che avrà effetto entro e non oltre il 1° Gennaio 1936.
Il Fuehrer e Cancelliere del Reich: Adolph Hitler
Il Ministro degli Interni del Reich: Wilhelm Frick
Il Ministro della Giustizia del Reich: Dr. Gürtner
Il Vice Fuehrer: Rudolf Hess
Reichsgesetzblatt, 1, 1935, pp. 1146-1147.
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sabato 12 luglio 2014
giovedì 10 luglio 2014
L'Aktion T4
Con un decreto emesso il 18 agosto 1939, Adolf Hitler richiede ai medici e alle ostetriche di effettuare un censimento «scientifico» delle malattie genetiche ed ereditarie. In un primo momento il programma riguarda solo i bambini con meno di 3 anni. I piccoli selezionati dal censimento vengono eliminati attraverso iniezioni di morfina o di scopolamina, per somministrazione di luminal o facendoli semplicemente morire di fame.
Ben presto la selezione viene estesa ai portatori di handicap adulti.
Nel corso della invasione della Polonia, nel settembre del 1939, Hitler convoca nel suo quartier generale di Danzica il dottor Leonardo Conti, responsabile dei servizi sanitari civili e capo della Camera dei medici del Reich, e Hans Heinrich Lammers, ministro del Reich e capo della Cancelleria. Incarica i due uomini di approfondire la questione della selezione e dell'eliminazione dei portatori di handicap. Lammers auspica che il progetto sia accompagnato da tutte le garanzie legali e regolamentato dalla legge. Hitler affida allora la missione al capo della cancelleria del Führer Bouhler e al medico suo assistente: Karl Brandt.
Ha così inizio il «programma di eutanasia» battezzato Aktion T4. L'amministrazione è sotto il diretto controllo della Cancelleria del Führer. I principali responsabili sono: Philip Bouhler, capo della Cancelleria e generale di divisione delle SS, designato responsabile generale dell'azione T4; Karl Brandt, professore di medicina, medico personale di Hitler, generale di divisione delle SS, Alto commissario del Reich per la Sanità e membro del Consiglio di ricerca del Reich, designato responsabile in carica dell'azione T4; Werner Heyde, professore di medicina, responsabile della messa in opera dell'azione T4; Richard voti Hegener, responsabile della Gemeìnnutzige Krankentransporte GmbH (Gekrat), società addetta al trasporto dei malati verso i centri di eutanasia; August Becker, professore di medicina e tenente colonnello delle SS, responsabile dei gassaggi; Leonardo Conti, professore di medicina e segretario di Stato alla Sanità presso il ministero dell'Interno; Viktor Brack, ufficiale e responsabile amministrativo presso la cancelleria del NSDAP, responsabile dei servizi T4; Werner Blankenburg, generale delle SA.
Con il passare del tempo Hitler confermerà per iscritto i poteri di messa a morte. Nell'ottobre del 1939, su carta intestata privata redige un documento privo di ogni valore ufficiale e retrodatato al 1° settembre 1939 - la data dell'entrata in guerra - con il quale conferisce a Bouhler e Brandt il mandato di estendere ai medici nominalmente designati il diritto di decidere se, secondo loro, dopo severa diagnosi, debba essere inflitto il colpo di grazia a malati incurabili.
Attraverso questa procedura - che rimane segreta - i nazisti pensano di dimostrare ai mondo che, eliminando tutti coloro che possono essere un peso per la nazione, il Reich diverrà economicamente, militarmente e scientificamente superiore.
Agli occhi di Hitler però non basta sterminare le persone affette da malattie mentali per purificare la razza. Nella dottrina razziale nazista, le minoranze determinate secondo criteri razziali sono «esseri inferiori» e di conseguenza «non degni di vivere»; dal 1919 Hitler affermava che non si doveva considerare la comunità ebraica come una comunità religiosa, ma come una comunità razziale.
La prima prova di gassaggio avviene nel gennaio del 1940 presso la ex-prigione di Brandeburgo. Ad assistere: Brandt Bouhler, Brack e Conti, La prova ha successo e da quei momento il programma sarà esteso a tutto il territorio del Reich e della Polonia. Vengono istituiti sei centri di sterminio: Brandenburg-an-der-Ha-vel, Grafeneck, vicino a Münsingen, Sonnenstein a Pirna, Bern-burg-and-der-Saale, Hadamar e Hartheim, vicino a Linz. L'esecuzione di massa viene organizzata come una catena di montaggio; ciascuna delle persone che eseguono questo lavoro di sterminio considera il proprio compito come un atto giustificato economicamente e freddamente tecnico.
In Les historiens aliemands relisent la Shoah, Dominique Vidal cita Peter Longerich in Politik der Vernichtung, eine Gesamtdarstellung der NS-Judenverfolgung: «Le diverse fasi dello sterminio - segnalazione delle vittime potenziali, perizia preliminare, trasferimento, messa a morte, utilizzo ed eliminazione dei cadaveri - facevano parte di un processo continuo, paragonabile a una catena di montaggio, destinato a spegnere in massa la vita umana. La decisione di uccìdere e la sua messa in pratica erano separate l'una dell'altra da una serie di tappe: l'uccisione in sé, ossia l'azione di aprire il rubinetto del gas, appariva, nell'insieme del processo, come un procedimento tecnico secondario che si svolgeva senza spargimento di sangue e senza relazione tra assassini e vittime».
Dominique Vidal conclude: «L'azione T4 illustra come il potere sia in grado di trasformare una categoria a priori riluttante, nel nostro caso i medici, in complici di un crimine mostruoso attraverso un insieme di routine, promesse, pressioni e sicuramente convinzioni.»
Il 27 giugno 1945 la polizia militare americana scopre al castello le «Statistiche di Hartheim»: una relazione di 39 pagine, redatta nel 1942, con le cifre relative ai «risparmi» realizzati grazie all'azione T4. Secondo il documento, le 70.273 «disinfezioni» (di cui 18.269 hanno avuto luogo ad Hartheim) hanno fatto «risparmiare» più di 885 milioni di marchi. Nel business della morte somministrata in massa, l'essere umano rappresenta solamente una variabile di questo «orrore economico».
Ben presto la selezione viene estesa ai portatori di handicap adulti.
Nel corso della invasione della Polonia, nel settembre del 1939, Hitler convoca nel suo quartier generale di Danzica il dottor Leonardo Conti, responsabile dei servizi sanitari civili e capo della Camera dei medici del Reich, e Hans Heinrich Lammers, ministro del Reich e capo della Cancelleria. Incarica i due uomini di approfondire la questione della selezione e dell'eliminazione dei portatori di handicap. Lammers auspica che il progetto sia accompagnato da tutte le garanzie legali e regolamentato dalla legge. Hitler affida allora la missione al capo della cancelleria del Führer Bouhler e al medico suo assistente: Karl Brandt.
Ha così inizio il «programma di eutanasia» battezzato Aktion T4. L'amministrazione è sotto il diretto controllo della Cancelleria del Führer. I principali responsabili sono: Philip Bouhler, capo della Cancelleria e generale di divisione delle SS, designato responsabile generale dell'azione T4; Karl Brandt, professore di medicina, medico personale di Hitler, generale di divisione delle SS, Alto commissario del Reich per la Sanità e membro del Consiglio di ricerca del Reich, designato responsabile in carica dell'azione T4; Werner Heyde, professore di medicina, responsabile della messa in opera dell'azione T4; Richard voti Hegener, responsabile della Gemeìnnutzige Krankentransporte GmbH (Gekrat), società addetta al trasporto dei malati verso i centri di eutanasia; August Becker, professore di medicina e tenente colonnello delle SS, responsabile dei gassaggi; Leonardo Conti, professore di medicina e segretario di Stato alla Sanità presso il ministero dell'Interno; Viktor Brack, ufficiale e responsabile amministrativo presso la cancelleria del NSDAP, responsabile dei servizi T4; Werner Blankenburg, generale delle SA.
Con il passare del tempo Hitler confermerà per iscritto i poteri di messa a morte. Nell'ottobre del 1939, su carta intestata privata redige un documento privo di ogni valore ufficiale e retrodatato al 1° settembre 1939 - la data dell'entrata in guerra - con il quale conferisce a Bouhler e Brandt il mandato di estendere ai medici nominalmente designati il diritto di decidere se, secondo loro, dopo severa diagnosi, debba essere inflitto il colpo di grazia a malati incurabili.
Attraverso questa procedura - che rimane segreta - i nazisti pensano di dimostrare ai mondo che, eliminando tutti coloro che possono essere un peso per la nazione, il Reich diverrà economicamente, militarmente e scientificamente superiore.
Agli occhi di Hitler però non basta sterminare le persone affette da malattie mentali per purificare la razza. Nella dottrina razziale nazista, le minoranze determinate secondo criteri razziali sono «esseri inferiori» e di conseguenza «non degni di vivere»; dal 1919 Hitler affermava che non si doveva considerare la comunità ebraica come una comunità religiosa, ma come una comunità razziale.
La prima prova di gassaggio avviene nel gennaio del 1940 presso la ex-prigione di Brandeburgo. Ad assistere: Brandt Bouhler, Brack e Conti, La prova ha successo e da quei momento il programma sarà esteso a tutto il territorio del Reich e della Polonia. Vengono istituiti sei centri di sterminio: Brandenburg-an-der-Ha-vel, Grafeneck, vicino a Münsingen, Sonnenstein a Pirna, Bern-burg-and-der-Saale, Hadamar e Hartheim, vicino a Linz. L'esecuzione di massa viene organizzata come una catena di montaggio; ciascuna delle persone che eseguono questo lavoro di sterminio considera il proprio compito come un atto giustificato economicamente e freddamente tecnico.
In Les historiens aliemands relisent la Shoah, Dominique Vidal cita Peter Longerich in Politik der Vernichtung, eine Gesamtdarstellung der NS-Judenverfolgung: «Le diverse fasi dello sterminio - segnalazione delle vittime potenziali, perizia preliminare, trasferimento, messa a morte, utilizzo ed eliminazione dei cadaveri - facevano parte di un processo continuo, paragonabile a una catena di montaggio, destinato a spegnere in massa la vita umana. La decisione di uccìdere e la sua messa in pratica erano separate l'una dell'altra da una serie di tappe: l'uccisione in sé, ossia l'azione di aprire il rubinetto del gas, appariva, nell'insieme del processo, come un procedimento tecnico secondario che si svolgeva senza spargimento di sangue e senza relazione tra assassini e vittime».
Dominique Vidal conclude: «L'azione T4 illustra come il potere sia in grado di trasformare una categoria a priori riluttante, nel nostro caso i medici, in complici di un crimine mostruoso attraverso un insieme di routine, promesse, pressioni e sicuramente convinzioni.»
Il 27 giugno 1945 la polizia militare americana scopre al castello le «Statistiche di Hartheim»: una relazione di 39 pagine, redatta nel 1942, con le cifre relative ai «risparmi» realizzati grazie all'azione T4. Secondo il documento, le 70.273 «disinfezioni» (di cui 18.269 hanno avuto luogo ad Hartheim) hanno fatto «risparmiare» più di 885 milioni di marchi. Nel business della morte somministrata in massa, l'essere umano rappresenta solamente una variabile di questo «orrore economico».
Il progetto Lebensborn
Il 12 dicembre 1935 Heinrich Himmler istituisce il progetto "Lebensborn" ("sorgente di vita"), un programma di viricultura nazionale preposto ad assicurare a bambini razzialmente puri, generati attraverso matrimoni ed accoppiamenti calcolati tra SS e donne tedesche con "pedigree", cure ed una educazione adeguate al loro
Dopo il 1939 le cliniche Lebensborn inizieranno ad essere usate soprattutto per allevare bambini rapiti nei territori occupati che soddisfacevano criteri di "arianità". Per aumentare rapidamente il volume del patrimonio genetico ariano, Himmler aveva deciso di cercare fuori dalle frontiere del Reich i fanciulli che presentavano tutti i caratteri del fenotipo nordico, di condurli in Germania e di germanizzarli culturalmente. Fu così che una vasta impresa di trafugamento di bambini fu organizzata a partire dal 1940.
Nell'opera furono utilizzati elementi dei corpi militari poco avvezzi alle misurazioni antropologiche. Solo in seguito i bambini venivano analizzati da uno staff scientifico delle SS. I bambini rapiti "per errore" venivano inviati nei campi di sterminio o trasferiti in istituzioni dove venivano eliminati tramite iniezioni velenose. Si ritiene che siano stati circa 250.000 i bambini trafugati dai nazisti in Polonia ed in altre regioni dell’Europa nord-orientale. Di essi solo un decimo, finita la guerra, torneranno a casa. Molti resteranno in Germania presso le loro famiglie adottive. Di molti, ancora, si perderà ogni traccia.
Himmler inaugura il progetto Lebensborn lo stesso anno in cui le leggi di Norimberga proibiscono i matrimoni “interrazziali” tra ariani ed ebrei ed altre razze ritenute non soddisfacentemente pure.
Per decenni il tasso di natalità in Germania è andato decrescendo, l’obiettivo di Himmler è d’invertire la tendenza facendo crescere la popolazione tedesca e nordica della Germania fino a 120 milioni di individui.
Il gerarca nazista incoraggia, conseguentemente, le SS e gli ufficiali della Wehrmacht ad avere bambini con donne ariane poiché i neonati del Lebensborn avrebbero contribuito a guidare in futuro una nazione ariana e nazista.
Durante i dieci anni d’esistenza del progetto almeno 7.500 bambini nascono in Germania, altri 10.000 sono concepiti in Norvegia, considerata terra di sangue vichingo; il piano mira ad aiutare le madri incinte, sia sposate sia nubili, fornendo loro una casa e sostenendole in modo da poter crescere i figli senza preoccupazioni economiche.
Entrambi i genitori devono passare un test di purezza razziale, capelli biondi e occhi blu sono caratteristiche richieste e preferite, inoltre deve essere possibile rintracciare l’ascendenza fino alla terza generazione.
Solo il 40 per cento delle donne che ne fa richiesta passa la prova di purità razziale e guadagna l’accesso al programma Lebensborn, la maggioranza delle madri non è sposata, nel 1939 la percentuale è del 57,6 per cento, un anno più tardi sale al 70 per cento.
Il primo centro Lebensborn è inaugurato nel 1936 a Steinhoering, un piccolo villaggio non lontano da Monaco. L’arredamento dell’edificio proviene dal saccheggio delle case ebree mentre i loro occupanti prendono la strada di Dachau, simile sarà la situazione degli altri centri in Germania.
Alla fine della guerra si contano dieci sedi Lebensborn in Germania, nove in Norvegia (dopo l’invasione del 1940), due in Austria, una in Belgio, Francia, Olanda, Lussemburgo e Danimarca.
Nel 1939 il programma non ha prodotto i risultati auspicati da Himmler che emana un ordine alle SS di procreare il maggior numero di bambini possibile per compensare la mortalità dovuta alla guerra.
Soprattutto in Norvegia, gli ufficiali tedeschi e la truppa sono invitati ad unirsi alle donne scandinave, in tutti i casi Himmler garantisce promozioni sul campo, nonostante le proteste dei cattolici e dei protestanti che criticano la pratica come un incremento dell’immoralità dovuta alla mancata celebrazione di matrimoni.
Il progetto Lebensborn è seguito nei minimi dettagli, sovente sono inviate ispezioni dal Ministero, i bambini dei centri sono nutriti con una speciale dieta proteica, lo stesso Himmler visita spesso le sedi, premiando i bambini nati il suo stesso giorno, il 7 ottobre.
Al Lebensborn, con il trascorrere degli anni, accedono anche donne non tedesche e norvegesi, in una nota firmata da Hitler, nel 1942, gli invincibili guerrieri del terzo Reich sono invitati a fraternizzare con le donne, considerate ariane, dei territori occupati: d’ogni figlio si prenderà cura il regime e le donne, una volta partorito, potranno, volendo, ritornare a casa.
I tedeschi ricorrono anche al rapimento di bambini “razzialmente accettabili”, dai paesi controllati, nella sola Polonia sono prelevati oltre centomila neonati. Molti sono orfani di guerra, ma sono ben documentati casi in cui i piccoli sono strappati dalle braccia dei genitori, il criterio risponde a capelli biondi ed occhi verdi o blu.
Con l’avanzata degli alleati gli ospiti dei Lebensborn sono spostati verso l’interno della Germania, il primo maggio del 1945, un giorno dopo la morte del fuhrer, le truppe americane attraversano Steinhoering. Qui vi trovano trecento bambini, d’età fra i sei mesi ed i sei anni, molte delle madri e degli inservienti sono fuggiti. Uguali scoperte toccano all’esercito inglese a Brema e all’armata rossa a Leipzig. Purtroppo molti archivi dei centri sono distrutti, prima dell’arrivo degli alleati, dalle SS in fuga, con la conseguenza che l’identità di molte piccole vittime è persa per sempre.
Il loro destino sarà molto diverso: alcuni saranno adottati, altri, più fortunati, rimandati alle loro famiglie, per i piccoli provenienti da altri paesi, una buona parte sarà rimpatriata, ma non quelli considerati “troppo tedeschi”.
Sorte peggiore toccherà ai bimbi nati in Norvegia, le SS non riescono nell’intento di distruggere gli archivi, le donne ed i loro figli sono tormentati, picchiati e chiamati “maiali nazisti” da insegnanti, parenti e compagni di scuola. Il governo invia oltre 14.000 tra donne e ragazze, che hanno dormito con i soldati della Wehrmacht, nei campi d’internamento. Il direttore del maggiore manicomio norvegese sostiene la pazzia delle donne che hanno avuto rapporti sessuali con i tedeschi e conclude che l’80 per cento della progenie è da considerarsi ritardata, molti di loro sono rinchiusi in istituti per la cura mentale.
Per molti bambini che hanno oggi dai 58 ai 68 anni l’identità dei genitori rimane un mistero, per alcuni ha significato la scoperta di un’atroce verità. Altri ancora sono rimasti sconvolti incontrando i genitori e scoprendo che sono rimasti fanatici nazisti.
La politica di sterilizzazione
"Uno Stato nazionale in primo luogo dovrà innalzare il matrimonio dal grado di un continuo scandalo per la razza, e dargli la legittimità di un ordine chiamato a procreare creature fatte a somiglianza del Signore e non aborti tra l’uomo e la scimmia".
1. La profezia del Mein Kampf
Nel 1905 viene costituita in Germania la "Deutsche Gesellshaft für Rassenhygiene" (Società tedesca di Igiene Razziale). Negli anni seguenti essa vedrà la collaborazione di Rüdin, Ploetz, Schallmayer, Fisher, Baur, Lenz, tutti personaggi che poi collaboreranno apertamente col regime. Il nazismo, nella sua crociata contro gli individui "inutili" e "imperfetti", troverà nelle loro teorie un formidabile sostegno per affermare e legittimare i propri crimini. Letteratura popolare e lezioni scolastiche tenute già nelle classi elementari permisero poi, negli anni ’30, di volgarizzare il credo della selezione umana, trasformandolo in una questione di pubblico dominio e di interesse nazionale.
Il Parlamento nazista approvò il "Gesetz zur Verhütung erbkranken Nachwuchses" (legge per la "Prevenzione della riproduzione dei malati ereditari") il 14 luglio 1933. La macchina della sterilizzazione nazista avviò a pieno regime, a partire dal 1° gennaio 1934, il suo progetto omicida. Fu allestito in pochi mesi un enorme apparato burocratico, che prevedeva l’impiego di eugenisti, chirurghi, organi giudiziari, oltre che della forza pubblica, chiamata a condurre con la violenza sotto i ferri coloro che si fossero opposti a sottoporsi "spontaneamente" all’intervento.
Hitler, nel "Mein Kampf", aveva del resto chiarito già dal 1925 le sue intenzioni a riguardo di coloro che definiva come "parassiti della società" e "scandalo della razza":
Per "malato ereditario" si intendeva chiunque fosse affetto dai seguenti disturbi, di cui viene riportata anche una stima del numero di persone malate che, secondo i calcoli di alcuni ricercatori, sarebbero dovuti essere colpiti dalla legge:
(indichiamo il tipo di patologia ereditaria e la stima dei malati in Germania)
Frenastenia congenita: 200.000
Schizofrenia: 80.000
Psicosi maniaco-depressiva: 20.000
Epilessia ereditaria: 60.000
Corea di Huntington: 600
Cecità ereditaria: 4.000
Sordità ereditaria: 18.000
Grave deformità fisica ereditaria: 20.000
Alcolismo grave su base discrezionale: 10.000
(in VERVAECK L., "Les lois des stèrilisation eugènique", "La giustizia penale", I, 1936, p. 86)
2. La bonifica del Volk
Le stime più accreditate a proposito dei risultati conclusivi dell’operazione, relativi agli anni fra il 1934 ed il 1939, anno in cui ufficialmente la legge venne sospesa, parlano di un numero di almeno 320.000 sterilizzazioni. La cifra non comprende decine di migliaia di interventi compiuti in territori annessi alla Germania, come Danzica, Memel, l’Austria, il territorio dei Sudeti, un numero imprecisato di sterilizzazioni compiute su zingari, gli interventi che andarono a colpire i "Meticci del Reno". Questo senza contare gli esperimenti di sterilizzazione "su larga scala" compiuti nei Lager, che portarono alla morte, tra dolori e mutilazioni atroci, migliaia di donne.
Statistiche precise, comunque, riguardano solo gli anni 1934-1936. Successivamente Hitler vietò la diffusione di dati relativi al programma di sterilizzazione. Va sottolineato che, nei soli anni 1934 e 1935, i tribunali tedeschi ricevettero, da parte di medici e amministratori del sistema sanitario, ben 388.400 denunce riguardanti soggetti sospettati di essere portatori di patologie ereditarie. Nuove categorie di individui 'tarati' venivano intanto schedate dai ricercatori del Kaiser Wilhelm Institut per la genealogia, la demografia e la psichiatria guidato da Ernst Rüdin, in attesa di estendere loro il trattamento di sterilizzazione.
Il sistema giudiziario e quello esecutivo riuscivano solo parzialmente a sostenere il passo delle denunce, con la conseguenza di un enorme numero di cause non risolte, il cui giudizio slitterà agli anni 1937-1938. Mediamente, solo nel 12% dei casi i tribunali giudicarono le denunce infondate. Inoltre, in moltissimi casi, il giudizio sulle condizioni dei potenziali candidati alla sterilizzazione, basato su approssimative perizie mediche e psichiatriche, si rivelò del tutto infondato, tanto che le stesse vittime, finita la guerra, condurranno un’esistenza del tutto normale, per nulla limitata dalle immaginarie tare ereditarie attribuite loro dalle diagnosi dei periti dei tribunali.
Nel programma nazista di sterilizzazione rientrarono anche i bambini e gli adolescenti tedeschi di colore (Rheinlandbastarde).
La legge del 1933 non contemplava un intervento diretto nei confronti di gruppi razziali "inferiori", volendo colpire i soggetti fisicamente o mentalmente debilitati indipendentemente dalla loro appartenenza etnica o di classe. Tuttavia, a partire dal 1935, il 'Consiglio di esperti per la politica demografica e razziale', iniziò a prendere in considerazione la possibilità di risolvere il problema dei mezzosangue neri attraverso la sterilizzazione. In particolare il progetto riguardava i 'meticci del Reno', figli di donne tedesche e soldati di colore, che tra il 1919 e il 1923 avevano preso parte all’occupazione della Ruhr e della riva sinistra del Reno da parte dell’armata francese.
Per disposizione dello stesso Hitler, la questione dei meticci del Reno venne liquidata nel 1937. Circa 500 ragazzi di colore vennero portati nelle cliniche universitarie della Gestapo, e qui sterilizzati.
La soppressione del movimento omosessuale
Soltanto un mese dopo l'ascesa al potere di Hitler il nuovo governo nazista proibì tutti i periodici della comunità omosessuale e mise fuori legge tutte le organizzazioni omosessuali.
Il vice di Hirschfeld, Kurt Hiller venne arrestato e inviato nove mesi nel campo di concentramento di Oranienburg.
Il 6 maggio 1933 la sede dell'Istituto di Sessuologia veniva devastata e i libri della biblioteca sequestrati e bruciati. Hirschfeld - che era impegnato in un ciclo di conferenze all'estero - sfuggì all'arresto ma non poté rientrare in Germania.
La principale casa editrice omosessuale, di proprietà di Adolf Brand, venne devastata cinque volte.
Tra la primavera e l'estate 1933 vennero sistematicamente chiusi tutti i luoghi pubblici di ritrovo classificandoli come "minacce all'ordine pubblico". L'Eldorado fu il primo locale ad essere chiuso.
Nel 1934 dopo la famosa "Notte dei Lunghi Coltelli" che vide l'eliminazione delle SA (l'ala sinistra del partito nazista) e del suo capo Rohm (anch'egli omosessuale) l'attacco divenne ancora più violento.
Nel 1935, un anno prima la promulgazione delle leggi discriminatorie contro gli ebrei, il governo nazista riprese in mano il "Paragrafo 175" allargandone la casistica e ampliandone la portata. Il nuovo testo della legge era il seguente:
"Un uomo che commetta un atto sessuale contro natura con un altro uomo o che permetta ad un altro di commettere su di sé atti sessuali contro natura sarà punito con la prigione. Qualora una delle due persone non abbia compiuto i ventun anni di età al momento dell'atto, la Corte può, specialmente nei casi meno gravi, astenersi dall'irrogare la pena"
Seguiva un articolo aggiuntivo ed esplicativo:
175a: "I lavori forzati sino a dieci anni o, in caso di circostanze attenuanti, il carcere di durata non inferiore ai tre mesi saranno applicati a:
1) un uomo che con la violenza o la minaccia di violenza costringa un altro uomo a commettere atti sessuali contro natura o consenta ad essere oggetto di atti sessuali contro natura;
2) un uomo che approfittando del rapporto di dipendenza sia esso servizio, impiego o subordinazione, induca un altro uomo a commettere atti sessuali contro natura o consenta ad essere oggetto di atti sessuali contro natura;
3) Un uomo maggiore di 21 anni che seduca un altro uomo minore di 21 anni per commettere atti contro natura o per far si che vengano commessi su se stesso;
4) Un uomo che pubblicamente compia atti contro natura con altri uomini o offra se stesso per gli stessi atti."
L'omosessualità maschile veniva differenziata da quella femminile. Secondo il Ministro della Giustizia Frick infatti "Considerando gli omosessuali maschi ad essere danneggiata è la fertilità poiché, usualmente costoro non procreano. Ciò non è ugualmente vero per quanto riguarda le donne o almeno non con la medesima ampiezza. Il vizio è più pericolo tra uomini piuttosto che tra donne"
Alla fine del 1936 venne costituito l'Ufficio Centrale per la lotta all'omosessualità e all'aborto. Il decreto che istituiva l'Ufficio recitava: "L'alto numero di aborti ancora commessi provoca considerevoli pericoli alla politica demografica e alla salute della nazione costituendo anche un grave attentato ai fondamenti ideologici del nazionalsocialismo. Le attività omosessuali di una non trascurabile parte della popolazione, costituiscono una seria minaccia per la gioventù. Tutto ciò richiede l'adozione di più incisive misure contro queste malattie nazionali"
Le più incisive misure ebbero negli anni successivi un nome: campi di concentramento.
Il vice di Hirschfeld, Kurt Hiller venne arrestato e inviato nove mesi nel campo di concentramento di Oranienburg.
Il 6 maggio 1933 la sede dell'Istituto di Sessuologia veniva devastata e i libri della biblioteca sequestrati e bruciati. Hirschfeld - che era impegnato in un ciclo di conferenze all'estero - sfuggì all'arresto ma non poté rientrare in Germania.
La principale casa editrice omosessuale, di proprietà di Adolf Brand, venne devastata cinque volte.
Tra la primavera e l'estate 1933 vennero sistematicamente chiusi tutti i luoghi pubblici di ritrovo classificandoli come "minacce all'ordine pubblico". L'Eldorado fu il primo locale ad essere chiuso.
Nel 1934 dopo la famosa "Notte dei Lunghi Coltelli" che vide l'eliminazione delle SA (l'ala sinistra del partito nazista) e del suo capo Rohm (anch'egli omosessuale) l'attacco divenne ancora più violento.
Nel 1935, un anno prima la promulgazione delle leggi discriminatorie contro gli ebrei, il governo nazista riprese in mano il "Paragrafo 175" allargandone la casistica e ampliandone la portata. Il nuovo testo della legge era il seguente:
"Un uomo che commetta un atto sessuale contro natura con un altro uomo o che permetta ad un altro di commettere su di sé atti sessuali contro natura sarà punito con la prigione. Qualora una delle due persone non abbia compiuto i ventun anni di età al momento dell'atto, la Corte può, specialmente nei casi meno gravi, astenersi dall'irrogare la pena"
| Gli "studenti" nazisti picchettano la sede dell'Istituto prima di farvi irruzione e confiscarne i libri che daranno alle fiamme (6 maggio 1933) |
| L'Eldorado è stato chiuso. Scritte di propaganda nazista ricoprono le mura del principale locale della comunità gay di Berlino. |
175a: "I lavori forzati sino a dieci anni o, in caso di circostanze attenuanti, il carcere di durata non inferiore ai tre mesi saranno applicati a:
1) un uomo che con la violenza o la minaccia di violenza costringa un altro uomo a commettere atti sessuali contro natura o consenta ad essere oggetto di atti sessuali contro natura;
2) un uomo che approfittando del rapporto di dipendenza sia esso servizio, impiego o subordinazione, induca un altro uomo a commettere atti sessuali contro natura o consenta ad essere oggetto di atti sessuali contro natura;
3) Un uomo maggiore di 21 anni che seduca un altro uomo minore di 21 anni per commettere atti contro natura o per far si che vengano commessi su se stesso;
4) Un uomo che pubblicamente compia atti contro natura con altri uomini o offra se stesso per gli stessi atti."
L'omosessualità maschile veniva differenziata da quella femminile. Secondo il Ministro della Giustizia Frick infatti "Considerando gli omosessuali maschi ad essere danneggiata è la fertilità poiché, usualmente costoro non procreano. Ciò non è ugualmente vero per quanto riguarda le donne o almeno non con la medesima ampiezza. Il vizio è più pericolo tra uomini piuttosto che tra donne"
Alla fine del 1936 venne costituito l'Ufficio Centrale per la lotta all'omosessualità e all'aborto. Il decreto che istituiva l'Ufficio recitava: "L'alto numero di aborti ancora commessi provoca considerevoli pericoli alla politica demografica e alla salute della nazione costituendo anche un grave attentato ai fondamenti ideologici del nazionalsocialismo. Le attività omosessuali di una non trascurabile parte della popolazione, costituiscono una seria minaccia per la gioventù. Tutto ciò richiede l'adozione di più incisive misure contro queste malattie nazionali"
Le più incisive misure ebbero negli anni successivi un nome: campi di concentramento.
mercoledì 9 luglio 2014
La campagna anti-tabagismo
La protezione degli animali
Legge sulla protezione degli animali
(24 novembre 1933)
Il governo ha deciso la seguente legge, che qui viene resa nota:
Sezione I
Crudeltà contro gli animali
§ 1
(1) E' proibito tormentare o maltrattare rudemente un animale senza necessità.
(2) Si tormenta un animale quando gli si causano ripetutamente o continuamente sensibili sofferenze o dolori.
Il tormento non è necessario quando non serve ad un proposito razionale giustificabile.
Si maltratta un animale quando gli si causa sensibile dolore; il maltrattamento è rude quando è connesso con uno insensibile stato della mente.
Sezione II
Misure per la protezione degli animali
§ 2
E' proibito:
1. trascurare un animale di cui si è proprietari, trattarlo o dargli una sistemazione che gli provochi sensibile dolore o sensibile danno;
2. utilizzare non necessariamente un animale per ciò che chiaramente eccede le sue capacità o gli provoca sensibile dolore, o che, a causa delle sue condizioni, non è in grado di fare;
3. utilizzare un animale per mostre, film, spettacoli, o altri pubblici eventi, in tutti i casi in cui questi eventi provochino all'animale sensibile dolore o sensibile danno alla salute;
4. utilizzare un animale debole, ammalato, sovraffaticato o vecchio, per il quale l'ulteriore vita sia un tormento, per ogni altro proposito che non sia quello di causargli o procurargli una morte rapida e senza dolore;
5. abbandonare un animale domestico per liberarsi di lui;
6. sviluppare o provare il potere dei cani sui gatti, sulle volpi e sugli altri animali;
7. tagliare le orecchie o la coda di un cane più vecchio di due settimane, questo è permesso se è fatto con anestesia;
8. tagliare la coda di un cavallo, questo è permesso se è per rimediare a un difetto o malattia della coda ed è fatto da un veterinario e sotto anestesia;
9. eseguire una operazione dolorosa su di un animale in modo non professionale o senza anestesia, se l'anestesia in casi particolari è impossibile l'operazione deve essere eseguita in accordo con le regole veterinarie;
10. uccidere un animale in un allevamento di pellicce a meno che non si usi l'anestesia ed in ogni caso senza dolore;
11. alimentare forzatamente il pollame;
12. strappare o tagliare le cosce delle rane vive.
§ 3
L'importazione di cavalli con le code accorciate è proibita. Il Ministro dell'Interno può fare eccezioni se speciali circostanze lo richiedano.
§ 4
L'uso temporaneo di animali ungulati per il trasporto nelle miniere è consentito solo con il permesso delle autorità responsabili.
Sezione III
Esperimenti sugli animali vivi
§ 5
E' proibito operare o trattare animali vivi in modo che possa essere provocato sensibile dolore o danno a scopo sperimentale, a meno che non sia diversamente stabilito dai paragrafi da 6 a 8.
§ 6
(1) Il Ministro dell'Interno può, su proposta del responsabile governativo o delle locali autorità, conferire permessi a laboratori e istituti scientifici di condurre esperimenti su animali vivi, quando il direttore dell'esperimento ha sufficiente conoscenza professionale e affidabilità, sono disponibili adeguate strutture per eseguire gli esperimenti sugli animali, ed esistono garanzie per la cura e il sostentamento degli animali durante l'esperimento.
(2) Il Ministro dell'Interno può delegare la concessione del permesso ad altri alti ufficiali del governo.
(3) Il permesso può essere revocato senza compenso in qualsiasi momento.
§ 7
Nel condurre gli esperimenti sugli animali (§ 5), devono essere osservate le seguenti condizioni:
1. Gli esperimenti possono essere effettuati solo sotto la completa autorità del direttore scientifico o del rappresentante che è stato incaricato dal direttore scientifico.
2. Gli esperimenti possono essere effettuati solo da chi ha ricevuto precedentemente una formazione scientifica o sotto la direzione di una tale persona, ed ogni dolore deve essere evitato per quanto compatibile con l'obiettivo dell'esperimento.
3. Gli esperimenti di ricerca possono essere effettuati solo quando si aspetta un risultato specifico che non sia stato confermato precedentemente dalla scienza o se gli esperimenti possono aiutare a rispondere a problemi ancora non risolti.
4. Gli esperimenti possono essere condotti solo sotto anestesia, a meno che il direttore scientifico non escluda categoricamente l'anestesia o se il dolore connesso con l'operazione sia superato dal danno alle condizioni dell'animale come risultato dell'anestesia.
Non più di una difficile operazione o doloroso ma non sanguinoso esperimento può essere fatto su di un animale non anestetizzato.
Gli animali che soffrono sensibile dolore dopo il completamento di un difficile esperimento, specialmente a seguito di una operazione, devono essere immediatamente messi a morte, dopo il giudizio del direttore scientifico, compatibilmente con l'obiettivo dell'esperimento.
5. Gli esperimenti sui cavalli, i cani, i gatti, le scimmie possono essere effettuati solo quando l'obiettivo non possa essere raggiunto su altri animali.
6. Non possono essere utilizzati più animali di quanto necessario per risolvere la questione esaminata.
7. Gli esperimenti animali a scopo pedagogico sono permessi solo quando altri strumenti come disegni, modelli, tassonomie e film non siano sufficienti.
8. Devono essere effettuate registrazioni sulla specie di animali usati, il proposito, la procedura e il risultato dell'esperimento.
§ 8
Esperimenti sugli animali a scopi giudiziari come le vaccinazioni e l'estrazione di sangue da animali vivi allo scopo di diagnosticare malattie di persone o di animali, o per ottenere siero o vaccini secondo le procedure che sono già state testate o sono riconosciute dallo Stato, non sono soggetti alle disposizioni dei paragrafi da 5 a 7. Questi animali, tuttavia, devono essere uccisi senza dolore se soffrono sensibile dolore e se è compatibile con gli obiettivi dell'esperimento.
Sezione IV
Provvedimenti per le pene
§ 9
(1) Chiunque non necessariamente tormenti o maltratti rudemente un animale sarà punito con la prigione fino a due anni, con una ammenda o con entrambe le pene.
(2) Chiunque, a parte il caso di cui in (1), conduca un esperimento su animali vivi (§ 5) senza il richiesto permesso, sarà punito con la prigione fino a sei mesi, con un'ammenda o con entrambe le pene.
(3) Una ammenda fino a cinquecentomila marchi o l'imprigionamento, a parte la punizione comminata in (1) e (2), sarà la pena per chiunque intenzionalmente o con negligenza:
1. viola le proibizioni da § 2 a § 4;
2. agisce contro quanto previsto a § 7;
3. viola le linee guida emanate dal Ministero dell'Interno o dal governo provinciale secondo quanto stabilito in § 14;
4. trascura di prevenire che i bambini o altre persone che sono sotto il suo controllo o appartengono alla sua casa violino i provvedimenti di questa legge.
§ 10
(1) In aggiunta alle pene di cui a § 9 per una violazione intenzionale della legge, un animale appartenente al condannato può essere confiscato o ucciso. Invece della confisca si può ordinare che l'animale sia accolto e nutrito fino a nove mesi a spese del reo.
(2) Se nessuna persona può essere identificata o condannata, la confisca o l'uccisione dell'animale può essere effettuata in ogni caso quando gli altri prerequisiti sono presenti.
§ 11
(1) Se qualcuno è ripetutamente colpevole di violazione intenzionale delle norme che sono punibili secondo il § 9 le locali autorità responsabili possono proibire che la persona tenga certi animali o sia coinvolto nel loro commercio per uno specificato periodo di tempo o permanentemente.
(2) Dopo un anno dall'imposizione della pena le autorità locali responsabili possono revocare il provvedimento.
(3) Un animale soggetto a sensibile negligenza nell'alimentazione, cura e mantenimento può essere sottratto al proprietario dalle autorità locali responsabili e risistemato altrove finché sia garantito che l'animale sarà curato in modo superiore ad ogni biasimo. Il costo di questa sistemazione sarà pagato dal reo.
§ 12
Se in un processo giudiziale appare incerto se un atto viola le proibizioni di cui a § 1, (1) o (2), dovrà essere convocato quanto prima nel processo un veterinario e, per quanto concerne un'azienda agricola, sarà sentito un ufficiale dell'agricoltura del governo.
Sezione V
Conclusione
§ 13
L'anestesia, come è intesa in questa legge, significa tutte le procedure che portano ad assenza generalizzata di dolore o eliminano un dolore localizzato.
§ 14
Il Ministro dell'Interno può emettere decreti giudiziari e amministrativi per il completamento e il rafforzamento di questa legge. Se il Ministro dell'Interno non utilizza questo potere, i governi locali possono emettere i necessari decreti per l'attuazione della legge.
§15
Questa legge diviene obbligatoria il 1° febbraio 1934, ad eccezione di § 2, (8) e § 2, (11) per cui il Ministro dell'Interno deve verificare il tempo di attuazione sentito il parere del Ministro dell'Alimentazione e dell'Agricoltura.
Le norme § 1456 e § 360, (13) della legge 30 maggio 1908 rimangono invariate.
Berlino, 24 novembre 1933
Firmato:
Adolf Hitler
Cancelliere
(24 novembre 1933)
Il governo ha deciso la seguente legge, che qui viene resa nota:
Sezione I
Crudeltà contro gli animali
§ 1
(1) E' proibito tormentare o maltrattare rudemente un animale senza necessità.
(2) Si tormenta un animale quando gli si causano ripetutamente o continuamente sensibili sofferenze o dolori.
Il tormento non è necessario quando non serve ad un proposito razionale giustificabile.
Si maltratta un animale quando gli si causa sensibile dolore; il maltrattamento è rude quando è connesso con uno insensibile stato della mente.
Sezione II
Misure per la protezione degli animali
§ 2
E' proibito:
1. trascurare un animale di cui si è proprietari, trattarlo o dargli una sistemazione che gli provochi sensibile dolore o sensibile danno;
2. utilizzare non necessariamente un animale per ciò che chiaramente eccede le sue capacità o gli provoca sensibile dolore, o che, a causa delle sue condizioni, non è in grado di fare;
3. utilizzare un animale per mostre, film, spettacoli, o altri pubblici eventi, in tutti i casi in cui questi eventi provochino all'animale sensibile dolore o sensibile danno alla salute;
4. utilizzare un animale debole, ammalato, sovraffaticato o vecchio, per il quale l'ulteriore vita sia un tormento, per ogni altro proposito che non sia quello di causargli o procurargli una morte rapida e senza dolore;
5. abbandonare un animale domestico per liberarsi di lui;
6. sviluppare o provare il potere dei cani sui gatti, sulle volpi e sugli altri animali;
7. tagliare le orecchie o la coda di un cane più vecchio di due settimane, questo è permesso se è fatto con anestesia;
8. tagliare la coda di un cavallo, questo è permesso se è per rimediare a un difetto o malattia della coda ed è fatto da un veterinario e sotto anestesia;
9. eseguire una operazione dolorosa su di un animale in modo non professionale o senza anestesia, se l'anestesia in casi particolari è impossibile l'operazione deve essere eseguita in accordo con le regole veterinarie;
10. uccidere un animale in un allevamento di pellicce a meno che non si usi l'anestesia ed in ogni caso senza dolore;
11. alimentare forzatamente il pollame;
12. strappare o tagliare le cosce delle rane vive.
§ 3
L'importazione di cavalli con le code accorciate è proibita. Il Ministro dell'Interno può fare eccezioni se speciali circostanze lo richiedano.
§ 4
L'uso temporaneo di animali ungulati per il trasporto nelle miniere è consentito solo con il permesso delle autorità responsabili.
Sezione III
Esperimenti sugli animali vivi
§ 5
E' proibito operare o trattare animali vivi in modo che possa essere provocato sensibile dolore o danno a scopo sperimentale, a meno che non sia diversamente stabilito dai paragrafi da 6 a 8.
§ 6
(1) Il Ministro dell'Interno può, su proposta del responsabile governativo o delle locali autorità, conferire permessi a laboratori e istituti scientifici di condurre esperimenti su animali vivi, quando il direttore dell'esperimento ha sufficiente conoscenza professionale e affidabilità, sono disponibili adeguate strutture per eseguire gli esperimenti sugli animali, ed esistono garanzie per la cura e il sostentamento degli animali durante l'esperimento.
(2) Il Ministro dell'Interno può delegare la concessione del permesso ad altri alti ufficiali del governo.
(3) Il permesso può essere revocato senza compenso in qualsiasi momento.
§ 7
Nel condurre gli esperimenti sugli animali (§ 5), devono essere osservate le seguenti condizioni:
1. Gli esperimenti possono essere effettuati solo sotto la completa autorità del direttore scientifico o del rappresentante che è stato incaricato dal direttore scientifico.
2. Gli esperimenti possono essere effettuati solo da chi ha ricevuto precedentemente una formazione scientifica o sotto la direzione di una tale persona, ed ogni dolore deve essere evitato per quanto compatibile con l'obiettivo dell'esperimento.
3. Gli esperimenti di ricerca possono essere effettuati solo quando si aspetta un risultato specifico che non sia stato confermato precedentemente dalla scienza o se gli esperimenti possono aiutare a rispondere a problemi ancora non risolti.
4. Gli esperimenti possono essere condotti solo sotto anestesia, a meno che il direttore scientifico non escluda categoricamente l'anestesia o se il dolore connesso con l'operazione sia superato dal danno alle condizioni dell'animale come risultato dell'anestesia.
Non più di una difficile operazione o doloroso ma non sanguinoso esperimento può essere fatto su di un animale non anestetizzato.
Gli animali che soffrono sensibile dolore dopo il completamento di un difficile esperimento, specialmente a seguito di una operazione, devono essere immediatamente messi a morte, dopo il giudizio del direttore scientifico, compatibilmente con l'obiettivo dell'esperimento.
5. Gli esperimenti sui cavalli, i cani, i gatti, le scimmie possono essere effettuati solo quando l'obiettivo non possa essere raggiunto su altri animali.
6. Non possono essere utilizzati più animali di quanto necessario per risolvere la questione esaminata.
7. Gli esperimenti animali a scopo pedagogico sono permessi solo quando altri strumenti come disegni, modelli, tassonomie e film non siano sufficienti.
8. Devono essere effettuate registrazioni sulla specie di animali usati, il proposito, la procedura e il risultato dell'esperimento.
§ 8
Esperimenti sugli animali a scopi giudiziari come le vaccinazioni e l'estrazione di sangue da animali vivi allo scopo di diagnosticare malattie di persone o di animali, o per ottenere siero o vaccini secondo le procedure che sono già state testate o sono riconosciute dallo Stato, non sono soggetti alle disposizioni dei paragrafi da 5 a 7. Questi animali, tuttavia, devono essere uccisi senza dolore se soffrono sensibile dolore e se è compatibile con gli obiettivi dell'esperimento.
Sezione IV
Provvedimenti per le pene
§ 9
(1) Chiunque non necessariamente tormenti o maltratti rudemente un animale sarà punito con la prigione fino a due anni, con una ammenda o con entrambe le pene.
(2) Chiunque, a parte il caso di cui in (1), conduca un esperimento su animali vivi (§ 5) senza il richiesto permesso, sarà punito con la prigione fino a sei mesi, con un'ammenda o con entrambe le pene.
(3) Una ammenda fino a cinquecentomila marchi o l'imprigionamento, a parte la punizione comminata in (1) e (2), sarà la pena per chiunque intenzionalmente o con negligenza:
1. viola le proibizioni da § 2 a § 4;
2. agisce contro quanto previsto a § 7;
3. viola le linee guida emanate dal Ministero dell'Interno o dal governo provinciale secondo quanto stabilito in § 14;
4. trascura di prevenire che i bambini o altre persone che sono sotto il suo controllo o appartengono alla sua casa violino i provvedimenti di questa legge.
§ 10
(1) In aggiunta alle pene di cui a § 9 per una violazione intenzionale della legge, un animale appartenente al condannato può essere confiscato o ucciso. Invece della confisca si può ordinare che l'animale sia accolto e nutrito fino a nove mesi a spese del reo.
(2) Se nessuna persona può essere identificata o condannata, la confisca o l'uccisione dell'animale può essere effettuata in ogni caso quando gli altri prerequisiti sono presenti.
§ 11
(1) Se qualcuno è ripetutamente colpevole di violazione intenzionale delle norme che sono punibili secondo il § 9 le locali autorità responsabili possono proibire che la persona tenga certi animali o sia coinvolto nel loro commercio per uno specificato periodo di tempo o permanentemente.
(2) Dopo un anno dall'imposizione della pena le autorità locali responsabili possono revocare il provvedimento.
(3) Un animale soggetto a sensibile negligenza nell'alimentazione, cura e mantenimento può essere sottratto al proprietario dalle autorità locali responsabili e risistemato altrove finché sia garantito che l'animale sarà curato in modo superiore ad ogni biasimo. Il costo di questa sistemazione sarà pagato dal reo.
§ 12
Se in un processo giudiziale appare incerto se un atto viola le proibizioni di cui a § 1, (1) o (2), dovrà essere convocato quanto prima nel processo un veterinario e, per quanto concerne un'azienda agricola, sarà sentito un ufficiale dell'agricoltura del governo.
Sezione V
Conclusione
§ 13
L'anestesia, come è intesa in questa legge, significa tutte le procedure che portano ad assenza generalizzata di dolore o eliminano un dolore localizzato.
§ 14
Il Ministro dell'Interno può emettere decreti giudiziari e amministrativi per il completamento e il rafforzamento di questa legge. Se il Ministro dell'Interno non utilizza questo potere, i governi locali possono emettere i necessari decreti per l'attuazione della legge.
§15
Questa legge diviene obbligatoria il 1° febbraio 1934, ad eccezione di § 2, (8) e § 2, (11) per cui il Ministro dell'Interno deve verificare il tempo di attuazione sentito il parere del Ministro dell'Alimentazione e dell'Agricoltura.
Le norme § 1456 e § 360, (13) della legge 30 maggio 1908 rimangono invariate.
Berlino, 24 novembre 1933
Firmato:
Adolf Hitler
Cancelliere
martedì 8 luglio 2014
Programma del nazionalsocialismo
I. PROGRAMMA DEL PARTITO NAZIONALSOCIALISTA DEI LAVORATORI TEDESCHI
1. Noi chiediamo la riunione di tutti i tedeschi in una Grande Germania, in base al diritto di autodecisione dei popoli.
2. Noi chiediamo la parità di diritto del popolo tedesco di fronte alle altre nazioni, nonché l'abolizione dei trattati di pace di Versailles e S. Germain.
3. Noi chiediamo terra e suolo (colonie) per nutrire il nostro popolo e per insidiarvi la nostra eccedenza di popolazione.
4. Può essere cittadino dello Stato solo chi sia connazionale (Volksgenosse). Può essere connazionale solo chi sia di sangue tedesco, senza riguardo alla sua religione. Nessun ebreo può quindi essere connazionale.
5. Chi non è cittadino dello Stato deve poter vivere in Germania solo in veste di ospite e deve sottostare alla legislazione che regola il soggiorno degli stranieri.
6. Il diritto di influire sulla condotta e sulle leggi dello Stato può spettare solo al cittadino dello Stato. Per questo noi chiediamo che tutte le cariche pubbliche di qualsiasi genere, cioè del Reich, dei Länder o dei comuni, possano venire occupate solo da cittadini dello Stato. Noi lottiamo contro il parlamentarismo corruttore, contro la attribuzione di cariche in base a considerazioni di partito, senza tenere conto del carattere e delle capacità.
7. Noi chiediamo che lo Stato si impegni ad avere cura m primo luogo di assicurare lavoro e possibilità di esistenza ai cittadini dello Stato. Qualora non sia possibile nutrire la popolazione dello Stato, gli appartenenti ad altre nazionalità (cioè coloro che non sono cittadini dello Stato) dovranno venire espulsi dal Reich.
8. Si dovrà impedire ogni nuova immigrazione di non-tedeschi. Noi chiediamo che tutti i non-tedeschi che sono immigrati in Germania dopo il 2 agosto 1914 vengano costretti a lasciare immediatamente il Reich.
9. Tutti i cittadini dello Stato devono possedere eguali diritti ed eguali doveri.
10. Primo dovere di ogni cittadino dello Stato deve essere quello di produrre, spiritualmente e materialmente. L'attività del singolo non deve urtare contro gli interessi della comunità, ma deve applicarsi nel quadro della collettività e per il bene di tutti.
Per questo noi chiediamo:
11. Abolizione del reddito ottenuto senza lavoro e senza fatica. Abolizione della schiavitù dei prestiti ad interesse.
12. Considerando l'immane sacrificio di beni e di sangue che ogni guerra chiede al popolo, l'arricchimento personale per mezzo della guerra deve venire dichiarato delitto contro il popolo. Noi chiediamo quindi la confisca integrale di tutti i profitti di guerra.
13. Noi chiediamo la statizzazione di tutte le imprese associate (trusts) esistenti.
14. Noi chiediamo la partecipazione agli utili nelle grandi imprese.
15. Noi chiediamo una completa riforma delle previdenze per la vecchiaia.
16. Noi chiediamo che venga creata e conservata una sana classe media; che i grandi magazzini vengano subito collettivizzati ed affittati a basso prezzo a piccoli commercianti; che si aiutino tutti i piccoli commercianti mediante le forniture allo Stato, ai Länder e ai comuni.
17. Noi chiediamo una riforma fondiaria adatta ai nostri bisogni nazionali, l'emanazione di una legge per l'espropriazione senza indennizzo del suolo per fini di pubblica utilità, l'abolizione dell'interesse fondiario e il divieto di ogni speculazione sui terreni.
18. Noi chiediamo la lotta a fondo contro coloro che esplicano attività dannose per l'interesse della comunità. Coloro che commettono delitti contro il popolo. gli usurai, i profittatori ecc. devono essere condannati a morte, senza distinzione di confessione o di casta.
19. Noi chiediamo che il diritto romano, che serve il mondo materialistico, venga sostituito da un diritto comune germanico.
20. Lo Stato deve provvedere a una radicale riforma di tutto il nostro sistema di istruzione popolare, al fine di permettere ad ogni tedesco capace ed attivo di raggiungere un'istruzione superiore e quindi di salire a posti direttivi. I programmi di studio di tutti gli istituti scolastici devono conformarsi ai bisogni della vita pratica. La comprensione del concetto di Stato deve venire diffusa dalla scuola (istruzione civica) non appena incomincia ad aprirsi l'intelligenza del fanciullo. Noi chiediamo che i figli di genitori poveri, dotati di particolare intelligenza, vengano educati a spese dello Stato, senza aver riguardo alla posizione sociale o alla professione dei genitori.
21. Lo Stato deve provvedere a migliorare la salute pubblica, proteggendo la madre e il fanciullo, vietando il lavoro giovanile, rafforzando la prestanza fisica mediante l'istituzione di ginnastica e sport obbligatori, dando il massimo appoggio a tutte le associazioni che si occupano della educazione fisica della gioventù.
22. Noi chiediamo che venga abolito l'esercito di mestiere e che venga formato un esercito di popolo.
23. Noi chiediamo la lotta legale contro le menzogne politiche consapevoli e contro la loro diffusione a mezzo della stampa. Per rendere possibile la creazione di una stampa tedesca, noi chiediamo:
a) che tutti i redattori e collaboratori di giornali pubblicati in lingua tedesca debbano essere connazionali (Volksgenossen);
b) che i giornali non tedeschi debbano ottenere, per esser pubblicati, una espressa autorizzazione dello Stato; e che non possano venire stampati in lingua tedesca;
c) che ogni partecipazione o influenza finanziaria su giornali tedeschi da parte di non tedeschi venga vietata legalmente, e che la violazione di questa norma venga punita con la chiusura del giornale e con l'immediata espulsione dal Reich delle persone non tedesche implicate. I giornali che contrastano con l'interesse della comunità devono essere vietati. Noi chiediamo la lotta legale contro una organizzazione artistica e letteraria che esercita un influsso disgregatore sulla nostra vita nazionale, e chiediamo la chiusura delle istituzioni che violano i principio sopra esposti.
24. Noi chiediamo la libertà di tutte le confessioni religiose entro lo Stato, in quanto esse non minaccino la sua esistenza o non urtino contro la coscienza morale della razza germanica. Il Partito, come tale, difende la concezione di un cristianesimo positivo, senza legarsi confessionalmente ad una determinata fede. Esso lotta contro lo spirito ebraico-materialista entro noi e fuori di noi, ed è convinto che un durevole risanamento del nostro popolo può avvenire soltanto dall'interno, sulla base del principio: l'interesse comune deve prevalere sull'interesse privato.
25. Per attuare tutto questo noi chiediamo che venga creato un forte potere centrale del Reich. Incondizionata autorità del Parlamento politico centrale su tutto il Reich e sui suoi uffici in genere. Creazione di camere sindacali e professionali per l'esecuzione nei singoli Länder delle leggi generali emanate dal Reich.
I Capi del Partito promettono di lottare a fondo, se necessario esponendo la propria vita, per l'attuazione di questi punti.
II. Le idee di Hitler
L'EDUCAZIONE DEI GIOVANI.
... La mia scienza pedagogica è dura. Il debole deve essere spazzato via. Nei centri del mio nuovo Ordine verrà allevata una gioventù che spaventerà il mondo. Io voglio una gioventù che compia grandi gesta, dominatrice, ardita, terribile. Gioventù deve essere tutto questo. Essa deve sopportare il dolore, non deve avere nulla di debole o di effeminato. L'animale rapace, libero e dominatore, deve brillare ancora dai suoi occhi. Forte e bella voglio la mia gioventù. La farò istruire in ogni esercizio fisico. Voglio una gioventù atletica. Questa è la prima cosa e la più importante. Così distruggerò i millenni di addomesticamento dell'umanità ed avrò di fronte a me il materiale nobile, puro della natura e potrò creare cose nuove.
Non voglio un'educazione intellettuale. Il sapere mi rovina la gioventù. Al più la lascio imparare quello per cui si sente portata seguendo il gioco dei suoi istinti. Ma i giovani debbono imparare il senso del dominio. Debbono imparare a vincere nelle prove più difficili la paura della morte. Questa è la fase della gioventù eroica che fa nascere l'uomo libero, misura e centro del mondo, dell'uomo creativo, dell'uomo divino. Nei centri del mio nuovo Ordine l'uomo divino, bello, spontaneo verrà posto come un'immagine del culto e preparerà la gioventù alla prossima fase della maturità virile...
LA RIVOLUZIONE TOTALE.
... La rivoluzione che noi abbiamo fatto è totale. Essa ha investito tutti i campi della vita pubblica e li ha trasformati dalle fondamenta. Essa ha mutato completamente e dato una nuova forma ai rapporti tra gli uomini ed ai rapporti degli uomini con lo stato ed i problemi dell'esistenza. In realtà si è trattato dell'irruzione di una giovane ideologia, che per 14 anni ha lottato all'opposizione per il potere, per dare tramite questo un nuovo senso dello stato al popolo tedesco. Tutto quanto è avvenuto dal 30 gennaio di quest'anno [1933] è soltanto l'espressione visibile di questo processo rivoluzionario. Col 30 gennaio la rivoluzione è giunta alla sua conclusione, ma la rivoluzione in quanto tale prende le sue mosse da tale data.
... Il sistema che noi abbiamo abbattuto aveva la sua caratterizzazione più precisa nel liberalismo. Mentre il liberalismo parte dall'individuo e pone l'individuo al centro di ogni cosa, noi abbiamo sostituito l'individuo con il popolo (Volk) e l'uomo singolo con la comunità (Gemeinschaft). Ovviamente la libertà dell'individuo doveva in tal caso venire limitata nella misura in cui si trovava in contrasto con la libertà della nazione. Ciò non è una riduzione del concetto di libertà in sé. Se questo però diventa un paradosso individualistico, finisce col mettere in gioco o addirittura in serio pericolo la libertà del popolo. Il concetto di libertà individuale trova il suo limite nel concetto di libertà popolare.
Nessun singolo individuo, si trovi in alto o in basso nella scala sociale, può avere il diritto di fare uso della sua libertà a spese del concetto di libertà nazionale. Perché soltanto la fiducia nel concetto di libertà nazionale gli garantisce durevolmente la libertà personale. Quanto maggiore libertà possiede un popolo, con tanto maggiore libertà possono muoversi i suoi singoli membri. Quanto più ristretta è la sua base d'esistenza nazionale, tanto più illusoria è la libertà di cui spera possano godere i suoi figli.
Questo vale anche per l'artista creatore. L'arte non è un concetto assoluto; essa acquista vigore nella vita del popolo. Questo fu forse l'errore più grave dei creatori d'arte dell'epoca passata, che non erano più in un rapporto organico col popolo e quindi avevano perduto le radici che giorno per giorno portavano loro nuovo nutrimento. L'artista si staccò dal popolo e nel far questo rinunciò alla fonte della sua fertilità. Da allora s'inizia in Germania la minacciosa crisi dell'uomo creatore di cultura. La cultura è la massima espressione delle energie creative di un popolo e l'artista è colui che ha la grazia di esprimerla. Sarebbe temerario credere che egli possa completare la sua divina missione al di fuori del popolo perché questa missione viene compiuta per il popolo e l'energia di cui egli si serve per assolverla proviene dal popolo. Se l'uomo creatore d'arte perde la salda base popolare, sulla quale egli deve tenacemente e vigorosamente poggiare per poter affrontare le avversità della vita, egli si espone allora alle insidie della civilizzazione, alle quali presto o tardi dovrà soggiacere.
Lo SPAZIO VITALE.
... La politica estera dello stato popolare deve salvaguardare l'esistenza su questo pianeta della razza raccolta nello stato, creando un sistema di rapporti sano, adatto alla vita, naturale nel promuovere la crescita numerica del popolo, la grandezza è fecondità del suolo e della terra.
Come sistema sano s'intende sempre quello stato di cose che assicura il nutrimento di un popolo dai prodotti della propria terra. Qualunque altro sistema, possa durare secoli ed anche millenni, è nondimeno insano e diventa presto o tardi una calamità, se non porta addirittura allo sterminio del popolo che ne viene toccato.
Soltanto il possesso di uno spazio sufficientemente vasto su questa terra assicura ad un popolo la libertà dell'esistenza.
In questo caso non si può giudicare la grandezza occorrente del territorio d'insediamento partendo esclusivamente dalle esigenze del presente, né la quantità del prodotto del suolo calcolata in base alla grandezza numerica del popolo. Infatti, come ho già esposto nel primo volume sotto il titolo "Politica delle alleanze tedesca prima della guerra", l'estensione territoriale di uno stato non ha soltanto importanza come fonte di nutrimento diretta di un popolo ma anche un'altra importanza, di tipo politico-militare...
... Quindi noi nazionalsocialisti rifiutiamo consapevolmente le direttive della politica tedesca dell'anteguerra, per stabilire il nostro punto di partenza là dove si era conclusa la nostra storia sei secoli fa. Noi arrestiamo l'eterna spinta dei Germani verso sud e verso ovest e rivolgiamo lo sguardo verso oriente. Noi facciamo definitivamente cessare la politica coloniale e commerciale dell'anteguerra e passiamo alla politica del suolo dell'avvenire.
Se noi parliamo oggi di nuovo suolo e nuova terra in Europa, possiamo pensare soprattutto e soltanto alla Russia ed agli stati ad essa sottoposti,
... Desidero ancora brevemente prendere posizione nei confronti di chi si chiede se l'esigenza di un acquisto di nuovi territori trovi una sua giustificazione etica e morale. Ciò si rende necessario dal momento che purtroppo persino nei circoli orientati in senso popolare esiste della gente la quale, con discorsi vani e melensi, si sforza in ogni modo di presentare al popolo tedesco, come fine della sua politica estera, la riparazione del torto fattogli nel 1918, ma oltre a questo ritiene necessario rassicurare tutto il mondo sulle sue buone intenzioni, ai fini di uno stabilirsi di rapporti fraterni e di simpatia tra i popoli.
Come premessa vorrei dire al proposito quanto segue: La richiesta di un ripristino dei confini del 1914 è, dal punto di vista politico, una tale assurdità e può avere delle conseguenze tali da farla sembrare un delitto. E questo senza considerare il fatto che i confini del Reich nell'anno 1914 erano dei confini tutt'altro che logici, poiché in realtà essi erano insufficienti per contenere tutti gli uomini di nazionalità tedesca ed erano irrazionali circa la loro funzione geografica militare. Essi non erano il risultato di una meditata azione politica, bensì dei confini momentanei determinati da una lotta politica per nulla conclusa e persino, in parte, conseguenza di un gioco del caso.
III. Leggi
ORDINANZA DELLA DIREZIONE DEL PARTITO NAZIONALSOCIALISTA, DEL 28 MARZO 1933, PER LA CAMPAGNA ANTISEMITICA.
1. In ogni sezione ed in ogni branca dell'organizzazione del Partito debbono essere costituiti dei comitati d'azione per l'esecuzione pratica e pianificata del boicottaggio contro i negozi ebrei, le merci ebree, i medici e gli avvocati ebrei. I comitati d'azione si assumono la responsabilità che il boicottaggio non colpisca alcun innocente, ma con tanto maggior durezza i colpevoli.
2. I comitati d'azione sono responsabili affinché non venga arrecato danno alcuno agli stranieri, di qualsiasi confessione, origine o razza che siano. Il boicottaggio è una misura puramente difensiva rivolta esclusivamente contro gli ebrei tedeschi.
3. I comitati d'azione debbono immediatamente far sì che il boicottaggio, attraverso un'educativa propaganda, diventi un fatto popolare. Principio fondamentale: nessun tedesco farà più le sue compere in un negozio ebreo né farà più stimare le sue merci da un ebreo o dai suoi agenti. Il boicottaggio deve essere generale, deve essere fatto da tutto il popolo e deve colpire gli ebrei nel punto più sensibile.
4. Nei casi dubbi occorre sospendere il boicottaggio contro certi negozi finché il Comitato Centrale di Monaco non emanerà un ordine in senso contrario. Presidente del Comitato Centrale è il camerata Streicher.
5. I comitati d'azione provvederanno ad una rigorosa vigilanza affinché i giornali partecipino a questa campagna intesa a smascherare la propaganda di odio che gli ebrei stanno conducendo all'estero. Quei giornali che non parteciperanno a questa azione o vi parteciperanno solo limitatamente non dovranno per il momento più entrare nelle case dei veri tedeschi. Nessun tedesco e nessun negozio tedesco deve servirsi di questi giornali per la propria pubblicità. Essi debbono subire apertamente il disprezzo poiché scrivono per gli uomini di razza ebraica ma non per il popolo tedesco.
6. I comitati d'azione, assieme alle organizzazioni di cellula del Partito nelle fabbriche, dovranno diffondere nella fabbrica la propaganda atta a svelare le conseguenze della campagna di odio ebraica per il lavoro tedesco e per il lavoratore tedesco ed in particolare dovranno spiegare ai lavoratori la necessità del boicottaggio su scala nazionale come misura di difesa per proteggere il lavoro tedesco.
7. I comitati d'azione dovranno spingersi anche nel più piccolo villaggio di contadini per colpire i commercianti ebrei soprattutto nelle campagne. Occorre sempre insistere sul principio che si tratta di una misura di difesa che siamo stati costretti a prendere.
8. Il boicottaggio non dovrà frazionarsi in azioni dispersivi, ma essere massiccio e frontale; in tal senso occorre immediatamente fare i necessari preparativi. Le S.A. e le S.S. riceveranno l'ordine di appostarsi dinanzi ai negozi ebrei dal momento in cui l'azione di boicottaggio avrà inizio per avvertire la popolazione di non entrare in quei negozi. L'inizio dei boicottaggio dovrà essere comunicato attraverso dei manifesti murali, attraverso la stampa, volantini ecc. Il boicottaggio avrà inizio con la massima efficacia sabato 1° aprile alle ore dieci antimeridiane e verrà proseguito sino all'ordine di sospensione che verrà emanato dalla direzione del Partito.
9. I comitati d'azione organizzeranno immediatamente in decine di migliaia di comizi, anche nel più piccolo villaggio, un'azione per richiedere l'introduzione di un numerus clausus di ebrei occupati per tutte le professioni, corrispondente alla percentuale che gli ebrei occupano nel numero complessivo del popolo tedesco. Per accrescere la forza d'urto di questa azione, questa richiesta deve per ora essere limitata a tre campi: a) la frequenza delle scuole medie e superiori, b) la professione medica, c) la professione di avvocato.
10. I comitati d'azione avranno inoltre il compito di far sì che tutti i tedeschi che in qualche modo sono a contatto con l'estero diffondano a scopo informativo con lettere, telegrammi e telefonate, la verità secondo cui in Germania regna l'ordine e la tranquillità, che il popolo tedesco desidera soprattutto attendere al proprio lavoro nella pace e vivere in pace con il resto del mondo e che conduce questa battaglia contro la campagna di odio scatenata dagli ebrei soltanto come una misura di difesa.
11. I comitati d'azione sono responsabili affinché tutta questa battaglia si svolga con la massima calma e disciplina. A nessun ebreo dev'essere torto neppure un capello! Avremo ragione di questa campagna di odio soltanto mediante l'impeto decisivo con cui condurremo questa azione punitiva. Più che mai è necessario che tutto il Partito, come un sol uomo, segua con cieca obbedienza i suoi capi.
Nazionalsocialisti, voi avete operato il miracolo di far crollare con un solo assalto lo stato sorto dalla rivoluzione di novembre. Voi condurrete a termine anche questa seconda missione nello stesso modo. Gli ebrei di tutto il mondo sappiano: il governo della rivoluzione nazionale non è sospeso nel vuoto ma è il rappresentante del popolo tedesco creatore. Chi lo attacca, attacca la Germania! Chi l'offende, offende la nazione! Chi lo combatte, ha lanciato una sfida a 65 milioni di uomini! Noi abbiamo avuto ragione degli agitatori marxisti in Germania; essi non riusciranno a piegarci anche se proseguono all'estero le loro delittuose manovre ai danni dei popoli. Nazionalsocialisti! Sabato, alle dieci in punto, gli ebrei sapranno con chi hanno a che fare.
LEGGE PER LA CITTADINANZA DEL REICH, 15 settembre 1935.
Il Reichstag ha approvato all'unanimità la seguente legge che qui viene promulgata.
[par. 1]
1) 2 cittadino dello stato (Staatsangebbriger) colui che fa parte della comunità protettiva del Reich tedesco, con il quale ha dei legami che lo impegnano in maniera particolare.
2) L'appartenenza allo stato viene acquisita in base alle norme della legge che regola l'appartenenza al Reich ed allo stato.
[par. 21]
1) Cittadino del Reich (Reicbsbúrger) è soltanto l'appartenente allo stato di sangue tedesco o affine il quale con il suo comportamento dia prova di essere disposto ed adatto a servire fedelmente il popolo ed il Reich tedesco.
2) Il diritto alla cittadinanza del Reich viene ottenuto attraverso la concessione del titolo di cittadino del Reich.
3) Il cittadino del Reich è il solo depositario dei pieni diritti politici a norma di legge.
[par. 31 Il ministro degli interni del Reich in accordo con il sostituto del Führer provvederà all'emanazione delle norme giuridiche ed amministrative necessarie per l'attuazione e l'integrazione della legge.
LEGGE "PER LA PROTEZIONE DEL SANGUE E DELL'ONORE TEDESCO", 15 settembre 1935.
Pervaso dal riconoscimento che la purezza del sangue tedesco è la premessa per la conservazione del popolo tedesco ed animato dal proposito irriducibile di assicurare il futuro della nazione tedesca, il Reichstag ha approvato all'unanimità la seguente legge che qui viene promulgata.
[par. 1]
1) Sono proibiti i matrimoni tra ebrei e cittadini dello stato di sangue tedesco o affine. I matrimoni già celebrati sono nulli anche se celebrati all'estero per sfuggire a questa legge.
2) L'azione legale per l'annullamento può essere avanzata soltanto dal Procuratore di stato.
[par. 2]
Sono proibiti rapporti extramatrimoniali tra ebrei e cittadini dello stato di sangue tedesco o affine.
[par. 3] Gli ebrei non potranno assumere al loro servizio come domestiche cittadine di sangue tedesco o affine sotto i 45 anni.
[par. 4]
1) Agli ebrei è proibito innalzare la bandiera del Reich e quella nazionale ed esporre i colori del Reich.
2) È permesso loro invece esporre i colori ebraici. L'esercizio di questa facoltà è protetto dallo stato.
[par. 5]
1) Chi contravviene al divieto di cui al par. 1, viene punito con il carcere duro.
2) Chi contravviene alle norme di cui al par. 2 viene punito con l'arresto o con il carcere duro.
3) Chi contravviene alle norme di cui ai par. 3 o 4, viene punito con la prigione sino ad un anno e con una multa o pene di questo genere.
[par. 6] Il ministro degli interni del Reich, in accordo con il sostituto del Führer ed il ministro per la giustizia del Reich, emana le norme giuridiche e amministrative necessarie per l'attuazione e l'integrazione della legge.
[par. 71 Questa legge entra in vigore il giorno della sua promulgazione; il par. 3, invece, a partire dal 1° gennaio 1936.
AGGIUNTE:
Il giudaismo mondiale addenta come una piovra il cuore iperboreo della razza bianca scaricando feccia colorata sull'Europa obbligando il meticciato coatto con i negroidi per indebolirci e dunque poter creare una razza mondiale di schiavi (RAZZA OBAMA come dice gad lerner) pronti a servire il popolo eletto senza discutere.
E' la mentalità da schiavo negroide che i judei vogliono imporci in ogni modo.
Il meticciato è solamente un tassello del grande piano ebraico-cabalistico massonico di dominio incontrastato del mondo.
"gli ebrei potranno regnare solo su un popolo di meticci"
Adolf Hitler
1. Noi chiediamo la riunione di tutti i tedeschi in una Grande Germania, in base al diritto di autodecisione dei popoli.
2. Noi chiediamo la parità di diritto del popolo tedesco di fronte alle altre nazioni, nonché l'abolizione dei trattati di pace di Versailles e S. Germain.
3. Noi chiediamo terra e suolo (colonie) per nutrire il nostro popolo e per insidiarvi la nostra eccedenza di popolazione.
4. Può essere cittadino dello Stato solo chi sia connazionale (Volksgenosse). Può essere connazionale solo chi sia di sangue tedesco, senza riguardo alla sua religione. Nessun ebreo può quindi essere connazionale.
5. Chi non è cittadino dello Stato deve poter vivere in Germania solo in veste di ospite e deve sottostare alla legislazione che regola il soggiorno degli stranieri.
6. Il diritto di influire sulla condotta e sulle leggi dello Stato può spettare solo al cittadino dello Stato. Per questo noi chiediamo che tutte le cariche pubbliche di qualsiasi genere, cioè del Reich, dei Länder o dei comuni, possano venire occupate solo da cittadini dello Stato. Noi lottiamo contro il parlamentarismo corruttore, contro la attribuzione di cariche in base a considerazioni di partito, senza tenere conto del carattere e delle capacità.
7. Noi chiediamo che lo Stato si impegni ad avere cura m primo luogo di assicurare lavoro e possibilità di esistenza ai cittadini dello Stato. Qualora non sia possibile nutrire la popolazione dello Stato, gli appartenenti ad altre nazionalità (cioè coloro che non sono cittadini dello Stato) dovranno venire espulsi dal Reich.
8. Si dovrà impedire ogni nuova immigrazione di non-tedeschi. Noi chiediamo che tutti i non-tedeschi che sono immigrati in Germania dopo il 2 agosto 1914 vengano costretti a lasciare immediatamente il Reich.
9. Tutti i cittadini dello Stato devono possedere eguali diritti ed eguali doveri.
10. Primo dovere di ogni cittadino dello Stato deve essere quello di produrre, spiritualmente e materialmente. L'attività del singolo non deve urtare contro gli interessi della comunità, ma deve applicarsi nel quadro della collettività e per il bene di tutti.
Per questo noi chiediamo:
11. Abolizione del reddito ottenuto senza lavoro e senza fatica. Abolizione della schiavitù dei prestiti ad interesse.
12. Considerando l'immane sacrificio di beni e di sangue che ogni guerra chiede al popolo, l'arricchimento personale per mezzo della guerra deve venire dichiarato delitto contro il popolo. Noi chiediamo quindi la confisca integrale di tutti i profitti di guerra.
13. Noi chiediamo la statizzazione di tutte le imprese associate (trusts) esistenti.
14. Noi chiediamo la partecipazione agli utili nelle grandi imprese.
15. Noi chiediamo una completa riforma delle previdenze per la vecchiaia.
16. Noi chiediamo che venga creata e conservata una sana classe media; che i grandi magazzini vengano subito collettivizzati ed affittati a basso prezzo a piccoli commercianti; che si aiutino tutti i piccoli commercianti mediante le forniture allo Stato, ai Länder e ai comuni.
17. Noi chiediamo una riforma fondiaria adatta ai nostri bisogni nazionali, l'emanazione di una legge per l'espropriazione senza indennizzo del suolo per fini di pubblica utilità, l'abolizione dell'interesse fondiario e il divieto di ogni speculazione sui terreni.
18. Noi chiediamo la lotta a fondo contro coloro che esplicano attività dannose per l'interesse della comunità. Coloro che commettono delitti contro il popolo. gli usurai, i profittatori ecc. devono essere condannati a morte, senza distinzione di confessione o di casta.
19. Noi chiediamo che il diritto romano, che serve il mondo materialistico, venga sostituito da un diritto comune germanico.
20. Lo Stato deve provvedere a una radicale riforma di tutto il nostro sistema di istruzione popolare, al fine di permettere ad ogni tedesco capace ed attivo di raggiungere un'istruzione superiore e quindi di salire a posti direttivi. I programmi di studio di tutti gli istituti scolastici devono conformarsi ai bisogni della vita pratica. La comprensione del concetto di Stato deve venire diffusa dalla scuola (istruzione civica) non appena incomincia ad aprirsi l'intelligenza del fanciullo. Noi chiediamo che i figli di genitori poveri, dotati di particolare intelligenza, vengano educati a spese dello Stato, senza aver riguardo alla posizione sociale o alla professione dei genitori.
21. Lo Stato deve provvedere a migliorare la salute pubblica, proteggendo la madre e il fanciullo, vietando il lavoro giovanile, rafforzando la prestanza fisica mediante l'istituzione di ginnastica e sport obbligatori, dando il massimo appoggio a tutte le associazioni che si occupano della educazione fisica della gioventù.
22. Noi chiediamo che venga abolito l'esercito di mestiere e che venga formato un esercito di popolo.
23. Noi chiediamo la lotta legale contro le menzogne politiche consapevoli e contro la loro diffusione a mezzo della stampa. Per rendere possibile la creazione di una stampa tedesca, noi chiediamo:
a) che tutti i redattori e collaboratori di giornali pubblicati in lingua tedesca debbano essere connazionali (Volksgenossen);
b) che i giornali non tedeschi debbano ottenere, per esser pubblicati, una espressa autorizzazione dello Stato; e che non possano venire stampati in lingua tedesca;
c) che ogni partecipazione o influenza finanziaria su giornali tedeschi da parte di non tedeschi venga vietata legalmente, e che la violazione di questa norma venga punita con la chiusura del giornale e con l'immediata espulsione dal Reich delle persone non tedesche implicate. I giornali che contrastano con l'interesse della comunità devono essere vietati. Noi chiediamo la lotta legale contro una organizzazione artistica e letteraria che esercita un influsso disgregatore sulla nostra vita nazionale, e chiediamo la chiusura delle istituzioni che violano i principio sopra esposti.
24. Noi chiediamo la libertà di tutte le confessioni religiose entro lo Stato, in quanto esse non minaccino la sua esistenza o non urtino contro la coscienza morale della razza germanica. Il Partito, come tale, difende la concezione di un cristianesimo positivo, senza legarsi confessionalmente ad una determinata fede. Esso lotta contro lo spirito ebraico-materialista entro noi e fuori di noi, ed è convinto che un durevole risanamento del nostro popolo può avvenire soltanto dall'interno, sulla base del principio: l'interesse comune deve prevalere sull'interesse privato.
25. Per attuare tutto questo noi chiediamo che venga creato un forte potere centrale del Reich. Incondizionata autorità del Parlamento politico centrale su tutto il Reich e sui suoi uffici in genere. Creazione di camere sindacali e professionali per l'esecuzione nei singoli Länder delle leggi generali emanate dal Reich.
I Capi del Partito promettono di lottare a fondo, se necessario esponendo la propria vita, per l'attuazione di questi punti.
II. Le idee di Hitler
L'EDUCAZIONE DEI GIOVANI.
... La mia scienza pedagogica è dura. Il debole deve essere spazzato via. Nei centri del mio nuovo Ordine verrà allevata una gioventù che spaventerà il mondo. Io voglio una gioventù che compia grandi gesta, dominatrice, ardita, terribile. Gioventù deve essere tutto questo. Essa deve sopportare il dolore, non deve avere nulla di debole o di effeminato. L'animale rapace, libero e dominatore, deve brillare ancora dai suoi occhi. Forte e bella voglio la mia gioventù. La farò istruire in ogni esercizio fisico. Voglio una gioventù atletica. Questa è la prima cosa e la più importante. Così distruggerò i millenni di addomesticamento dell'umanità ed avrò di fronte a me il materiale nobile, puro della natura e potrò creare cose nuove.
Non voglio un'educazione intellettuale. Il sapere mi rovina la gioventù. Al più la lascio imparare quello per cui si sente portata seguendo il gioco dei suoi istinti. Ma i giovani debbono imparare il senso del dominio. Debbono imparare a vincere nelle prove più difficili la paura della morte. Questa è la fase della gioventù eroica che fa nascere l'uomo libero, misura e centro del mondo, dell'uomo creativo, dell'uomo divino. Nei centri del mio nuovo Ordine l'uomo divino, bello, spontaneo verrà posto come un'immagine del culto e preparerà la gioventù alla prossima fase della maturità virile...
LA RIVOLUZIONE TOTALE.
... La rivoluzione che noi abbiamo fatto è totale. Essa ha investito tutti i campi della vita pubblica e li ha trasformati dalle fondamenta. Essa ha mutato completamente e dato una nuova forma ai rapporti tra gli uomini ed ai rapporti degli uomini con lo stato ed i problemi dell'esistenza. In realtà si è trattato dell'irruzione di una giovane ideologia, che per 14 anni ha lottato all'opposizione per il potere, per dare tramite questo un nuovo senso dello stato al popolo tedesco. Tutto quanto è avvenuto dal 30 gennaio di quest'anno [1933] è soltanto l'espressione visibile di questo processo rivoluzionario. Col 30 gennaio la rivoluzione è giunta alla sua conclusione, ma la rivoluzione in quanto tale prende le sue mosse da tale data.
... Il sistema che noi abbiamo abbattuto aveva la sua caratterizzazione più precisa nel liberalismo. Mentre il liberalismo parte dall'individuo e pone l'individuo al centro di ogni cosa, noi abbiamo sostituito l'individuo con il popolo (Volk) e l'uomo singolo con la comunità (Gemeinschaft). Ovviamente la libertà dell'individuo doveva in tal caso venire limitata nella misura in cui si trovava in contrasto con la libertà della nazione. Ciò non è una riduzione del concetto di libertà in sé. Se questo però diventa un paradosso individualistico, finisce col mettere in gioco o addirittura in serio pericolo la libertà del popolo. Il concetto di libertà individuale trova il suo limite nel concetto di libertà popolare.
Nessun singolo individuo, si trovi in alto o in basso nella scala sociale, può avere il diritto di fare uso della sua libertà a spese del concetto di libertà nazionale. Perché soltanto la fiducia nel concetto di libertà nazionale gli garantisce durevolmente la libertà personale. Quanto maggiore libertà possiede un popolo, con tanto maggiore libertà possono muoversi i suoi singoli membri. Quanto più ristretta è la sua base d'esistenza nazionale, tanto più illusoria è la libertà di cui spera possano godere i suoi figli.
Questo vale anche per l'artista creatore. L'arte non è un concetto assoluto; essa acquista vigore nella vita del popolo. Questo fu forse l'errore più grave dei creatori d'arte dell'epoca passata, che non erano più in un rapporto organico col popolo e quindi avevano perduto le radici che giorno per giorno portavano loro nuovo nutrimento. L'artista si staccò dal popolo e nel far questo rinunciò alla fonte della sua fertilità. Da allora s'inizia in Germania la minacciosa crisi dell'uomo creatore di cultura. La cultura è la massima espressione delle energie creative di un popolo e l'artista è colui che ha la grazia di esprimerla. Sarebbe temerario credere che egli possa completare la sua divina missione al di fuori del popolo perché questa missione viene compiuta per il popolo e l'energia di cui egli si serve per assolverla proviene dal popolo. Se l'uomo creatore d'arte perde la salda base popolare, sulla quale egli deve tenacemente e vigorosamente poggiare per poter affrontare le avversità della vita, egli si espone allora alle insidie della civilizzazione, alle quali presto o tardi dovrà soggiacere.
Lo SPAZIO VITALE.
... La politica estera dello stato popolare deve salvaguardare l'esistenza su questo pianeta della razza raccolta nello stato, creando un sistema di rapporti sano, adatto alla vita, naturale nel promuovere la crescita numerica del popolo, la grandezza è fecondità del suolo e della terra.
Come sistema sano s'intende sempre quello stato di cose che assicura il nutrimento di un popolo dai prodotti della propria terra. Qualunque altro sistema, possa durare secoli ed anche millenni, è nondimeno insano e diventa presto o tardi una calamità, se non porta addirittura allo sterminio del popolo che ne viene toccato.
Soltanto il possesso di uno spazio sufficientemente vasto su questa terra assicura ad un popolo la libertà dell'esistenza.
In questo caso non si può giudicare la grandezza occorrente del territorio d'insediamento partendo esclusivamente dalle esigenze del presente, né la quantità del prodotto del suolo calcolata in base alla grandezza numerica del popolo. Infatti, come ho già esposto nel primo volume sotto il titolo "Politica delle alleanze tedesca prima della guerra", l'estensione territoriale di uno stato non ha soltanto importanza come fonte di nutrimento diretta di un popolo ma anche un'altra importanza, di tipo politico-militare...
... Quindi noi nazionalsocialisti rifiutiamo consapevolmente le direttive della politica tedesca dell'anteguerra, per stabilire il nostro punto di partenza là dove si era conclusa la nostra storia sei secoli fa. Noi arrestiamo l'eterna spinta dei Germani verso sud e verso ovest e rivolgiamo lo sguardo verso oriente. Noi facciamo definitivamente cessare la politica coloniale e commerciale dell'anteguerra e passiamo alla politica del suolo dell'avvenire.
Se noi parliamo oggi di nuovo suolo e nuova terra in Europa, possiamo pensare soprattutto e soltanto alla Russia ed agli stati ad essa sottoposti,
... Desidero ancora brevemente prendere posizione nei confronti di chi si chiede se l'esigenza di un acquisto di nuovi territori trovi una sua giustificazione etica e morale. Ciò si rende necessario dal momento che purtroppo persino nei circoli orientati in senso popolare esiste della gente la quale, con discorsi vani e melensi, si sforza in ogni modo di presentare al popolo tedesco, come fine della sua politica estera, la riparazione del torto fattogli nel 1918, ma oltre a questo ritiene necessario rassicurare tutto il mondo sulle sue buone intenzioni, ai fini di uno stabilirsi di rapporti fraterni e di simpatia tra i popoli.
Come premessa vorrei dire al proposito quanto segue: La richiesta di un ripristino dei confini del 1914 è, dal punto di vista politico, una tale assurdità e può avere delle conseguenze tali da farla sembrare un delitto. E questo senza considerare il fatto che i confini del Reich nell'anno 1914 erano dei confini tutt'altro che logici, poiché in realtà essi erano insufficienti per contenere tutti gli uomini di nazionalità tedesca ed erano irrazionali circa la loro funzione geografica militare. Essi non erano il risultato di una meditata azione politica, bensì dei confini momentanei determinati da una lotta politica per nulla conclusa e persino, in parte, conseguenza di un gioco del caso.
III. Leggi
ORDINANZA DELLA DIREZIONE DEL PARTITO NAZIONALSOCIALISTA, DEL 28 MARZO 1933, PER LA CAMPAGNA ANTISEMITICA.
1. In ogni sezione ed in ogni branca dell'organizzazione del Partito debbono essere costituiti dei comitati d'azione per l'esecuzione pratica e pianificata del boicottaggio contro i negozi ebrei, le merci ebree, i medici e gli avvocati ebrei. I comitati d'azione si assumono la responsabilità che il boicottaggio non colpisca alcun innocente, ma con tanto maggior durezza i colpevoli.
2. I comitati d'azione sono responsabili affinché non venga arrecato danno alcuno agli stranieri, di qualsiasi confessione, origine o razza che siano. Il boicottaggio è una misura puramente difensiva rivolta esclusivamente contro gli ebrei tedeschi.
3. I comitati d'azione debbono immediatamente far sì che il boicottaggio, attraverso un'educativa propaganda, diventi un fatto popolare. Principio fondamentale: nessun tedesco farà più le sue compere in un negozio ebreo né farà più stimare le sue merci da un ebreo o dai suoi agenti. Il boicottaggio deve essere generale, deve essere fatto da tutto il popolo e deve colpire gli ebrei nel punto più sensibile.
4. Nei casi dubbi occorre sospendere il boicottaggio contro certi negozi finché il Comitato Centrale di Monaco non emanerà un ordine in senso contrario. Presidente del Comitato Centrale è il camerata Streicher.
5. I comitati d'azione provvederanno ad una rigorosa vigilanza affinché i giornali partecipino a questa campagna intesa a smascherare la propaganda di odio che gli ebrei stanno conducendo all'estero. Quei giornali che non parteciperanno a questa azione o vi parteciperanno solo limitatamente non dovranno per il momento più entrare nelle case dei veri tedeschi. Nessun tedesco e nessun negozio tedesco deve servirsi di questi giornali per la propria pubblicità. Essi debbono subire apertamente il disprezzo poiché scrivono per gli uomini di razza ebraica ma non per il popolo tedesco.
6. I comitati d'azione, assieme alle organizzazioni di cellula del Partito nelle fabbriche, dovranno diffondere nella fabbrica la propaganda atta a svelare le conseguenze della campagna di odio ebraica per il lavoro tedesco e per il lavoratore tedesco ed in particolare dovranno spiegare ai lavoratori la necessità del boicottaggio su scala nazionale come misura di difesa per proteggere il lavoro tedesco.
7. I comitati d'azione dovranno spingersi anche nel più piccolo villaggio di contadini per colpire i commercianti ebrei soprattutto nelle campagne. Occorre sempre insistere sul principio che si tratta di una misura di difesa che siamo stati costretti a prendere.
8. Il boicottaggio non dovrà frazionarsi in azioni dispersivi, ma essere massiccio e frontale; in tal senso occorre immediatamente fare i necessari preparativi. Le S.A. e le S.S. riceveranno l'ordine di appostarsi dinanzi ai negozi ebrei dal momento in cui l'azione di boicottaggio avrà inizio per avvertire la popolazione di non entrare in quei negozi. L'inizio dei boicottaggio dovrà essere comunicato attraverso dei manifesti murali, attraverso la stampa, volantini ecc. Il boicottaggio avrà inizio con la massima efficacia sabato 1° aprile alle ore dieci antimeridiane e verrà proseguito sino all'ordine di sospensione che verrà emanato dalla direzione del Partito.
9. I comitati d'azione organizzeranno immediatamente in decine di migliaia di comizi, anche nel più piccolo villaggio, un'azione per richiedere l'introduzione di un numerus clausus di ebrei occupati per tutte le professioni, corrispondente alla percentuale che gli ebrei occupano nel numero complessivo del popolo tedesco. Per accrescere la forza d'urto di questa azione, questa richiesta deve per ora essere limitata a tre campi: a) la frequenza delle scuole medie e superiori, b) la professione medica, c) la professione di avvocato.
10. I comitati d'azione avranno inoltre il compito di far sì che tutti i tedeschi che in qualche modo sono a contatto con l'estero diffondano a scopo informativo con lettere, telegrammi e telefonate, la verità secondo cui in Germania regna l'ordine e la tranquillità, che il popolo tedesco desidera soprattutto attendere al proprio lavoro nella pace e vivere in pace con il resto del mondo e che conduce questa battaglia contro la campagna di odio scatenata dagli ebrei soltanto come una misura di difesa.
11. I comitati d'azione sono responsabili affinché tutta questa battaglia si svolga con la massima calma e disciplina. A nessun ebreo dev'essere torto neppure un capello! Avremo ragione di questa campagna di odio soltanto mediante l'impeto decisivo con cui condurremo questa azione punitiva. Più che mai è necessario che tutto il Partito, come un sol uomo, segua con cieca obbedienza i suoi capi.
Nazionalsocialisti, voi avete operato il miracolo di far crollare con un solo assalto lo stato sorto dalla rivoluzione di novembre. Voi condurrete a termine anche questa seconda missione nello stesso modo. Gli ebrei di tutto il mondo sappiano: il governo della rivoluzione nazionale non è sospeso nel vuoto ma è il rappresentante del popolo tedesco creatore. Chi lo attacca, attacca la Germania! Chi l'offende, offende la nazione! Chi lo combatte, ha lanciato una sfida a 65 milioni di uomini! Noi abbiamo avuto ragione degli agitatori marxisti in Germania; essi non riusciranno a piegarci anche se proseguono all'estero le loro delittuose manovre ai danni dei popoli. Nazionalsocialisti! Sabato, alle dieci in punto, gli ebrei sapranno con chi hanno a che fare.
LEGGE PER LA CITTADINANZA DEL REICH, 15 settembre 1935.
Il Reichstag ha approvato all'unanimità la seguente legge che qui viene promulgata.
[par. 1]
1) 2 cittadino dello stato (Staatsangebbriger) colui che fa parte della comunità protettiva del Reich tedesco, con il quale ha dei legami che lo impegnano in maniera particolare.
2) L'appartenenza allo stato viene acquisita in base alle norme della legge che regola l'appartenenza al Reich ed allo stato.
[par. 21]
1) Cittadino del Reich (Reicbsbúrger) è soltanto l'appartenente allo stato di sangue tedesco o affine il quale con il suo comportamento dia prova di essere disposto ed adatto a servire fedelmente il popolo ed il Reich tedesco.
2) Il diritto alla cittadinanza del Reich viene ottenuto attraverso la concessione del titolo di cittadino del Reich.
3) Il cittadino del Reich è il solo depositario dei pieni diritti politici a norma di legge.
[par. 31 Il ministro degli interni del Reich in accordo con il sostituto del Führer provvederà all'emanazione delle norme giuridiche ed amministrative necessarie per l'attuazione e l'integrazione della legge.
LEGGE "PER LA PROTEZIONE DEL SANGUE E DELL'ONORE TEDESCO", 15 settembre 1935.
Pervaso dal riconoscimento che la purezza del sangue tedesco è la premessa per la conservazione del popolo tedesco ed animato dal proposito irriducibile di assicurare il futuro della nazione tedesca, il Reichstag ha approvato all'unanimità la seguente legge che qui viene promulgata.
[par. 1]
1) Sono proibiti i matrimoni tra ebrei e cittadini dello stato di sangue tedesco o affine. I matrimoni già celebrati sono nulli anche se celebrati all'estero per sfuggire a questa legge.
2) L'azione legale per l'annullamento può essere avanzata soltanto dal Procuratore di stato.
[par. 2]
Sono proibiti rapporti extramatrimoniali tra ebrei e cittadini dello stato di sangue tedesco o affine.
[par. 3] Gli ebrei non potranno assumere al loro servizio come domestiche cittadine di sangue tedesco o affine sotto i 45 anni.
[par. 4]
1) Agli ebrei è proibito innalzare la bandiera del Reich e quella nazionale ed esporre i colori del Reich.
2) È permesso loro invece esporre i colori ebraici. L'esercizio di questa facoltà è protetto dallo stato.
[par. 5]
1) Chi contravviene al divieto di cui al par. 1, viene punito con il carcere duro.
2) Chi contravviene alle norme di cui al par. 2 viene punito con l'arresto o con il carcere duro.
3) Chi contravviene alle norme di cui ai par. 3 o 4, viene punito con la prigione sino ad un anno e con una multa o pene di questo genere.
[par. 6] Il ministro degli interni del Reich, in accordo con il sostituto del Führer ed il ministro per la giustizia del Reich, emana le norme giuridiche e amministrative necessarie per l'attuazione e l'integrazione della legge.
[par. 71 Questa legge entra in vigore il giorno della sua promulgazione; il par. 3, invece, a partire dal 1° gennaio 1936.
AGGIUNTE:
Il giudaismo mondiale addenta come una piovra il cuore iperboreo della razza bianca scaricando feccia colorata sull'Europa obbligando il meticciato coatto con i negroidi per indebolirci e dunque poter creare una razza mondiale di schiavi (RAZZA OBAMA come dice gad lerner) pronti a servire il popolo eletto senza discutere.
E' la mentalità da schiavo negroide che i judei vogliono imporci in ogni modo.
Il meticciato è solamente un tassello del grande piano ebraico-cabalistico massonico di dominio incontrastato del mondo.
"gli ebrei potranno regnare solo su un popolo di meticci"
Adolf Hitler
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