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sabato 12 luglio 2014

Approfondimento: L'Anschluss

Fu una riunificazione pacifica o una violenta occupazione? E cosa ne pensavano gli austriaci e i tedeschi?


12 marzo 1938: la polizia tedesca e quella austriaca
rimuovono insieme le barriere sul confine tra i due stati

1918-1919: fallisce il primo tentativo di un "Anschluss democratico"

Alla fine della prima guerra mondiale crollò il grande impero asburgico. Quel che rimase del grande passato era una piccola repubblica che corrispondeva geograficamente più o meno allo stato odierno dell'Austria. Ma questo nuovo stato, drasticamente ridotto rispetto al vecchio impero, non era molto amato dai suoi abitanti.

Infatti, tra i primi progetti del governo dell'Austria repubblicana e democratica ci fu la richiesta che l'"Austria tedesca" dovesse essere annessa alla Germania. Un trattato tra i due stati era quasi pronto per essere firmato e anche le nuove costituzioni dei due stati prevedevano l'unificazione. Ma i vincitori della guerra lo proibirono categoricamente. Due referendum (nel 1921) nelle regioni di Tirolo e di Salisburgo portarono a più di 99% a favore dell'unità, ma anche il voto popolare non servì a niente.

1919-1938: vince il pressing violento dei nazisti

Infatti, i motivi per essere orgogliosi del nuovo mini-stato austriaco non erano molti, anche perché i 19 anni tra la fine della guerra e il famigerato anno 1938 furono pieni di lotte politiche sanguinose tra socialdemocratici, austro-fascisti, cattolici e nazisti, delle volte vicine al limite della guerra civile. Soprattutto dopo il 1933, quando Hitler arrivò al potere in Germania, il pressing dei nazisti sul governo austriaco si fece sempre più forte.

Per contrastare il potere dei nazisti austriaci, che pretendevano, con crescente violenza, l'unione con la Germania, il Cancelliere austriaco Dollfuß nel 1932 installò un regime autoritario, mettendo così fine alla democrazia parlamentare. Ma con questo passo si scavò la propria tomba.

L'assassinio di Dollfuß e di molti suoi sostenitori da parte dei nazisti (25 luglio 1934), peggiorò ulteriormente la situazione interna dell'Austria. Dopo una lunga e durissima campagna politica, che comprese anche minacce di guerra da parte di Hitler, Arthur Seyß-Inquart, un avvocato nazista e fanatico seguace di Hitler, fu nominato Cancelliere d'Austria. Ma solo per un giorno: il suo unico atto da governatore fu quello di invitare l'esercito tedesco ad invadere l'Austria e a indire un plebiscito per confermare l'annessione del suo paese alla Germania nazista.

12 marzo 1938: le truppe naziste invadono l'Austria

Quel giorno, le truppe naziste invasero l'Austria e arrivarono, senza incontrare nessun tipo di resistenza e senza dover sparare un colpo, in poche ore a Vienna. Furono accolte dappertutto con grande entusiasmo.



Le immagini parlano chiaro: l'entusiasmo degli austriaci era vero e sentito.
sopra: i nazisti arrivano a Innsbruck,
sotto: Hitler arriva a Vienna.



Il plebiscito del 10 aprile 1938

Nel mese tra l'annessione e il plebiscito indetto sia in Germania che in Austria arrivò una seconda invasione, quella dei funzionari nazisti che scatenarono una campagna propagandistica che si fece sentire in ogni angolo della vita quotidiana. Bandiere, striscioni e manifesti con slogan e con la svastica comparvero in tutte le città sui tram, sui muri e sui pali; soltanto a Vienna furono affissi circa 200.000 ritratti del Führer in luoghi pubblici. Anche sulla corrispondenza comparve il timbro postale "Il 10 aprile il tuo sì al Führer". I giornali e le radio che erano fermamente in mano nazista martellavano la popolazione austriaca con una continua propaganda per il "sì" e non vi fu nessuno spazio ufficiale per il "no".


La scheda per votare, con un grande "sì" e un piccolo "no".
La domanda era: "Sei d'accordo con la riunificazione dell'Austria con il Reich tedesco
avvenuta il 13 marzo 1938 e voti per la lista del nostro Führer Adolf Hitler?"

Naturalmente stravinse il "sì": in Germania con il 99,60%, in Austria con il 99,71% dei voti. Questo plebiscito violò i più basilari concetti di democrazia e legalità del voto: la domanda a cui si doveva rispondere suggeriva già fortemente la risposta positiva, lo stesso fece la grafica della scheda (vedi sopra). Inoltre, gli ebrei, le persone "di sangue misto" e tutti quelli incarcerati per motivi politici o razziali, cioè complessivamente ca. l'8% della popolazione austriaca, erano esclusi dal voto. Nonostante ciò, il risultato può essere considerato uno specchio abbastanza fedele di quello che pensava la grande maggioranza dei tedeschi e degli austriaci.

Già a due settimane dall'invasione, le truppe tedesche potevano ritirarsi di nuovo in Germania, un'occupazione stabile dell'Austria non era necessaria.

Ma l'entusiasmo sparisce presto


Una foto propagandistica: soldati tedeschi e ragazze austriache

Ma per Hitler il nuovo Reich unito non rappresentava affatto la conclusione di un sogno e l'inizio di un'era di pace. Per lui fu solo la prima tappa di un'escalation che continuò, nello stesso anno, con l'annessione della Cecoslovacchia e nell'anno successivo con l'attacco alla Polonia, cioè con l'inizio della seconda guerra mondiale.

I nazisti tedeschi volevano la trasformazione dell'Austria in una provincia subordinata e la cancellazione di tutte le caratteristiche particolari dell'Austria. Gli austriaci dovevano diventare tedeschi, che lo volessero o no. Prima l'Austria fu chiamata "Ostmark" (Territorio dell'est), poi "Circoscrizione delle Alpi e del Danubio". Il nome tradizionale "Österreich" (Austria) fu ufficialmente abolito dietro minaccia di sanzioni.

Nella sua "Storia dell'Austria" Stephan Vajda scrive: "La prassi quotidiana del nazionalsocialismo si abbatté sull'Austria in tutta la sua cruda rozzezza. Il regime di Hitler, visto da vicino, non si rivelò né ricco di beni materiali o spirituali, né progressista e promettente. Il duro ordine militare tedesco era esattamente l'opposto della mentalità austriaca che per giunta veniva apertamente derisa dai superuomini germanici."

Hitler aveva bisogno degli austriaci per la sua guerra che iniziò appena un anno dopo l'annessione dell'Austria. Ma quando gli austriaci furono trascinati nella seconda guerra mondiale la loro iniziale euforia per l'annessione alla Germania era già svanita. Nei territori occupati i soldati austriaci si distinguevano spesso da quelli tedeschi per una maggiore umanità e indulgenza verso la popolazione. Quando la guerra finì la stragrande maggioranza degli austriaci spalancò le porte alle truppe alleate. Goebbels era furioso: "I sobborghi viennesi hanno innalzato in gran parte la bandiera rossa a favore dell'Armata rossa... Il Führer ha già imparato a conoscere i viennesi. Sono gentaglia ripugnante, composta da una mescolanza di Polacchi, Cèchi, Ebrei e Tedeschi."




Hitler parla a una folla di 250.000 persone, sulla "Heldenplatz" di Vienna

La tempesta imminente - 1938

1938: le date più importanti

11-13 marzo
In quello che viene comunemente chiamato Anschluss, le truppe tedesche prima invadono l’Austria e poi dichiarano la sua annessione al Reich. Durante la primavera, l’estate e l’autunno del 1938, a Vienna e in altre città di tutta la cosiddetta Grande Germania si scatenerà una serie di violenze contro gli Ebrei e le loro proprietà; tali violenze raggiungeranno l’apice durante la Notte dei Cristalli, tra il 9 e il 10 novembre dello stesso anno.

21-30 aprile
La Gestapo (la polizia segreta di stato) e la Kripo (la polizia criminale) arrestano circa 1.500 persone sospettate di “non essere disposte a lavorare” e le rinchiudono nei campi di concentramento.

26 aprile
Il governo tedesco impone agli Ebrei di registrare i beni superiori ai 5.000 marchi, per metterli poi a disposizione di Hermann Goering, Capo della Commissione per il Piano Economico Quadriennale, che li utilizzerà nell’ambito della politica economica tedesca.

3 maggio
Le autorità delle SS aprono il campo di concentramento di Flossenbürg, nel nord della Baviera, in Germania.

29 maggio
L’Ungheria adotta leggi e misure anti-ebraiche di vasta portata, escludendo tra l’altro gli Ebrei da molte professioni.

13-18 giugno
Nel corso di un’azione denominata “Operazione Contro la Pigrizia” (Aktion "Arbeitsscheue Reich"), la Polizia Criminale tedesca arresta circa 9.000 persone, tra le quali, oltre a 1.000 Ebrei, si trovano individui ritenuti “asociali” e criminali già condannati in via definitiva. Essi verranno poi inviati nei campi di concentramento. Questa retata rappresenta il primo arresto di massa di cittadini ebrei effettuato nella Germania nazista.

15-16 luglio
I delegati di 32 paesi e i rappresentanti delle organizzazioni che operano in aiuto ai rifugiati si riuniscono alla Conferenza di Evian, in Francia. Tra i principali argomenti in discussione, le possibili forme di assistenza agli Ebrei fuggiti dalla Germania nazista e rifugiatisi o in Europa, o in altri parti del mondo come il Nord e il Sud America, l’Asia e l’Australia. Sia il governo degli Stati Uniti che quelli della maggior parte delle altre nazioni non sono però disposti a modificare in senso più permissivo le rispettive leggi sull’immigrazione.

8 agosto
Le SS aprono il campo di concentramento di Mauthausen, vicino a Linz, in Austria.

17 agosto
Il Ministero dell’Interno del Reich decreta che tutti gli Ebrei residenti in Germania e aventi un nome non riconoscibile come “ebreo” debbano aggiungere sui propri documenti il nome “Israel”, per gli uomini, e “Sarah” per le donne.

20 agosto
Adolf Eichmann, impiegato nel Servizio di Sicurezza nazista (Sicherheitsdienst; SD) e autodefinitosi “esperto di Ebrei”, apre a Vienna l’Ufficio Centrale per l’Emigrazione Ebraica (Zentralstelle für jüdische Auswanderung).

29-30 settembre
Germania, Italia, Gran Bretagna e Francia firmano gli Accordi di Monaco, con i quali la Cecoslovacchia viene obbligata a cedere la regione dei Sudeti alla Germania nazista. Le truppe tedesche occupano i Sudeti tra il primo e il 10 ottobre 1938.

26-28 Ottobre
La Germania espelle circa 18.000 Ebrei polacchi privi di nazionalità e residenti all’interno dei confini del Reich. Tra questi si trovano i genitori di Herschel Grynszpan il quale si vendicherà ferendo a morte a colpi d’arma da fuoco il diplomatico tedesco Ernst von Rath, il 7 novembre dello stesso anno, a Parigi.

9-10 novembre
In un pogrom scatenato in tutta la Germania e chiamato la Notte dei Cristalli (Kristallnacht), membri del Partito Nazista e di altre formazioni affiliate al Nazismo danno alle fiamme numerose sinagoghe, saccheggiano le case e i negozi degli Ebrei e uccidono circa 91 persone. La Gestapo, con la collaborazione delle forze di polizia, arresta circa 30.000 Ebrei - tutti uomini - e li trasferisce poi nei campi di concentramento di Dachau, Sachsenhausen e Buchenwald.

12 novembre
Il governo tedesco emana il Decreto per l’Eliminazione degli Ebrei dall’Economia (Verordnung zur Ausschaltung der Juden aus dem deutschen Wirtschaftsleben) che proibisce loro di possedere negozi al dettaglio, agenzie di commercio e altre attività economiche. La legge proibisce inoltre agli Ebrei di vendere beni o servizi in qualunque luogo.

15 novembre
Le autorità tedesche proibiscono ai bambini ebrei di frequentare le scuole pubbliche. Da questo momento essi possono frequentare solo le scuole finanziate e amministrate dalle comunità ebraiche.

3 dicembre
Il governo tedesco emana il Decreto sull’Utilizzo delle Proprietà degli Ebrei (Verordnung über den Einsatz des jüdischen Vermögens), che rende obbligatoria “l’arianizzazione” delle ditte possedute da cittadini Ebrei. Le autorità tedesche inoltre obbligano gli Ebrei a vendere a cittadini non ebrei i propri beni immobili, i titoli di borsa e le proprie attività commerciali, di solito a prezzi molto inferiori a quelli di mercato.

8 dicembre
Heinrich Himmler emana il Decreto per “Combattere la Piaga degli Zingari”. Tale decreto da un lato centralizza la risposta della Germania Nazista alla cosiddetta “questione degli Zingari”; dall’altro definisce questi ultimi una razza inferiore. La legge inoltre affida alla polizia Criminale il compito di creare una banca dati nazionale per registrare tutti gli Zingari residenti nel territorio del Reich e crea l’Istituto di Ricerca per l’Igiene della Razza e la Biologia della Popolazione, l’unico ente autorizzato a determinare l’appartenenza o meno alla “razza degli Zingari”. La direzione dell’Istituto viene affidata al Dottor Robert Ritter.

Dicembre 1938-agosto 1939
Il Regno Unito concede il diritto d’entrata a un numero imprecisato di profughi Ebrei, in gran parte bambini, fuggiti dalla Grande Germania (circa nove o diecimila persone in tutto).

La tempesta imminente - 1937

1937: le date più importanti

27 febbraio – 9 marzo
La Polizia Criminale tedesca trasferisce in diversi campi di concentramento circa 2.000 detenuti già condannati per vari reati. Si tratta della prima volta in cui un alto numero di persone non ritenute politicamente pericolose viene inviato ai campi di concentramento.

15 luglio
L’Ispettorato ai Campi di Concentramento apre Buchenwald, nei pressi della città di Weimar, in Germania. All’interno dell’intero complesso facente capo a Buchenwald, le guardie e il personale addetto alla sua amministrazione uccideranno almeno 56.000 prigionieri, dei quali 11.000 Ebrei.

8 novembre
Viene inaugurata a Monaco la mostra Der Ewige Jude (L’Ebreo Errante), uno dei tanti progetti della propaganda nazista.

13 novembre
Il comandante delle SS Heinrich Himmler consolida la catena di comando regionale delle SS e della polizia creando la posizione di Alto Dirigente delle SS e della Polizia (Höhere SS- und Polizeiführer; HSSPF). L’HSSPF avrà le stesse funzioni di Himmler ma a livello regionale e, in momenti di emergenza, potrà comandare tutte le forze di polizia e delle SS all’interno della propria giurisdizione.


14 dicembre
Il comandante delle SS e della Polizia tedesca Heinrich Himmler emana un decreto sulla Soppressione Preventiva del Crimine da parte della polizia, con il quale viene reso più facile il fermo d’individui i cui comportamenti sono ritenuti “asociali” (Asoziale), così come dei criminali recidivi (Gewohnheitsverbrecher) e di coloro che si guadagnano da vivere con attività illegali (Berufsverbrecher). In molti casi, le autorità tedesche includeranno anche i Rom (Zingari) in queste categorie.

Il Decreto autorizza la Polizia Criminale tedesca a fermare individui sospettati di comportamenti asociali o criminali anche in assenza di una prova specifica, a trattenerli per un periodo indeterminato e a rinchiuderli nei campi di concentramento. Nel periodo compreso tra l’approvazione del decreto e il 1943, la polizia tedesca invierà in diversi campi più di 70.000 persone, in parte individui “asociali” e in parte criminali già condannati. Circa la metà morirà prima della fine del 1943.