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domenica 20 luglio 2014

Il 12,8 cm FlaK 40

Il 12,8 cm FlaK 40 fu un cannone contraerei usato in Germania nel corso della seconda guerra mondiale. Rappresentò il pezzo più potente a disposizione della difesa contraerei, praticamente sempre da postazioni fisse. Da questo pezzo fu ottenuto anche il prototipo di un cannone controcarro ed un cannone montato sul cacciacarri Jagdtiger.






Scheda tecnica:

Tipo Cannone contraerei
Impiego
Utilizzatori Luftwaffe
Produzione
Costruttore Rheinmetall
Entrata in servizio 1941
Ritiro dal servizio 1945
Descrizione
Peso assetto di marcia: 27000 kg
in batteria 17000 kg
in postazione fissa 13000 kg
Lunghezza 15 m
Lunghezza canna 7,835 m
Calibro 128 mm
Tipo munizioni Granata esplosiva
Peso proiettile 26 kg
Velocità alla volata 880 m/s
Gittata massima 20900 m
quota massima 10650 m
Elevazione -3/87°
Angolo di tiro 360°

Il 10,5 cm FlaK 38

Il cannone 10,5 cm FlaK 38 è stata un'arma antiaerea e anticarro tedesca utilizzata nella seconda guerra mondiale dalla Luftwaffe e nella sua versione navale dalla Kriegsmarine.
Il cannone venne messo in servizio per sostituire il cannone 8.8 cm (3.5") SK C/31 nelle navi più moderne. Il cannone ha costituito l'armamento antiaereo delle navi da battaglia classe Scharnhorst e Bismarck e degli incrociatori pesanti classe Deutschland e classe Hipper e su unità navali, prede belliche inquadrate nella Kriegsmarine.
Nel dopoguerra il cannone ha sostituito il cannone da 135/45 come armamento principale negli incrociatori leggeri classe Capitani Romani, che l'Italia cedette alla Francia in seguito al trattato di pace, che nella Marine Nationale vennero impiegati come conduttori di flottiglia.




Scheda tecnica:

Tipo Cannone
Impiego
Utilizzatori War Ensign of Germany 1938-1945.svg Heer e Luftwaffe (Wehrmacht) (usato in quantità molto minori da altre forze armate)
Produzione
Costruttore Krupp
Entrata in servizio 1933
Ritiro dal servizio 1945 (fine produzione)
Descrizione
Peso 10 240 kg
14 600 kg
Lunghezza 8,42 m
Lunghezza canna 6,648 m
Calibro 105 mm
Velocità alla volata 880 m/s
Gittata massima 12 800 m (quota massima efficace)
Elevazione -3/+85°
Angolo di tiro 360°

L'8,8 cm FlaK

Il cannone contraerei 8,8 cm Fliegabwehrkanone (FlaK), soprannominato Flak 88, fu uno dei cannoni di maggior successo della Seconda guerra mondiale. Venne utilizzato anche come cannone controcarri ed in questa funzione si dimostrò una delle armi meglio riuscite fra quelle prodotte nell'intervallo fra le due guerre mondiali.













Scheda tecnica: 


Tipo Cannone
Impiego
Utilizzatori War Ensign of Germany 1938-1945.svg Heer e Luftwaffe (Wehrmacht) (usato in quantità molto minori da altre forze armate)
Produzione
Costruttore Krupp
Entrata in servizio 1933
Ritiro dal servizio 1945 (fine produzione)
Descrizione
Peso assetto di marcia: 6861kg
in batteria: 5150 kg
Lunghezza 7,62 m
Lunghezza canna 4,66 m
Calibro 88 mm
Peso proiettile 9,24 kg
Velocità alla volata 820 m/s
Gittata massima 8000 m (quota massima efficace)
Elevazione -3/+85°
Angolo di tiro 360°


La 2 cm Flakvierling

La 2 cm FlaK è un cannone antiaereo tedesco da 20 mm della seconda guerra mondiale.
La bocca da fuoco da 20 mm (2 cm nella dizione tedesca) fu utilizzata in diverse armi contraerei (in tedesco denominata FlaK), a partire dal 2 cm FlaK 30, evoluto successivamente nel 2 cm FlaK 38 e utilizzato anche su affusto quadrinato come 2 cm Flakvierling. Questi cannoni costituirono la massa delle armi contraerei leggere della Germania nel corso della seconda guerra mondiale.



Scheda tecnica:

Tipo cannone automatico su affusto quadrinato
Impiego
Utilizzatori Germania Germania
Produzione
Costruttore Mauser
Entrata in servizio 1940
Descrizione
Peso 1514 kg (in batteria)
Lunghezza 4,08
Lunghezza canna 1,4 m
Calibro 20 mm
Munizioni 20 × 138 mm B
Tipo munizioni cartoccio-granata
Peso proiettile 1,19 kg
Cadenza di tiro 1800 colpi/min (su tutte e quattro le canne, valore teorico massimo)
Velocità alla volata 900 m/s
Gittata massima 4800 m (quota massima efficace 2200 m)
Elevazione -20+90° (-10+90°)
Angolo di tiro 360°
Raffreddamento aria

sabato 19 luglio 2014

Il Ruhrstahl X-4

Il Ruhrstahl X-4, citato anche come Kramer X4 o RK 344 Ruhrstahl-Kramer, era un missile aria-aria sviluppato dall'azienda tedesca Ruhrstahl AG durante la seconda guerra mondiale.

Primo missile aria-aria a livello mondiale non fece in tempo ad entrare in servizio. La storia dell'X-4 però inizia molto prima, nel 1942 già l'RLM (il ministero dell'aria nazista) aveva espresso interesse per i missili guidati e questo consentì alla BMW di partire con un endoreattore BMW 109-548 a propellenti liquidi anziché solidi come sarebbe stato pensabile al giorno d'oggi. Gli studi di Kramer alla Ruhrsthall, successivi alla messa a punto della Fritz-X, erano tali da pensare che il miglior sistema di propulsione fosse questo, e per realizzarlo ci volle molto sforzo dato che era l'endoreattore a propellenti liquidi più piccolo del mondo e doveva funzionare in qualunque assetto e temperatura pratica. Dalla fine del '43 alla metà del '44 vennero prodotti 225 prototipi che vennero prodotti con un motore a razzo a propellenti solidi capace di 150 kgs per 8 secondi. Dall'agosto del '44 il nuovo motore era disponibile e così si poté completare il missile. L'11 agosto del '44, a campagna di Normandia avviata e completata, vi fu il primo lancio da parte di un FW-190, che così fu il primo caccia con missili AAM. Ma se si considera che in Normandia gli Alleati avevano impiegato 12.000 aerei contro 300 tedeschi, ci si può rendere conto di come anche il miglior Sidewinder oramai sarebbe stato insufficiente: non c'era nemmeno il carburante per mandare in aria gli aerei in quantità sufficienti e i bombardieri erano oramai scomparsi dalla linea di produzione.

La prima azione di lancio da parte del prototipo V69 (FW190) venne seguita da tiri con Ju88G e Ju-388, eseguiti fino al febbraio 1945, mentre ben 1.000 missili (dato approssimativo) uscirono dalle linee di produzione entro il dicembre. Erano certamente molti, ma i bombardamenti sulla BMW di Stargard distrussero gran parte dei motori destinati a questi missili e alla fine non ci fu più il tempo di rimediare e di portare all'operatività quest'arma, primariamente intesa per i Me.262.

L'X-4 era un missile diverso da quelli a cui siamo abituati oggi, e più simile ad un'arma controcarri o meglio, al missile AA-1 Alkali sovietico degli anni '50. In effetti quest'ultimo fu forse sviluppato con questo tipo di tecnologia, mentre i missili controcarri furono un altro dei ritrovati Tedeschi del tempo di guerra, ma non passati in produzione.

La guida dei missili X-4 avveniva con criteri particolari: si trattava, per prevenire disturbi, di un missile AAM di tipo filoguidato, con un cavo lungo 5,5 km e spesso 0,2 mm, eppure perfettamente isolato. Il solito bengala posteriore aiutava a tenerlo d'occhio mentre si collimava con il sistema standard a riflessione su distanze pratiche di circa 3 km dall'obiettivo. La sezione con la testata esplosiva arrivava a 20 kg con spessori delle pareti di 10 mm, dietro c'era il motore con i serbatoi spiraliformi e infine i sistemi di guida. Per fare con semplicità maggiore venne pensato ad un missile con una stabilizzazione a rotazione di un giro al secondo, grazie alla trimmatura delle alette cruciformi in legno di metà fusoliera, a due delle quali era attaccato un fuso con il cavo di guida, che a quanto pare era doppio. I fusi erano lunghi 48,6 cm e larghi max 76 mm. La spoletta era, non certo abitualmente, di tipo acustico, con due possibili tipi, Kranich da 7 m di raggio e Meise da 15. Era stata scelta perché semplice e compatta. Come per il grosso Fritz-X erano previsti un trasmettitore FuG 510 e un ricevitore FuG 238, anche se questo era un missile filoguidato e non radiocomandato.

I propellenti erano il Tonka (xilidina e trielamina) e l'acito nitrico, autoaccendenti, venendo nondimeno usati anche per raffreddare la camera di combustione del motore, che aveva 3 fori di iniezione per la prima e 6 per il secondo, e con un diametro di 76 mm per una lunghezza di 29 cm appena. Era possibile usare, per una spinta di 16 secondi e 100 kgs (come picco, poi calava) appena 8,5 kg di propellente, ma il missile era usabile solo da 6.000 m di quota a quanto se ne sa. Ogni caccia ne poteva avere fino a 4 esemplari.


dimensioni: lunghezza 1,9 m, diametro 22,2 cm, apertura alare 57,5 cm Peso: 60 kg di cui 8,5 propellente e 20 testata Prestazioni: gittata 3,2 km a 6.000 m, velocità max 1.100 kmh circa, spunto iniziale del motore 140 kgs, poi 8 secondi a 100 kgs, poi altri 8 decadendo a 30 kgs, utilizzabilità +10/-40 gradi centigradi.


Scheda tecnica:


Descrizione
Tipo missile aria-aria
Impiego aereo
Progettista Max Kramer
Costruttore Germania Ruhrstahl AG
Utilizzatore principale Germania Luftwaffe
Esemplari circa 1 300
Altre varianti Ruhrstahl X-7
Peso e dimensioni
Peso 60 kg
Lunghezza 2,01 m
Prestazioni
Gittata 1,5-3,5 km
Velocità 900 km/h
Motore BMW 109-548 o 109-603

Il Ruhrstahl SD 1400

Il Ruhrstahl SD 1400 (o anche bomba guidata planante FX 1400), identificato dagli Alleati con il nome di Fritz X, era una bomba planante per impiego contro unità navali in dotazione ed utilizzato dalla Luftwaffe durante la seconda parte della seconda guerra mondiale.
La sigla deriva dall'acronimo in lingua tedesca di Splitterbombe Dickwandig, bomba a frammentazione a parete spessa, mentre 1400 dal peso in chilogrammi dall'ordigno da cui deriva. Pur non essendo stata la prima bomba guidata ad essere progettata, detiene il primato di essere stata la prima ad entrare in servizio operativo. Più tardi, poi, le bombe vennero rese filoguidate.

Scheda tecnica:

Descrizione
Tipo bomba planante
Impiego anti unità navali
Sistema di guida radiocomando
Costruttore Germania Ruhrstahl AG
Impostazione 1938
In servizio 1943
Ritiro dal servizio 1945
Utilizzatore principale Germania Luftwaffe
Esemplari 1386 di cui 602 utilizzati nei test
Peso e dimensioni
Peso 1.568 kg (3.457 lb)
Lunghezza 3,32 m (11 ft)
Larghezza 1.40 m (5 ft)
Diametro 85.3 cm (2 ft 8 in)
Prestazioni
Vettori bombardieri
Gittata 5 km (3 mi)
Velocità massima 343 m/s (1.235 km/h) (770 mph)
Esplosivo amatolo, 320 kg (705 lb), testata perforante
note progettista Max Kramer

Il razzo R4M

Il razzo R4M, soprannominato l'Uragano (Tedesco: Orkan) a causa della sua caratteristica scia prodotta dopo essere stato lanciato, fu il primo razzo antiaereo pratico. Fu sviluppato dalla Luftwaffe tedesca durante la Seconda guerra mondiale e usato brevemente prima della fine della guerra. Dopo la guerra l'R4M fece da modello per molti apparecchi simili, usati da quasi tutti i caccia intercettori durante gli anni quaranta e cinquanta.

Scheda tecnica:

Descrizione
Tipo missile aria-aria, missile aria-terra
Costruttore Germania Heber AG
Impostazione 1944
In servizio 1944-1945
Utilizzatore principale Germania Luftwaffe
Peso e dimensioni
Peso 3,85 kg
Lunghezza 812 mm
Larghezza 55 mm
Prestazioni
Gittata 600-1000 m
Velocità massima 525 m/s

Il Selbstopfer

Selbstopfer (in tedesco selbst "se stessi" + opfer "vittima") fu un progetto tedesco della seconda guerra mondiale per sviluppare un'"arma intelligente" per attaccare bersagli di grande importanza, come ponti o centri di comando. Proposto inizialmente da Otto Skorzeny, leader commando tedeschi e da Hanna Reitsch, la famosa pilota collaudatrice, che suggerirono di usare una bomba volante V1 con una minuscola cabina di guida sulla punta che doveva contenere un pilota.

Circa 100 piloti selezionati dalla KG 200 (unità speciale della Luftwaffe) vennero addestrati e circa 175 V1 modificate a cui venne dato il nome di Fieseler Fi 103 R Reichenberg vennero costruite. Diversamente dai piloti dell'unità kamikaze giapponese Yokosuka MXY-7 Ohka, i piloti del nuovo Fi 103 R avrebbero dovuto paracadutarsi fuori appena prima dell'impatto, sebbene in realtà questo sarebbe stato difficile a causa della ristretta cabina di guida, l'angolo di impatto acuto ed il fatto che la cabina fosse situata proprio sotto alla presa d'aria del pulsogetto.

Vennero eseguiti diversi test di sgancio da bombardieri Heinkel He 111, e Reitsch pilotò una versione depotenziata con una slitta di atterraggio in legno. Ci sono diversi racconti di uso operativo, ma pare altamente improbabile che l'arma sia mai stata usata in combattimento.

Qualche altro progetto di arma segreta nazista coinvolgeva missioni quasi suicide come il Bachem Ba 349 Natter.

Il Wasserfall

Il Wasserfall Ferngelenkte Flakrakete, è stato un grande missile antiaereo tedesco della seconda guerra mondiale, come gli altri della sua categoria non fece in tempo ad entrare in servizio ma era un'arma imponente, simile al SA-2, con una gittata calcolata addirittura di 48 km. I suoi progetti furono da modello per il missile statunitense Hermes-A1 e per il programma di ricerca sovietico noto con la denominazione di R-101.










Scheda tecnica:

Descrizione
Tipo Missile terra-aria
Sistema di guida MCLOS
Costruttore Flak- Versuchskommando Nord
Impostazione 1943
Peso e dimensioni
Peso 3.700 kg.
Lunghezza 7.85 m.
Diametro 2.51 m.
Prestazioni
Gittata 25 km.
Velocità massima 770 m/s

L'enzian

L'enzian fu un missile antiaereo tedesco ideato attorno al 1944. Non fece in tempo ad entrare in servizio. Aveva una testata di 500 kg e forma simile a quella dell'AS-5 Kelt. La versione Enzian 5, se fosse stata realizzata, sarebbe stata supersonica.

Scheda tecnica:

L'aspetto dell'"Enzian"
L'aspetto dell'"Enzian"
Descrizione
Tipo missile terra-aria
Costruttore Germania Messerschmitt
In servizio mai

Il Bachem Ba 349

Il Bachem Ba 349 Natter (in tedesco "Vipera") fu un caccia intercettore sperimentale dotato di propulsione a razzo realizzato dall'azienda tedesca Bachem-Werke GmbH negli anni quaranta ed utilizzato operativamente, in modo molto simile ai missili terra aria, nelle fasi finali della seconda guerra mondiale.
La maggior parte del volo fino ai bombardieri era guidata via controllo radio dal suolo, ed il pilota doveva poi atterrare con un paracadute.
Realizzato con un limitato uso di materiali strategici, il velivolo rappresentava una delle wunderwaffen sviluppate per cercare di sovvertire il declino tedesco nell'evolversi del conflitto.

Scheda tecnica:

Descrizione
Tipo caccia intercettore
Equipaggio 1
Progettista Erich Bachem
Costruttore Germania Bachem-Werke
Data primo volo febbraio 1945
Utilizzatore principale Germania Luftwaffe
Esemplari 36
Dimensioni e pesi
Tavole prospettiche
Lunghezza 6,02 m
Apertura alare 3,60 m
Altezza 2,25 m
Superficie alare 2,75
Peso a vuoto 880 kg
Peso max al decollo 2 232 kg
Propulsione
Motore un Walter HWK 109-509A-2
4 razzi ausiliari a propellente solido
Spinta 16,7 kN (1 700 kg)
Prestazioni
Velocità max 800 km/h a livello del mare
1 000 km/h in quota
Autonomia 6 min (35-50 km)
Tangenza 14 000 m
Armamento
Missili 24 razzi Föhn Hs 217 da 73 mm o
33 razzi R4M da 55 mm

Il Flettner Fl 265

Il Flettner Fl 265 era un elicottero sperimentale monoposto dotato di una coppia di rotori intersecantisi, bipala ciascuno, realizzato dall'azienda tedesca Anton Flettner, Flugzeugbau GmbH nei tardi anni trenta.
Sviluppato da Anton Flettner sulla base delle esperienze fatte sul Flettner Fl 185, il nuovo modello era destinato ad una più che probabile produzione in serie, ma il suo sviluppo venne interrotto dopo la costruzione di sei esemplari in favore del più promettente ed avanzato Fl 282.

Scheda tecnica:

Descrizione
Tipo elicottero sperimentale
Equipaggio 1
Progettista Anton Flettner
Costruttore Germania Flettner
Data primo volo maggio 1939
Utilizzatore principale Germania Luftwaffe
Esemplari 6
Sviluppato dal Flettner Fl 185
Dimensioni e pesi

Lunghezza 6,16 m
Altezza 2,82 m
Diametro rotore 12,30 m
Peso a vuoto 800 kg
Peso max al decollo 1 000 kg
Propulsione
Motore un radiale BMW-Bramo 314 A
Potenza 110 kW (150 shp)
Prestazioni
Velocità max 150 km/h (81 kt)
Velocità di crociera 135 km/h (73 kt)
Autonomia 300 km (162 nm)
Tangenza 4 100 m (13 450 ft)
Note dati riferiti alla prototipo Fl 265 V1

Il Flettner Fl 185

Il Flettner Fl 185 era un elicoplano sperimentale monoposto dotato di rotore tripala realizzato dall'azienda tedesca Anton Flettner, Flugzeugbau GmbH nel 1936.
Sviluppato da Anton Flettner sulla base delle esperienze fatte sul Flettner Fl 184, il nuovo modello poteva essere considerato a tutti gli effetti un elicottero, pur nella sua insolita configurazione molto vicina all'aspetto del suo predecessore.

Scheda tecnica:

Descrizione
Tipo elicottero sperimentale
Equipaggio 1
Progettista Anton Flettner
Costruttore Germania Flettner
Data primo volo 1937
Esemplari 1
Sviluppato dal Flettner Fl 184 V3
Altre varianti Flettner Fl 265
Dimensioni e pesi

Diametro rotore 12,0 m
Peso carico 900 kg
Propulsione
Motore un radiale BMW-Bramo Sh 14 A
Potenza 110 kW (150 PS)

Il Flettner Fl 184

Il Flettner Fl 184 era un autogiro da ricognizione biposto dotato di rotore tripala realizzato dall'azienda tedesca Anton Flettner, Flugzeugbau GmbH nel 1936 e rimasto allo stadio di prototipo. Sviluppato da Anton Flettner sulla base di un precedente progetto mai realizzato, il "Gigant", l'Fl 184 può essere considerato un precursore dell'elicottero o meglio un ibrido che utilizzava un gruppo motoelica per la propulsione abbinato però ad un rotore dotato di controllo cliclico e collettivo.

Scheda tecnica:

Descrizione
Tipo autogiro da ricognizione
Equipaggio 1
Progettista Anton Flettner
Costruttore Germania Flettner
Data ordine gennaio 1935
Data primo volo novembre 1936
Data entrata in servizio mai
Esemplari 1
Altre varianti Flettner Fl 185
Dimensioni e pesi

Diametro rotore 12,0 m
Propulsione
Motore un radiale BMW-Bramo 314 A
Potenza 110 kW (150 PS)

Il Silbervogel

Il Silbervogel, che tradotto dal tedesco vuol dire letteralmente Uccello d'argento, era il progetto per un bombardiere sub-orbitale alimentato a razzo ideato da Eugen Sänger e Irene Bredt nei tardi anni trenta. Viene a volte indicato come Amerika Bomber, anche se era solo uno dei molti successivi progetti ideati per quello scopo.

Quando Walter Dornberger cercò di creare interesse per uno spazioplano militare negli Stati Uniti dopo la seconda guerra mondiale usò il termine più diplomatico di Bombardiere antipodale.

Storia

Sviluppo

Il progetto ero molto innovativo in quanto incorporava la nuova tecnologia del motore a razzo ed il principio fisico del corpo portante, anticipando il futuro sviluppo di spazioplani come lo X-20 Dyna-Soar degli anni sessanta e lo Space Shuttle degli anni settanta. Alla fine fu considerato troppo complesso e costoso da produrre. Il progetto non andò mai oltre il test del modellino nella galleria del vento.

Il Silbervogel era progettato per raggiungere lunghissime distanze grazie ad una serie di corti rimbalzi (concetto che poi si è sviluppato nell'attuale Skip reentry). L'aereo avrebbe iniziato la missione su di una rotaia lunga circa 3 km spinto da una slitta alimentata da 12 razzi dotati dello stesso motore dei V2, fino a raggiungere una velocità di circa 1900 km/h; a quella velocità le ali lo avrebbero fatto decollare. Una volta in aria si sarebbe alzato con un'angolazione di 30° fino a raggiungere l'altitudine di 1.50 km, ad una velocità di 1850 km/h (1149 miglia orarie). A quel punto avrebbe usato il proprio motore, per continuare così a salire ad un'altitudine di 145 km (90 miglia) a cui avrebbe raggiunto una velocità di circa 22 100 km/h (13 800 miglia orarie). Quindi l'aereo sarebbe disceso nella stratosfera fino ad un'altitudine di 40 km, dove l'aumento della densità dell'aria avrebbe generato una portanza sulla pancia piatta dell'aereo che gli avrebbe permesso di riprendere nuovamente quota e ripetere il processo. A causa della resistenza fluidodinamica, ogni balzo sarebbe risultato più basso del precedente, ma secondo i calcoli il Silbervogel sarebbe stato in grado di attraversare l'oceano Atlantico con una bomba da quasi 4 000 kg e raggiungere l'interno degli Stati Uniti.

Benché i tedeschi non disponessero di bombe nucleari, avrebbero equipaggiato il bombardiere con una bomba radioattiva; una volta raggiunta la città o l'obiettivo designato, il bombardiere avrebbe sganciato la bomba, che sarebbe caduta libera fino ad un'altitudine di circa 300 m, dove sarebbe esplosa liberando della silice radioattiva, che cadendo come neve avrebbe provocato intossicazione e morte. L'aereo avrebbe poi continuato a volare verso un sito d'atterraggio nell'oceano Pacifico sotto il controllo del Giappone, un viaggio totale che poteva variare dai 19 000 ai 24 000 km (12 000-15 000 miglia).

Secondo analisi condotte nel dopoguerra, il calore sviluppato dall'attrito contro l'atmosfera durante la fase di rientro avrebbe innalzato la temperatura del Silbervogel ben al di sopra del valore calcolato da Sänger e Bredt, superando il limite di resistenza termica dei materiali con cui era costruito il velivolo, comportando di conseguenza la sua distruzione. Il problema è stato affrontato e risolto nei moderni shuttle con il ricorso agli scudi termici.

Periodo postbellico

Dopo la fine della guerra, Sänger e Bredt lavorarono per il governo francese e nel 1949 fondarono la Fédération Astronautique. Mentre era in Francia, Sänger fu soggetto ad un maldestro tentativo di convincimento da parte degli agenti sovietici per passare dalla loro parte.

Stalin era infatti interessato ai rapporti del progetto sul Silbervogel ed incaricò il figlio, Vasilij, e lo scienziato Grigori Tokati di rapire Sänger e Bredt e portarli in Unione Sovietica.

Quando il piano fallì, venne istituito nel 1946 un nuovo ufficio di progettazione, un OKB, diretto da Mstislav Vsevolodovič Keldyš per portare avanti gli studi su questa idea. Venne sviluppata una nuova versione che usava come sistema di propulsione gli statoreattori invece del motore a razzo, conosciuta come bombardiere Keldysh, ma non arrivò mai alla produzione. Tuttavia, nei primi anni sessanta, l'esperienza acquisita servì come base di partenza per un gran numero di nuovi progetti atti alla realizzazione di missili da crociera, anche se però nessuno di essi è entrato in produzione.

Negli Stati Uniti, il progetto diede luogo alla creazione del X-20 Dyna-Soar, uno sviluppo diretto del Silbervogel, che sarebbe stato lanciato da un razzo Titan II. Ma la NASA cambiò i suoi piani dell'andare nello spazio con equipaggio a quello di mandare in orbita satelliti da ricognizione che erano in grado di operare qualunque missione, la Air Force statunitense quindi ritirò gradualmente i voli spaziali con equipaggio, ed il Dyna-Soar venne cancellato.

L'ultima eredità del progetto del Silbervogel è il "motore generativo", in cui il combustibile o l'ossidante viene fatto circolare in tubi attorno agli ugelli del motore per raffreddare gli scarichi e pressurizzare il carburante. Quasi tutti i razzi moderni usano questa tecnica, e alcune fonti fanno ancora riferimento ad essa come progetto Sänger-Bredt.

Scheda tecnica:

Descrizione
Tipo Spazioplano
Equipaggio 1
Progettista Eugen Sänger
Irene Bredt
Costruttore Germania Aziende tedesche
Esemplari 0
Destino finale Mai costruito
Dimensioni e pesi

Lunghezza 27.98 m
Apertura alare 15 m
Peso a vuoto 9 979 kg
Propulsione
Motore 1 Motore a razzo progettato da Sänger e Bredt
Spinta 90 t
Prestazioni
Velocità max 22 100 km/h
Autonomia 24 390 km
Tangenza 145 km, secondo alcuni anche 280
Armamento
Bombe 1 Bomba radioattiva

Il Lippisch P.13a

Il Lippisch P.13a fu un intercettore sperimentale con ala a delta e mosso da uno statoreattore, progettato negli ultimi mesi del 1944 dal Dr. Alexander Lippisch per la Germania. L'aereo non superò mai la fase progettuale, ma i test effettuati nella galleria del vento dimostrarono che l'aereo aveva una eccezionale stabilità per la velocità a Mach 2.6.

Storia del progetto

Dato che i carburanti convenzionali erano molto rari nel 1944 a causa dei bombardamenti alleati, Lippisch propose che il P.13a fosse alimentato a carbone. Inizialmente fu proposto uno cesto di rete metallica per il carbone che doveva essere montato dietro una presa d'aria sul muso, leggermente sporgente nel flusso d'aria e che sarebbe stato incendiato da un bruciatore a gas. Dopo i test nelle gallerie del vento dello statoreattore e del contenitore per il carbone, si effettuarono modifiche per incrementare la combustione. Il carbone fu previsto in piccoli granuli anziché in grumi irregolari, in modo da produrre una combustione regolare ed uniforme, ed il contenitore fu convertito in un tamburo rotante a 60 giri al minuto attorno ad un asse verticale. Un getto di fiamma proveniente da dei serbatoi doveva essere direzionato nel tamburo una volta che il P.13a avesse raggiunto la velocità operativa (oltre i 320 km/h), sia utilizzando una unità di decollo assistito (JATO) che il traino. L'aria che passava attraverso lo statoreattore avrebbe ricevuto i fumi della combustione del carbone verso la parte posteriore, dove si sarebbero miscelati ad alta pressione con aria pulita proveniente da un presa d'aria separata. La miscela di gas sarebbe stata poi convogliata all'esterno attraverso un ugello posteriore per garantire la spinta. Un bruciatore e un tamburo furono costruiti e testati con successo a Vienna da parte del team di progettazione prima della fine della guerra.

Non è noto di quali armamenti sarebbe stato dotato il P.13a; i cannoni MK 103 sarebbe stati troppo pesanti e grossi per un aereo così piccolo ed è possibile che avrebbe utilizzato una o due mitragliatrici di grosso calibro.

Alla fine della guerra nemmeno il prototipo dell'aliante, il DM 1, era stato completato quando venne catturato dalle forze statunitensi. Al team di Lippisch fu ordinato di completare il prototipo che venne poi imbarcato verso gli Stati Uniti dove venne testato. I rapporti dei test furono molto positivi e le lezioni apprese vennero incorporate negli aerei di ricerca della NASA dal 1950 in poi.

Esistono filmati di questo apparecchio che mostrano un modello in scala del P.13a. Questi test iniziarono nel maggio 1944 a Spitzerberg, vicino Vienna.

Dopo la guerra Lippisch, lavorò con i progettisti americani della Convair, sviluppò e testò l'XF-92 basato sui suoi disegni, che portarono alla fine all'adozione dell'F-102 Delta Dagger e del suo successore, l'F-106 Delta Dart.

Scheda tecnica:

Descrizione
Tipo caccia intercettore sperimentale con ali a delta mosso da uno statoreattore
Equipaggio 1
Progettista Alexander Lippisch
Sviluppato dal Lippisch DM 1
Altre varianti Convair XF-92
Dimensioni e pesi

Lunghezza 6,70 m
Apertura alare 6,00 m
Altezza 3,25 m
Superficie alare 20,0
Carico alare 115 kg/m²
Peso carico 2 300 kg
Propulsione
Motore uno statoreattore Kronach Lorin
Prestazioni
Velocità max 1 650 km/h
Note dati progettuali

L'Heinkel He 343

L'Heinkel He 343 era un quadrigetto multiruolo ad ala alta pianificato dall'azienda tedesca Ernst Heinkel Flugzeugwerke negli anni quaranta ma rimasto allo stadio progettuale.
Sviluppato per offrire ai vari reparti della Luftwaffe un nuovo modello di velivolo dotato delle ultime innovazioni tecnologiche (le Wunderwaffen), tra i quali i motori a getto, adatti a ruoli diversificati, bombardiere, aereo da ricognizione e zerstörer come previsto dalle specifiche emesse dal RLM, non raggiunse le ultime fasi a causa della necessità di convertire la produzione a caccia per la difesa aerea del territorio.

Scheda tecnica:

Descrizione
Tipo aereo da ricognizione
bombardiere
zerstörer
Equipaggio 2
Progettista Ernst Heinkel
Costruttore Germania Heinkel
Esemplari nessuno completato
Altre varianti Ilyushin Il-22
Dimensioni e pesi
Tavole prospettiche
Lunghezza 16,50 m
Apertura alare 18,00 m
Altezza 5,35 m
Superficie alare 42,25
Peso a vuoto 10 770 kg
Peso carico 19 550 kg
Propulsione
Motore 4 turbogetto Heinkel HeS 011 A
Spinta 12,75 kN (1 300 kgf) ciascuno
Prestazioni
Velocità max 910 km/h
Velocità di crociera 835 km/h
Velocità di salita a 10 000 m in 17 min 30 s
Autonomia 1 620 km
Tangenza 14 800 m
Armamento
Mitragliatrici 2 MG 151
Bombe fino a 3 000 kg
Note dati progettuali relativi alla versione He 343 A-1

Il DFS 194

Il DFS 194, designato in seguito Messerschmitt Me 194, era un aereo sperimentale spinto da un endoreattore progettato da Alexander Lippisch e sviluppato in Germania tra la fine degli anni trenta e l'inizio degli anni quaranta.
Realizzato inizialmente dal Deutsche Forschungsanstalt für Segelflug (DFS), a seguito di problemi di sviluppo il programma venne trasferito alla Messerschmitt che riutilizzò l'esperienza acquisita per realizzare il caccia Me 163, primo velivolo pilotato equipaggiato con endoreattore ad entrare in servizio operativo.

Scheda tecnica:

Descrizione
Tipo aereo sperimentale
Equipaggio 1
Progettista Alexander Lippisch
Costruttore Germania DFS
Data primo volo agosto 1940
Esemplari 1
Sviluppato dal DFS 40
Altre varianti Messerschmitt Me 163
Dimensioni e pesi

Apertura alare 9,3 m
Superficie alare 17,52
Peso max al decollo 2 100 kg
Propulsione
Motore un razzo Walter HWK RI-203
Spinta 2,9 kN (300 kg)
Prestazioni
Velocità max 550 km/h


Il Messerschmitt Me 163

Il Messerschmitt Me 163 Komet era un caccia intercettore con motore a razzo prodotto dall'azienda tedesca Messerschmitt AG negli anni quaranta, l'unico operativo ad adottare questa soluzione propulsiva durante la seconda guerra mondiale. Ottenne prestazioni impareggiabili per l'epoca (il pilota collaudatore Rudy Opitz, nel 1944 raggiunse i 1123 km/h). Costruito in circa 300 esemplari, riuscì a distruggere una decina di aerei alleati. Il Komet era un'ala volante con un motore a razzo a propellente liquido che usava due componenti estremamente volatili, il T-Stoff (perossido di idrogeno ad alta concentrazione) ed il C-Stoff (metanolo ed idrazina), molto pericolosi da maneggiare e suscettibili di esplodere al primo incidente, trattandosi di propellenti ipergolici, magari per un atterraggio un po' brusco. Oltretutto il motore poteva generare fiammate se la potenza veniva variata. Il T-Stoff era talmente corrosivo che, in caso di schianto dell'aereo, poteva letteralmente dissolvere il corpo del pilota. I Me 163 provocarono la morte di 16 piloti complessivamente.

Scheda tecnica:

Descrizione
Tipo caccia intercettore
Equipaggio 1
Progettista Alexander Lippisch
Costruttore Germania Messerschmitt
Data primo volo 1º settembre 1941 (Me 163 A V4)
Data entrata in servizio 1944
Data ritiro dal servizio 1945
Utilizzatore principale Germania Luftwaffe
Sviluppato dal DFS 194
Dimensioni e pesi
Tavole prospettiche
Lunghezza 7,00 m
Apertura alare 9,80 m
Altezza 3,10 m
Superficie alare 20,40
Peso a vuoto 2200 kg
Peso max al decollo 5 300 kg
Propulsione
Motore un razzo Walter HWK 109-509C-1
Spinta 19,6 kN (2 000 kg)
Prestazioni
Velocità max 955 km/h (in quota)
Velocità di crociera 800 km/h
Tangenza 16 000 m
Armamento
Cannoni 2 MK 108 calibro 30 mm con cartuccia da 60 colpi ciascuno[1]
Note dati riferiti alla versione Me 163 C-1a

Il Messerschmitt Me 329

Il Messerschmitt Me 329 era un prototipo di zerstörer (caccia pesante) progettato dall'azienda tedesca Messerschmitt AG durante le fasi finali della seconda guerra mondiale. Il progetto era molto avanzato per l'epoca, il Me 329 aveva una configurazione ad ala volante (flying wing), che riduceva di molto la resistenza aerodinamica. I due motori avevano una configurazione a elica spingente. Sviluppato dal Me 265 avrebbe dovuto affiancare il Me 410.

Scheda tecnica:

Descrizione
Tipo zerstörer
Equipaggio 2
Costruttore Messerschmitt AG
Esemplari nessuno
Dimensioni e pesi

Lunghezza 7,72 m
Apertura alare 17,5 m
Altezza 4,74 m
Superficie alare 55
Propulsione
Motore 2 Daimler-Benz DB 603B
Potenza 1 745 PS (1 287 kW) ciascuno
Prestazioni
Velocità max 792 km/h
Armamento
Cannoni 5 MG 151/20 da 20 mm
Bombe 1 000 kg