IL KEYNESIANESIMO MILITARE (DIRIGISMO)
1933 - 1936
1933
Dopo la Grande depressione in Germania c’era un tasso
elevato di disoccupazione (30%);
la bilancia commerciale era in grave passivo e l’industria
dipendeva dall’estero per le materie prime.
Inflazione.
17 mar 1933
Hjalmar Schacht, (un ex membro del Partito Democratico
avvicinatosi al nazismo) venne nominato direttore della Reichsbank nel 1933 e
Ministro dell’economia nel 1934, diventando così il personaggio più influente
sull’economia tedesca.
Schacht realizzò una politica di investimenti nei lavori
pubblici e di deficit spending (costruzione di autostrade, con lo scopo di
ridurre la disoccupazione, aumento della domanda dovuto alle commesse statali
per iniziale politica di riarmo).
Questa politica è stata definita da alcuni storici come keynesianesimo
militare. La politica del commercio estero, anziché al libero mercato, venne
improntata al bilateralismo (stipulazione di patti commerciali bilaterali, allo
scopo di compensare la carenza di moneta estera forte).
1933
Vengono messi fuori legge i sindacati e vengono proibiti gli
scioperi.
Giugno 1933
Introduzione del Piano Reinhardt (dal nome del ministro
delle finanze che ne fu l’estensore). Esso prevedeva un programma per la
creazione di posti di lavoro, essenzialmente mediante la costruzione di
autostrade e un alleggerimento delle imposte gravanti sull’industria privata
per incoraggiarla a riprendere la produzione e ad assumere mano d’opera. A partire
dal 1934 esso confluì nel Nuovo piano di Schacht.
Luglio 1934
Introduzione del Nuovo Piano (da parte del neo ministro
dell’economia H. Schacht).
Il piano prevedeva un controllo rigido da parte dello Stato
della finanza e del commercio
estero, con l’obiettivo di garantire al paese le importazioni
indispensabili di generi alimentari
e di materie prime, nonché di stimolare le esportazioni.
La Reichsbank requisiva tutta la moneta straniera circolante
(per usarla negli scambi con
l’estero). I pagamenti all’estero venivano fatti in merci
tedesche; gli interessi degli investitori
stranieri dovevano essere pagati con merci tedesche.
La Germania cercava di limitare le transazioni con quei
paesi che pretendevano pagamenti
in moneta forte, e cercò di accordarsi preferibilmente con
paesi economicamente più deboli,
come Romania,,Iugoslavia, Bulgaria, Ungheria, realizzando
accordi di scambio bilaterali
(“Compra solo ciò che ti serve e compra solo dai tuoi stessi
clienti”)
In questo modo l’economia monetaria tedesca venne isolata
dal resto del mondo. All’interno
Schacht promosse sia il finanziamento di lavori pubblici che
il riarmo del paese (vennero
imposti dei prestiti di Stato forzati e prezzi scontati per
le commesse statali).
Tra gli effetti del Piano ci fu un rafforzamento del dominio
dei grandi monopoli sull’economia
(quegli stessi monopoli che avevano appoggiato il nazismo).
Si ebbe una grande espansione nelle industrie delle costruzioni e
nell’industria automobilistica (legate soprattutto ai trasporti gli
investimenti nei trasporti (autostrade, ferrovie ) erano legati ai preparativi
militari).
31 mag 1935
Schact diventa Plenipotenziario generale per l’economia di
guerra: doveva mettere a disposizione i mezzi finanziari necessari per il
riarmo e la riorganizzazione della Wehrmacht PIANO QUADRIENNALE 1936 - 1939
Sett 1936
Adozione del Secondo piano quadriennale (Vierjahresplan) (era
in realtà il primo) sotto la
spinta e il controllo di Göring.
Il programma aveva il compito di preparare la Germania alla guerra
in quattro anni.
Sotto Göring le importazioni subirono una drastica
riduzione. I salari e i prezzi vennero controllati
sotto la minaccia di condanne durissime. I dividendi vennero
limitati. Vennero fissati gli scopi strategici che avrebbero dovuto essere
raggiunti ad ogni costo. Le imprese tedesche vengono incoraggiate a formare
cartelli, monopoli o oligopoli, i cui interessi vengono protetti dallo Stato.
Nov 1937
Schacht (osteggiato da Goring) finisce per entrare in
conflitto con la dirigenza nazista. Si dimette dalle sue cariche (anche se
rimase presidente della Reichsbank fino al 1939).
Hermann Göring diventa Plenipotenziario per l’economia di
guerra.
La Germania aspira all’autosufficienza, ma non riesce. Sviluppa
allora accordi bilaterali
con fornitori stranieri La Germania nazista ha cercato,
prima ancora della conquista, di
asservire economicamente i paesi del sud Europa e in
particolare i Balcani. L’economia
tedesca avrebbe tratto da quelle regioni le materie prime e
queste avrebbero ricevuto in
cambio i manufatti. Già nel 1938 la Yugoslavia, l’Ungheria la
Romania, la Bulgaria e la
Grecia intrattenevano metà di tutti i loro scambi esteri con
la Germania.
1938
Vengono realizzati colossali impianti di idrogenazione
adibiti alla produzione di benzina e
gomma sintetica ricavate dal carbone. In generale, i lavoratori
hanno il lavoro assicurato, ma si ha una diminuzione dei salari reali e una
perdita progressiva di libertà.
Venne eliminato il diritto di lasciare il lavoro.
Nel 1935
erano stati introdotti i libretti di lavoro. Questi
richiedevano il consenso del precedente datore di lavoro per essere assegnati a
un altro lavoro. Lavoro coatto.
Anche da prima della guerra la Germania aveva a disposizione
notevoli quantità di lavoro di
persone in condizione di schiavitù. Questa pratica era
iniziata fin dai primi tempi con i campi di lavoro per gli “indesiderati”
(Unzuverlässige Elemente) come i senza tetto, omosessuali, criminali, come pure
dissidenti politici, comunisti, ebrei...
ECONOMIA CRIMINALE DI GUERRA 1939 - 1945
Periodo della “guerra lampo”
1939
Funk ebbe la presidenza della Reichsbank (in questa veste si
occupò dei trasferimenti di valuta dai paesi occupati, nonché, in
collaborazione con Himmler, della custodia dei proventi delle spoliazioni
sistematiche operate dalle SS).
Sett 1939 - 1941/2
Gli investimenti contemplati dal Piano vengono orientati su
obiettivi a breve termine, in vista
di avventure militari da realizzare in fretta e senza
indugi. Fu questa l’economia della guerra lampo
che non subì sostanziali modifiche fino al 1941/2, quando
l’imprevista resistenza dei russi costrinse il gruppo dirigente a entrare nella
prospettiva della guerra di logoramento.
Ago 1939
Dall’agosto del 1939 la maggior parte dei beni di consumo fu
razionata.
Durante la guerra, come la Germania acquisiva nuovi
territori (o per annessione diretta o attraverso l’instaurazione di governi
fantoccio nei paesi sconfitti), questi erano costretti a vendere materie prime
e prodotti agricoli a prezzi estremamente bassi agli acquirenti tedeschi.
1942
Dal 1942, l’economia tedesca venne guidata da Albert Speer,
ministro delle Armi e munizioni.
Fine della “guerra lampo”.
L’economia tedesca si prepara per una guerra di lunga
durata. Speer costituì la Zentrale Plannung, un organismo che doveva
pianificare la produzione bellica.
La Pianificazione centrale guidava l’economia di guerra
assegnando in modo rigido ferro e acciaio, che erano la materia prima
principale, ai singoli settori bellici.
1942
Nel 1942 il lavoro coatto di una moltitudine di stranieri
divenne indispensabile al mantenimento dell’economia di guerra. Il 21 marzo
Hitler nominò Fritz Sauckel con il titolo di plenipotenziario generale per
l’impiego della manodopera (General bevollmächtigter für den Arbeitseinsatz,
GBA).
I lavoratori coatti in genere non avevano alcuna libertà,
vivevano in condizioni di degrado sotto le continue intimidazioni del terrore
nazista, dovevano sopportare una terribile de nutrizione, venivano sottomessi
alla spietata legge del randello come alle più rigide e drastiche forme di
sfruttamento ed erano costretti a eseguire i compiti più umili e pesanti. Al di
sotto degli operai specializzati, i capisquadra e i capimastri tedeschi,
esisteva un mondo di subalterni stranieri divisi sulla base di una gerarchia
fondata sul “concetto di razza”, che creava molteplici sfumature nelle condizioni
di lavoro e di vita. In tale situazione di terrore e discriminazione vivevano i
“lavoratori stranieri” sotto contratto provenienti dagli stati satelliti e
alleati, e i lavoratori forzati civili provenienti dagli stati europei
occidentali, settentrionali e sudorientali occupati, dalla
Polonia e dalla Russia. A questi si aggiungevano i prigionieri di guerra
sovietici e i deportati nei campi di concentramento.
Finanza
La finanza dei paesi occupati viene controllata dalla
Germania nazista a proprio vantaggio.
Le monete dei paesi occupati vengono indebolite a vantaggio
del marco tedesco. Vengono
imposte regole di commercio vantaggiose per la Germania.
Requisizioni di beni di interesse
strategico. Imposizione agli stati occupati del pagamento
della occupazione stessa.
Organizzazione di sistemi di lavoro coatto dei lavoratori
dei paesi occupati.
Spoliazione degli ebrei.
Le ricchezze e le proprietà degli ebrei (sia tedeschi, sia
dei paesi occupati) vengono confiscate
dallo Stato. In parte vengono ridistribuite a tedeschi, in
parte usate per finanziare la guerra.
Stato sociale.
Fino alla battaglia di Stalingrado, attraverso la rapina dei
paesi occupati, l’esproprio delle
proprietà degli ebrei, lo sfruttamento a proprio vantaggio delle
finanze dei paesi occupati la
Germania nazista riesce a garantire alla popolazione tedesca
lo stato sociale. Anche per questo motivo non ci sarà alcuna significativa
opposizione interna.
Colonizzazione dello “spazio vitale”.
Milioni di tedeschi migrano dalla Germania e vanno ad
occupare le terre conquistate dell’Est. Industrie, esercizi economici,
proprietà terriere passano nelle mani dei tedeschi in seguito alla
pulizia etnica effettuata.
Periodo della “guerra totale”
Feb 1943
Dopo la resa di Stalingrado (feb 1943), la direzione
nazionalsocialista fece proprio il concetto di
guerra totale caldeggiato dalla Wehrmacht e dagli ambienti
economici. Questa nuova definizione, largamente diffusa dalla propaganda
bellica, doveva preparare il popolo tedesco a grandi sacrifici e privazioni per
raggiungere la vittoria finale. Dal punto di vista economico, “ci si concentrò
sulla attivazione di tutta quanta l’economia a favore della produzione bellica”.
In primo luogo, doveva essere arruolata nuova manodopera tra la popolazione,
poiché il personale tedesco specializzato, in cui si trovavano le forze
“chiave”, era stato reclutato su larga scala dall’esercito.
Decreti di Hitler (13 gennaio 1943) e del GBA (27 gennaio
1943) imponevano la registrazione obbligatoria a tutti gli uomini (fino a 65
anni) e a tutte le donne (fino a 45 anni) che non lavoravano, in base al
principio generale per cui il lavoro era un dovere.
Il lavoro coatto
Con l’avanzare della guerra l’uso di lavoro schiavile ebbe
un massiccio sviluppo. Prigionieri
di guerra e civili “indesiderati” vennero presi dai
territori occupati. Centinaia di migliaia (forse
milioni) di ebrei, slavi e altri popoli conquistati vennero
usati come lavoratori schiavi dalle grandi industrie tedesche come Thyssen, Krupp,
IG Farben e anche Fordwerke una consociata della
Ford Motor Company.
Nel 1944 il lavoro di persone in condizione di schiavitù costituiva
un quarto dell’intera forza lavoro tedesca; la maggioranza delle fattorie
tedesche ebbero in assegnazione dei contingenti di prigionieri.
Le stime sull’entità del lavoro coatto al servizio della
Germania nazista vanno da 8 a
12 milioni di persone.
Dopo feb 1943
Dopo Stalingrado venne anche modificata la politica della
“soluzione finale”.
Poiché lo sterminio era sicuramente antieconomico e i
nazisti avevano anche bisogni produttivi, venne teorizzato e praticato lo
“sterminio mediante il lavoro” (30/4/1942).
Fino al 1943 prevale la spinta allo sterminio; dopo l’inizio
del 1943 (dopo Stalingrado 2/2/1943)
prevarrà sempre più l’esigenza produttiva e lo “sterminio
attraverso il lavoro”.
12 mag 1944
Il 12 maggio 1944 iniziò l’offensiva aerea degli Alleati
contro gli stabilimenti di idrogenazione
da cui proveniva il 51 % dei carburanti tedeschi, e la quasi
totalità del carburante aereo, oltre ad azoto e importanti prodotti di base per
la fabbricazione di caucciù sintetico, polveri e materiali esplosivi.
L’industria bellica tedesca non si riprese più da quegli attacchi concentrati
in un breve spazio di tempo e ripetuti a ondate successive.
Ritirata dei “coloni” tedeschi.
Progressivamente, mano a mano che a Est avanzava l’Armata
Rossa, i milioni di colonizzatori tedeschi delle terre occupate (cui erano
state assegnate le terre e le attività economiche degli ebrei o dei russi e dei
polacchi) vennero costretti a una fuga precipitosa, per sfuggire alle vendette sommarie.
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